mercoledì, 22 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

S’alzino le acque del Mose
Pubblicato il 05-06-2014


Del punto di visita del metodo rimango ancorato ai sani principi liberali per un cui un imputato prima di essere giudicato colpevole deve essere processato per tre volte. Questo naturalmente riguarda tutti gli inquisiti. Aggiungo che la richiesta dell’arresto preventivo deve sempre giustificata dalle tre fattispecie previste dalla legge: pericolo di fuga, inquinamento delle prove e reiterazione del reato. Ciò detto non possiamo esimerci dallo svolgere tre considerazioni. La prima riguarda il fenomeno della corruzione in questo ventennio. Grazie alla volontà del pool Mani pulite, che aveva l’obiettivo di smantellare il vecchio sistema politico e di sostituirlo (Di Pietro ante Gabanelli questo aveva fatto), la corruzione è diventata prevalentemente individuale. Oggi i corrotti rubano per loro. Al massimo svolgono un lavoro corruttivo su mandato diretto delle aziende interessate.

Poi il denaro può arrivare anche ad alcuni uomini politici e a settori di partiti. Ma lateralmente. Si tratta di un cambiamento sostanziale. Non esiste più la giustificazione del finanziamento dei partiti (al martire Citaristi i democristiani dovevano elevare un monumento o almeno dedicare le magliette che i comunisti hanno dedicato al loro Greganti), ma solo la voglia di elevare il tenore di vita dei singoli e al massimo la loro singola influenza politica. Non a caso oggi si parla prevalentemente di case, quella di Scajola, di Galan. E di stipendi addirittura erogati a singoli uomini politici, a generali, a magistrati.

Una seconda valutazione è quella giustamente sottolineata da Nencini e da Cacciari. E cioè la normativa invero labile e senza controlli delle procedure d’urgenza. L’Italia è uno strano paese. Se si utilizzano le leggi ordinarie non si arriva mai in tempo. Se si usano procedimenti emergenziali si infiltra puntuale la corruzione. Sarà ora di procedere a varare una nuova normativa che sia trasparente e veloce o no? O dobbiamo attendere che esplodano altri scandali? Se il potere decisionale è in mano a singoli individui, è assai forte la tentazione di trarre da quel potere anche un beneficio.

Infine. Sia Ferrero sia il duo Giavazzi-Alesina gridano allo scandalo in sé delle grandi opere pubbliche, in una singolare consonanza di motivazioni comuniste e liberiste. Per Ferrero le grandi opere andrebbero sostitute con piccole opere diffuse sul territorio, per il duo dei professori con investimenti privati. Personalmente sono invece convinto della bontà di molte grandi opere per modernizzare l’Italia. E credo che Expo e Mose non possano essere bloccate. Di quest’ultimo non conosco a fondo le implicazioni tecniche, ma sono stati stanziati sette miliardi di euro. E l’opera è iniziata negli anni novanta. Dovremmo ora sospenderla e gettare dalla finestra, anzi nella laguna, quel patrimonio ingente di risorse? Anche l’Expo va difesa. Arriveranno in Italia venti, trenta milioni di persone, la gireranno, la apprezzeranno, la arricchiranno. Dobbiamo alzare la braccia in segno di impotenza?

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Commenti all'articolo
  1. Bravo Direttore le due opere vanno assolutamente terminate sono infrastrutture che daranno lustro al nostro Paese. La corruzione è un problema che andrebbe affrontato con coraggio e seriamente sia nel pubblico che nel privato, la moralità è una questione che riguarda sia il mondo politico che imprenditoriale, riguarda tutti noi nei comportamenti giorno per giorno perché è dal basso che può arrivare un segnale forte per dire basta a questa ragnatela di furbetti che hanno rovinato la reputazione di questo Paese, non è certamente la via imboccata da tanti per rispolverare la figura di Berlinguer e trasformarla in una strumentale campagna elettorale.

  2. Renzi dovrebbe evitare di dire che non vuole che torni il vecchio sistema. Lui non sa cosa era quel sistema o se lo sa non vuol capire. Era il sistema sul quale si è costruita la Repubblica che, con Crax,i ci ha portato al quinto posto del Pil nel mondo, davanti all’Inghilterra. Ora siamo all’ottavo e la corruzione è a un livello mai conosciuto nella prima. C’era un dare e un avere; ora c’è solo un dare. La Prima Repubblica era moribonda, la seconda è marcia. Battiamoci per la terza: è la mancanza di un potere fermo e autorevole che genera corruzione, inefficienza, spreco

  3. Sottoscrivo le parole di Francesco. La seconda Repubblica è marcia, il PD lo è ancora di più. E meno male che i ladri eravamo noi socialisti. Devono solo vergognarsi. Offriamo agli italiani un’alternativa ma facciamolo con convinzione e con coraggio, sono certo che saremo premiati. Ma, soprattutto, rivendichiamo la nostra storia, pur dicendo a chiare lettere che chi ha rubato ha innanzitutto infangato il PSI ed è da considerarsi un criminale. Per il resto sono gli altri che devono nascondersi: PCI-PDS-DS-PD… da noi, in Campania, chi si cambia il nome così spesso è perché ha qualcosa da nascondere… Forza compagni!

  4. Mi aspetterei che l’Avanti!, di fronte all’endemico e ciclico dilagare della corruzione, sostenesse l’unico antidoto: regole ineludibili, come negli Stati Uniti, per il ricambio dalla classe politica e della classe dirigente, quelle regole scomode che, in Italia, sono sempre state eluse. Cominciamo dai vertici politici! Mandati limitati (due) per Ministri, governatori, sindaci, assessori. Divieto categorico del cumulo delle cariche pubbliche. Valutazione periodica dei manager pubblici con “esonero” dall’incarico in caso di inadeguatezza. Stessa cosa per i magistrati. Perché l’Avanti! non ne fa il proprio cavallo di battaglia?
    Caro Direttore, l’Avanti! è lo strumento più autorevole, forse l’unico, per dar la possibilità ai socialisti di ritrovare una propria identità politica e culturale nella repubblica bipolare in costruzione. Sono sempre stato d’accordo col bipolarismo sulla base di pragmatiche constatazioni di efficienza dei vari modelli di democrazia, prima quella statunitense, la più antica e la più longeva. Ebbene?

  5. Per me compagni , il problema non è se prima i ladri eravamo noi e ora lo sono quelli del PD.
    Su di noi , sulla liquefazione del partito di quegli anni , la responsabilità non era tanto di Craxi ma nel corpo del partito, erano le varie tangenti locali e nazionali che avevano lo scopo di finanziare le carriere di tanti di noi, il cancro che ha rischiato di ucciderci lasciando poi il partito in un mare , anzi un ocean di debiti è meglio che lasciamo perdere questo tasto.
    Ora come ,giustamente dice Mauro,quì non è il problema di finanziamento della politica , qui si fà per arricchimento personale, voglio sperare che la magistratura tratterà questi casi come reati di corruzzione e non concussione troppo comodo anche 20 anni fà ,giustificare certi attenggiament4e del sistema delle imprese come concussi , come obbligati a corronpere per lavorare , questa storia deve finire .
    Cera un finanziere ancora sulla cresta dell’onda oggi che vendette alle poste le telescriventi quando già cerano i fax e siccome l’azieda andava male , i politici concussori lo obbligarono a cedere dei dipendenti che poi parcheggiarono alle poste, quando si dice politci concussi.
    Al caro Renzi , bisogna dire che il daspo non và fatto ai politici
    o almeno non solo a loro ma a tutte quelle imprese , a quei faccendieri e speudo finanzieri ed imprenditori, capitalisti senza capitali che anziche accettare le sfide del mondo dell’impresa , con amicizie , minacce , con corruzione e associazioni che nulla hanno da invidiare alle malavitose , fanno della stato e della finanza pubblica la loro mucca da mungere in spregio alla corretta concorrenza e rispetto delle regole ..
    Non è da 20 anni che per molti soggetti del mondo economico , il motto è privatizzare gli utili , socializzare le perdite , basta solo vedere la storia e gli interessi dei vari “salvatori della patria” del caso Alitalia., basti pensare che tra questi ci sono i Riva, quelli che hanno preso il centro siderurgico per 2 soldi, lo hanno spremuto come un limone e hanno messo nella condizione una città come Taranto di morire di disoccupazione o di cancro.
    L’ Italia ha due grosso palle al piede che le bloccano la sua rinascita da questa crisi , palle alpiede che sovente con vivono e si intrecciano, la criminalità organizzata e appunto un ceto imprenditoriale che, aimè temo molto ampio, che anziche accettare le sfide del mercato globale , fanno della corruzione il loro modo operare , danneggaindo le finanze pubbliche , gli imprenditori oneste e lasciando dietro di sè solo disastri.
    Compagno Maurizio Mo0linari

  6. Mauro Del Bue mi risponde, su Facebook, “Ah se tu leggessi il mio editoriale….”. Ho replicato:
    L’ho letto, come lo leggo quasi sempre. Non ho trovato una linea organica per il ricambio sistematico, come negli Stati Uniti, dei gruppi dirigenti a tutti i livelli. Solo per il caso Mastrapasqua c’è stata una linea netta. Perché non chiedi che sene vada, per esempio Errani che, come governatore dell’Emilia Romagna è al terzo mandato? Perché non chiedi che la riforma istituzionale di Renzi preveda, come accade negli Stati Uniti, due mandati per il premier poi solo conferenze, magari una cattedra universitaria ma non altra attività politica. Perché?

  7. Ah, Mauro. L’onestà è come il coraggio se uno non se l’ha non se la può dare. Aveva ragione Bettino: viviamo in un mondo di spergiuri in cui ciascuno spera nella morte dell’altro.
    Ma il povero Lot cercò per tutta Sodoma tre petrsone oneste. Non dimentichiamolo. Ed allora di cosa ci meravigliamo?

  8. La corruzione è stata per molto tempo una delle prime cause degli storici collassi del mondo. Dalle città antiche all’impero romano, dalle banche dei Bardi e dei Peruzzi alla rivoluzione industriale fino ad oggi. Eppure essa è radicata in tutti i paesi del mondo, non solo nel nostro paese. La legge attuale si presenta inefficacie contro tale fenomeno, i processi sono lunghi e gli imputati sono molte volte parte del sistema governativo. In questo scenario il PSI deve essere il primo a migliorare l’apparato dell’anticorruzione distruggendo infine la triste fama che ci siamo portati dietro dagli anni novanta, ora recuperata da altri partiti. Grazie a tutti i compagni onesti, siano da esempio, che sicuramente è uno dei modi più efficaci per un futuro più giusto.

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