giovedì, 21 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Sciopero Rai: continua lo scontro fra governo e sindacati
Pubblicato il 03-06-2014


Sciopero-RaiDa una parte i sindacati che dichiarano incostituzionali i tagli decisi dal governo, dall’altra l’Autorità di garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali che valuta “non conforme alla legge la proclamazione dello sciopero dei sindacati dei lavoratori della Rai per il prossimo 11 giugno”. E poi il primo ministro Matteo Renzi che recentemente ha dichiarato “umiliante” lo sciopero, il segretario della Cgil, Susanna Camusso che insiste perché l’agitazione nel servizio pubblico si concretizzi. Non accenna a placarsi la polemica scoppiata attorno alla Radiotelevisione italiana e allo sciopero proclamato dai dipendenti pubblici. Nel frattempo l’articolo 21 del decreto Irpef passa in commissione bilancio a Palazzo Madama: in poche parole i senatori confermano la “sforbiciata” per 150 milioni a carico della Rai. È stato inoltre approvato l’emendamento dei relatori che “salva” le sedi regionali e apre alla possibile vendita delle infrastrutture pubbliche Rai Way e Rai World.

UN GIORNALISTA RAI: SCIOPERO SUICIDA – “Sì allo sciopero come arma sindacale, ma trovo suicida questo, per come è organizzato”. Non ha mezzi termini un giornalista Rai secondo il quale l’azienda pubblica si trova in un cul de sac sia politico che sindacale, definendo “folle” la decisione di promuovere un’agitazione contro un governo che, con Matteo Renzi è uscito trionfante alle recente elezioni europee. Secondo il giornalista è in gioco il futuro Rai: “è necessario procedere con tagli ragionieristici oppure reinventare l’azienda in termini di qualità del prodotto informativo e culturale per avere una riscossa sugli ascolti, in questo momento non molto positivi”.

LA FERMEZZA DEI SINDACATI AD ANDARE AVANTI – Sul fronte sindacale Susanna Camusso, di concerto con il segretario della Uil, Luigi Angeletti ha voluto ribadire l’intenzione di andare avanti con lo sciopero poichè “questo decreto legge mette a rischio la Rai nella dimensione di servizio pubblico e come grande impresa del Paese”. Duro anche il commento di Angeletti che ha definito il premier “un pessimo amministratore delegato dell’azienda pubblica”, aggiungendo che in questo modo “il governo chiede una tangente alla Rai con il taglio dei 150 milioni, è un pizzo chiesto all’azienda», ha tuonato il segretario dell’Unione italiana del lavoro.

Silvia Sequi

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