giovedì, 14 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Antonella Soddu:
Il sindacato chiede soldi
ai disoccupati!
Pubblicato il 24-06-2014


Nei giorni scorsi alcuni degli iscritti al gruppo, lavoratori in mobilità in deroga della Sardegna, essendo anche seguiti dai sindacati, hanno ricevuto, e stanno ricevendo, dai sindacati, una letterina molto simpatica con la quale si chiede, vista la procedura straordinaria per il pagamento dell’anticipo della mobilità in deroga, un contributo volontario da inviare al sindacato tramite bollettino postale di euro cinquanta.

Ora, poiché, chi è iscritto al sindacato automaticamente ogni mese si vede detrarre dallo stesso, dall’importo mensile di mobilità in deroga una precisa somma (per sei mesi la CGIL ha scontato 23 euro), e rilevato che per oltre diciassette mesi molti di noi non hanno percepito un euro e che questa procedura straordinaria, come la chiamano loro, ci ha già visti decurtare il 23% di IRPEF sul 50% della somma che è stata erogata come anticipo, che tale anticipo non è compreso di assegni famigliari, di contributi previdenziali figurativi, la richiesta, da parte dei sindacati, di questa sorta di contributo volontario di 50 euro appare una sorta di ulteriore presa in giro anche considerati i numerosi errori commessi nella compilazione delle domande sia per avere la concessione della mobiltà, che per avere il sussidio in compensazione.

Premesso che questi richiesti – “Sono contributi volontari che non possono pretendere. Di solito gli iscritti firmano un impegno, con il quale i sindacati sono autorizzati, laddove possibile, a trattenere il loro contributo. In tutti gli altri casi, anche in caso di precedente impegno da parte dell’iscritto, prevale la natura volontaria del contributo e da qui, l’impossibilità a passare alle vie coercitive. In altre parole, volendo si può cestinare.”.

Sarebbe dunque opportuno che chi ha ricevuto e/o si appresta a ricevere tale avviso, s’informi bene prima di effettuare il versamento, e far sapere al proprio sindacato, nel caso, di non esser intenzionati a fare il versamento invitandoli ad attendere il loro contributo mensile (che è decurtato direttamente all’atto del pagamento da parte dell’Inps) da parte degli iscritti quando sarà erogato il saldo, finalmente dopo oltre diciassette mesi della mobilità in deroga.

Questa segnalazione giunge, tra amarezza e incredulità, giune dai delegati del gruppo – “Lavoratori in mobilità in deroga della Sardegna” i quali dicono – “ In tutti questi mesi, oltre diciassette per la precisione, noi lavoratori in mobilità in deroga della Sardegna, chi seguito da sindacati e chi invece ha preferito la formula – “chi fa da se fa per tre”. “abbiamo combattuto con la più semplice delle armi” – fanno sapere e, continuano – ” con la disponibilità al dialogo costruttivo con le istituzioni”. Abbiamo ottenuto dei piccoli risultati e pur riconoscendo l’impegno dei sindacati nel portare a compimento, ai tavoli di Governo, Regione e Inps, un accordo che ci ha consentito di ricevere il sussidio in compensazione, non riteniamo opportuno, oggi, dover elargire a loro nessuna somma a “titolo di contributo volontario”. Nemmeno considerata la straordinarietà della procedura, come asseriscono, che dal momento in cui è stata approvata dal governo, ha visto un susseguirsi d’intoppi e impedimenti burocratici che certamente non solo grazie a loro si sono risolte. Noi non eravamo presenti ai tavoli delle trattative per riuscire ad avere il sussidio in compensazione ma certamente siamo stati presenti nei mesi successivi con sit-in, articoli di denuncia della situazione paradossale che stavamo vivendo, incontri in assessorato al lavoro e via dicendo. Ci pare pertanto assurda la pretesa di chiedere a delle persone che per oltre diciassette mesi non hanno percepito quanto dovuto la somma di cinquanta euro.”. Questo il testo della lettera che in questi giorni sta pervenendo ai lavoratori in mobilità in deroga -”Oggetto – Contributo volontario” – e prosegue – “Caro/a amico/a, ti inviamo la presente per chiederti il contributo in oggetto a favore della…, tale richiesta è motivata dal fatto che, vista la particolarità della procedura con la quale vi è stato concesso l’anticipo della mobilità in deroga anno 2013, l’Inps non ha potuto effettuare alla fonte la prevista trattenuta sindacale. In allegato alla presente ti inviamo fac- simile del bollettino postale con causale, con la quale ti chiediamo gentilmente di effettuare il versamento del contributo. Certi di un fattivo riscontro, cogliamo l’occasione per porgerti, Cordiali saluti”.

Che cosa aggiungere a tutto ciò? Che è alquanto vergognoso? Qualcuno dice – ” non mi stupisco più di nulla” – sì, è vero, non ci si deve stupire più di nulla, ma certamente nemmeno rimanere più impassibili dinanzi a tutto.

Antonella Soddu

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