giovedì, 17 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Se tornassimo a due anni fa
Pubblicato il 01-06-2014


Avremmo potuto fare qualcosa di diverso due anni fa? Io credo di si. Potremmo ora fare qualcosa di diverso rispetto al cosiddetto patto federativo col Pd? Io penso di no. Partiamo dal primo quesito. Quando un anno e mezzo orsono si svolsero le primarie di Italia bene comune, costituita da Pd, Sel e Psi, noi scegliemmo di appoggiare Bersani. Con la logica del senno del poi dobbiamo riconoscere che è stato un errore. Non perché avremmo dovuto appoggiare Renzi, peraltro allora sconfitto, ma perché dovevamo presentare un nostro candidato. Dico questo perché delle due l’una. O nell’accordo con Bersani c’era la promessa, non mantenuta, di presentare i tre simboli, senza cercarne un quarto, alle politiche, oppure abbiamo dato un appoggio privo di contropartite.

Quando infatti si trattò la questione delle candidature non possedevamo più l’arma dissolvente della presentazione della lista. Capisco che il simbolo di Tabacci ci ha fatto paura, anche se il suo risultato è stato così deludente da immaginarlo facilmente superabile da una nostra lista. Certo una candidatura socialista alle primarie e poi la presentazione della lista alle politiche avrebbero potuto offrirci un altro risultato (Tabacci con lo 0,5 si è portato a casa sette deputati) e un’altra prospettiva. Aggiungo solo che io fui trai pochissimi che proposero questa eventualità mentre quasi tutti i contestatori di oggi, nella presunzione di ottenere un candidatura, furono favorevoli ad entrare in lista col Pd.

Oggi non si può tornare indietro. Gli stessi che accettarono la scelta di entrare nelle liste del Pd furono poi contrari all’idea, da me patrocinata e in una prima fase anche dal segretario, di cercare una soluzione non identitaria con una proposta che coinvolgesse i radicali in una sorta di riedizione della Rosa nel pugno. Si disse che bisognava puntare a una lista del socialismo europeo. Solo che s’immaginavano che la lista avrebbe coinvolto Sel e non il Pd. Le cose sono andate come sappiamo e invece di Sel ad aderire al socialismo europeo è stato il Pd. Dovevamo uscirne noi è appoggiare Tsipras, come hanno fatto alcuni novelli sinistri socialisti?

Oggi non abbiamo altra strada. La stessa Sel è in preda a convulsioni interne, Migliore e la stessa Camusso ipotizzano un unico partito della sinistra. Renzi potrebbe coprire un arco di forze che va da una parte di vendoliani a Scelta civica. E noi dovremmo stare con il cerino, anzi la rosa e il garofano, in mano a fare che? È evidente che oggi non abbiamo alternative. Il cosiddetto patto federativo col Pd va messo coi piedi per terra. Altrimenti rischiamo di morire di consunzione nemmeno tanto lenta. Mai come oggi non è più tempo di rinvii e di polemiche senza costrutto. Chi ha in testa un’altra via la indichi o accetti di incamminarsi con chi ha chiaro il cammino.

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Commenti all'articolo
  1. non so se riesco a inserire il mio commento, dato che se scrivi qui non puoi scrivere sulla verfica matematica di sopra. Detto questo, penso che non si debba mai più pensare in termini di o..o.. è un paradigma che ha prodotto i guai peggiori del mondo. Ma con un e…e.. oggi possiamo approfondire, diffondere, ri-proporre le idee portanti del socialismo in chiave olistica, ossia è qualcosa di applicabile-con intelligenza- a quasi ogni settore della vita, persona e politica

  2. Caro Direttore,

    Il PD al 40 potrebbe essere contingente, legato al fenomeno Grillo.

    Inoltre il bipolarismo potrebbe saltare.

    Identità e Mitbestimmung, questa é una via.

    Tornare all’identità, cioé alla storia PSI, a sinistra. (il Nuovo PSI era a destra…).

    Poi trovare nuovi temi, come la Mitbestimmung per esempio, da portare anche con raccolta firme o referendum all’attenzione della società.

    Dare al partito coraggio e orgoglio.

    Non mollare!

  3. Va bene, Direttore, sei stato chiaro e convincente.
    Rispettare il patto federativo con il PD nel PSE è al momento strada obbligata per il PSI.
    Nessuno però ci impedisce di fare una politica autonoma socialista all’interno di questo patto.
    Per crescere di credibilità consensi e peso politico all’interno del patto stesso
    Renzi costituisce oggi una novità fortemente attrattiva di cui possiamo giovarci anche noi ma non è affatto detto che si debba morire assorbiti dal PD.
    Anzi al contrario, proprio la componente socialista del patto federativo con la sua collaudata e tradizionale cultura politica può e deve costituire un pungolo spinoso nel fianco di Renzi e del PD.
    Cordiali saluti.

  4. Io invece credo che uno spazio politico per il PSI ci sia sempre in Italia. Certamente bisogna volerlo e non con questa dirigenza del Partito che ormai a giudizio di tantissimi socialisti che ho ultimamente incontrato è troppo spostata a chiedere spazio , poltrone ed elemosina elettorale al PD. E’ dal 2008 ( Voto utile di Veltroni ) che alle elezioni principali non presentiamo le nostre liste ed il nostro simbolo contribuendo ad allontanare ( per certi versi voluto ) tutta una collettività di compagni che non ha voluto mischiarsi con gli ex democristiani ed ex comunisti . Da 75000 iscritti nel 2008 siamo passati a poco più di 10000 nel 2013 . Ci sono sezioni comunali di 1 ,5 10 iscritti . Ma non conta . Basta avere buoni rapporti con i Dirigenti del PD ed il gioco è fatto . Siamo passati da Partito politico a comitato elettorale di pochi dirigenti che stanno stretti al Segretario . Io non ci stò a questa logica e lotto con tutte le mie forze contro questa logica . Non c’è stato il fascismo ad annientare il PSI , non ce la faranno questi !! Statene certi !

  5. Caro Mauro, quindi tu asserisci che il cosiddetto Patto Federativo non sia stato messo con “i piedi per terra”
    Bene. E non ci si poteva pensare prima?
    E che cosa sia questo Patto Federativo non si capisce bene, la sua attuazione alle Europee ha fatto cilecca. E’ un’assicurazione di qualche posto in lista (listini scordali) nelle Regionali. Ma non si facciano paragone con la triplice sindacale, il paragone non regge ne per dritto ne per storto.
    Un Partito non vive di passato, hai ragione, vive di politica e tiene assieme valori ed interessi, senno’ non esiste. Ora chi ritiene di farlo sopravvivere non ha bisogno di federarsi ma tutt’al più di allearsi. Il tema resta, la divisione fra fusionisti e autonomisti pure.

  6. Va bene, se
    rispettare il patto federativo con il PD nel PSE è al momento strada obbligata per il PSI.
    nessuno però ci impedisce di fare una politica autonoma socialista all’interno di questo patto.
    per crescere di credibilità consensi e peso politico .
    Renzi costituisce oggi una novità attrattiva di cui possiamo giovarci anche noi ma non è detto che si debba morire assorbiti dal PD.
    Anzi al contrario, proprio la componente socialista dell’eventuale patto federativo con la sua cultura politica può e deve costituire un pungolo spinoso nel fianco di Renzi e del PD.

  7. Direttore, se
    fare il patto federativo con il PD nel PSE è al momento strada obbligata per noi.
    nessuno però ci impedisce di fare una politica autonoma dentro questo patto perchè si possa
    crescere di credibilità consensi all’interno del patto stesso
    Renzi costituisce oggi una novità di cui possiamo giovarci anche noi ma non è detto che si debba morire assorbiti dal PD
    anzi al contrario, proprio la componente socialista del patto federativo con la sua tradizionale cultura politica può e deve costituire un pungolo spinoso nel fianco di Renzi e del PD.

  8. Sembrano le parole di un condannato a morte che implora pietà e chiede al suo carnefice di poter fumare l’ultima sigaretta. Basta con questo misero accattonaggio di qualche seggio. Ma cacciate le palle… rappresentate pur sempre l’eredità di chi morì per un’idea sotto i colpi di Bava Beccaris e di chi onorò la dignità di una Nazione a Sigonella!

  9. Da tempo sono convinto che il Pd non è ancora un partito definito. Renzi si sta dimostrando un formidabile catalizzatore di un partito nuovo che, come mi pare l’abbia definito Luciana Castellina, è paragonabile ad una specie di “arcobaleno sociale” ma non ancora ad un partito. La mia idea è semplice. Da vecchio socialista militante che aderì e ha militato, anche con responsabilità politiche prima nel vecchio PSI poi nei Ds e nel Pd, vedo come elemento formidabile di conclusione di questo processo, l’ingresso di tutti i socialisti nel PD. Con l’orgoglio della loro identità e della loro storia. Credo che ce ne sia bisogno, soprattutto per il nuovo PD che sarà.

  10. più che un’analisi a me sembra la ricerca di trovare una giustificazione ” si…, forse…. qualche errore è stato fatto…. ma ora … ora cosa ci resta? ” Se uno non ha coraggio non può darlo agli altri. Ora non ci resta che entrare nel PD, si dice. Ma la decisione dell’entrare nel PD la maggioranza della segreteria l’aveva già presa da tempo. E , ironicamente , ora si dice anche che si faccia avanti chi ha un’altra soluzione. Semplice, chi vuole personalmente entrare del PD lo faccia subito, ma lasci il PSI a chi crede in questo partito, a chi crede all’IDEA Socialista ed è disposto a lottare ancora senza pensare a posti di privilegio

  11. Carissimo del bue, la tua proposta di 2 anni fa era legittima, ed è legittima anche oggi , anzi, oggi più che mai, perché . Lo scatolone Renzi si sta identificando come Uomo unico al potere , non ci sono idee , perché all’interno del PD stanno confluendo tutti ” un gran calderone ” tutti dentro per avere le briciole, privo di identità politica —- qualcuno ha identità comuniste ? Socialiste? riformiste ? democristiane ?liberali? dentro c’è di tutto . Pensare di avere un’idea socialista riformista non è un’ipotesi. da buttare Ai scritto che con lo 0.5 tabacci si è portato 7 consiglieri , bene non quanti ne abbiamo dentro eletti nelle liste PD ? Per cui partiamo oggi nei comuni dove si è Votato , abbiamo 5 anni per presentare persone capaci , valide serie . E caro del Bue , ti dico che qui a Monterotondo si sente la mancanza del PSI

  12. Caro DEL BUE, quando viene bloccato il ricambio del gruppo dirigente, in una fase di grande mobilità della scena politica come quella attuale, qualsiasi formazione politica rimane paralizzata, priva di iniziative in attesa di passi falsi di altri. Questo significa scegliere la strada del lento declino e la fine di una grande storia.

  13. Bobo Craxi riprende un concetto condiviso”Un Partito non vive di passato, vive di politica e tiene assieme valori ed interessi, senno’ non esiste” ma incalza Ciappini Giuliano “quando viene bloccato il ricambio del gruppo dirigente, in una fase di grande mobilità della scena politica come quella attuale, qualsiasi formazione politica rimane paralizzata” bene, ma nella regione Lazio questa eventualità si è concretizzata dopo 7(SETTE) anni dal 2006 al 2013,nel frattempo ne sono successe di cose, e mi chiedo dove stavano quelli che oggi si sperticano in crutiche e dietrologie fumanti di rancorose acidità?

  14. Concordo nel dire che nel nostro paese ci sia ancora un grande spazio politico per la nostra comunità; basta volerlo?
    Torno a ripetermi, questo partito è gestito in modo ed uso personale ed è refrettario a qualsiasi cambiamento.
    Bisogna cambiare il gruppo dirigente, perchè costoro se ne fregano di tutta la collettività socialista. Prima del patto federativo, torniamo alla nostra storia, (autonomia ) prima che il Pd. s’impadronisca della nostra cultura e ci cancelli dalla scena politica.
    Sono un Socialista e non abdicherò per nessuno.

  15. Rispondo a Sandro e a Francesco. Il primo mi dà del voi, mentre io sono io e rispondo di quel che dico e di quel che scrivo. Parlare di palle e non di politica mi sembra quanto meno umiliante. E stare ancora qui a ricordare Sigonella dà il segno della nostra crisi. Francesco, ma chi ha proposto di entrare nel Pd? Cos’è un processo alle intenzioni? Io parlo di patto federativo e non di scioglimento del PSI che si sta sciogliendo da solo se non la smettiamo di sognare un mondo che non esiste da vent’anni. Purtroppo questi ragionamenti indicano la mentalità che non si riesce a superare. È una sorta di malattia inguaribile. Ci sono ancora socialisti che pensano al PSI di venti e più anni fa. Mamma mia…

  16. Io non do del voi a nessuno… figuriamoci! Ho usato la seconda persona plurale perché mi rivolgevo al gruppo dirigente del partito. Le palle in politica sono importanti, come nella vita.

  17. Sinceramente chi vive tutti i giorni gli umori del territorio, le problematiche delle federazioni e non respira l’aria romana, si era accorto che già il non candidare un “socialista” alle primarie era uno sbaglio. Tutti prevedevano questa fine, forse solo i dirigenti romani pensavano a qualche cosa di diverso, oppure cercavano di far credere a tutto il “popolo socialista” che le cose sarebbero state diverse. Purtroppo devo dire che la base pur vedendo e immaginando quanto è successo non è mai riuscita ad alzare la testa e contrapporsi alla sua dirigenza nazionale, non riesco a capirne i motivi ma questa è la realtà…probabilmente la base del psi impersona a pieno l’indole degli italiani, basta vedere i comportamenti alle varie (le ultime in particolare) tornate elettorali!

  18. Aggiungo sul gruppo dirigente. È sempre augurabile un ricambio. Ma perché non emerge al congresso? Quello di Venezia ha affidato le redini del partito a questo gruppo. Vuol dire che la base di questo partito non la pensa come voi. Oppure che in un prossimo congresso emergeranno tesi differenti. Magari ci fossero giovani bravi e pronti a caricarsi sulle spalle i nostri pesi. Magari. Se esistono facciano come Renzi. Si candidino.

  19. E aggiungo anche quanto segue. I partiti vivono di politica. L’Avanti da quando lo dirigo io è diventato un luogo importante di dibattito ed ha aumentato, anzi circa raddoppiato, i suoi lettori. Per quanto mi riguarda sono responsabile delle seguenti scelte: la lotta contro il giustizialismo anche di certi settori del Pd, il pieno sostegno a Buemi sul caso Berlusconi, il recupero del rapporto coi radicali, la lotta contro l’Italicum, con un odg votato dal Consiglio nazionale che ha impegnato i senatori a votare contro, una diversa impostazione della riforma del Senato. E qualcosa mi scordo. Poi sento i patrocinatori della presentazione di liste senza proporre una idea diversa. Ma dico, io mi batto per esaltare la nostra diversità. Se no, presentarsi o meno, che importanza ha? Meglio non presentarsi ed essere vivi che presentarsi ed essere morti.

    • Gentile Direttore,
      è patente che da quando dirigi( tra compagni ci si dà del tu: non lo scrivo mica a te , ma a qualche compagno che usa il LEI, che tra socialisti, fatta salva una notevolissima differenza anagrafica, non dovrebbe mai essere usato) l’ AVANTI!, questo spazio è diventato prezioso e stimolante.
      Così come le battaglie che hai elencato e che non fai legittimamente cadere nel dimenticatoio, devono essere sempre presenti nel filone del socialismo del XXI secolo.
      Per quelc che riguarda la classe dirigente che ha in mano il PSI dal 2008 in poi: vero e che è stata confermata nel Congresso di Venezia, ma per quel che mi riguarda l’errore politico di non essere presenti alle primarie , oltre quello più macroscopico di non presentare le liste alle POlitiche, ha fatto si che non possa più essere nominata come classe dirigente, poiché dirige ben poco e rischia di essere solo classe/ casta che naviga a vista poiché non sa da dove è partita e dove vuole arrivare e cosa peggiore: non sa bene dov’è giunta…e lo penso da ex tesserato del PSI, che illo tempore s’è interrogato del motivo secondo il quale avrebbe dovuto rinnovare la tessera , non riuscendo a trovare risposta.
      Dov’ è finito “il partito corsaro e garibaldino” che il Segretario aveva promesso?
      Perchè non si dice una parola netta,pur nella consapevolezza che la politica è sempre più fluida e dinamica, sulla convergenza di materie ( si può anche leggere alleanza politico-elettorale) con i Radicali?
      Possibile che dobbiamo navigare a vista, con lo spettro del patto federativo che si aggira nelle stanze del PSI, come la soluzione dei problemi senza sapere realmente di cosa si sta parlando?
      Si vuole evitare di rendere derogabile la incompatibilità tra talune cariche di partito e mandati parlamentario ruoli di Governo del Paese?
      Per quel che riguarda i giovani: in un partito come il PSI non avranno modo di emergere, anche se da 38enne conosco miei coetanei che veramente potrebbero avere le potenzialità per portare aria fresca nel PSI, senza volere “rottamare” nessuno perché troppo rispettosi nei confronti dei compagni con più capelli bianchi, pur non condividendo quasi nulla delle scelte politiche compiute dall’attuale gruppo dirigente.
      Mi scuso per la prolissità e invio un saluto ai compagni che avranno avuto la bontà di leggere fin qui queste mie considerazioni, e mi fermo anche se avrai altro da scrivere.
      Saluti dalla Sicilia

  20. assolutamente giusto battersi sui temi. cercare visibilità. temi coraggiosi e non di corto respiro. cercare alleanze coi piccoli partiti come Verdi, SEL. mantenere allenaza col PD nell ambito PSE. è un lavoro difficile, che richiede nervi saldi, per mergere dall anonimato.
    Renzi è un esempio, ma aveva le primarie.

  21. Caro Direttore
    il punto non è la dirigenza, non vedo grosse alternative come non le ha viste il Congresso.
    Il tema sono i temi e la mentalità.
    C’e’ questa aria di sufficienza verso coloro che guardano al passato come fossero sciocchi.
    Questo significa non capire i propri militanti.
    Ma vorrei sapere chi oggi voterebbe PSI se non in nome di due semplici motivi:
    – interesse al mantenimento posizione
    – nostalgia dell’autonomia

    Tuttavia è ovvio come il sole che non si possa andare a propagandare CRAXi di Sigonella ai giovani del 2014. Ed infatti non lo faremo.

    Bisogna parlare di Craxi ai militanti pero’, e non nascondersi e demotivarli.

    Bisogna parlare di temi attraenti ai giovani del 2014.

    Insomma strabici, bifronti, come volete, ma questo continuo basso profilo sul partito anni 80 ha veramente stancato. Sembra una cancellazione della memoria che demotiva tutti.

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