giovedì, 21 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

SEL naufraga
nella “terra di mezzo”
Pubblicato il 09-06-2014


La sconcertante (eufemismo) vicenda che ha visto, suo malgrado, l’esponente di Sel Marco Furfaro protagonista e che si è conclusa con un epilogo a lui sfavorevole, di cui non si può non essere dispiaciuti soprattutto per il modo in cui si è dipanata, è la prova del budino che il Psi fece bene a non aderire al partito personale, voluto da Nichi Vendola, nato dopo le europee del 2009.

Sinistra ecologia e libertà (Sel) infatti ha occupato il campo della sinistra italiana per 5 anni senza riuscire mai a dare di sé un’ immagine definita, prona alle barocche ed estemporanee narrazioni del suo leader, che per anni ha goduto di una formidabile quanto immeritata sovraesposizione mediatica.

Vendola, nonostante il continuo ricorso a suggestioni retoriche, non ha mai chiarito quale fosse la mission della sua creatura e soprattutto la sua collocazione nella sinistra: se riformista o antagonista. I nodi sono venuti al pettine alla vigilia delle europee 2014. Ennesima invenzione di Vendola che, stretto da una base ancora nostalgica dell’antagonismo radicale e un gruppo dirigente orientato verso l’adesione al Pse, con astuzia levantina ha scelto di non scegliere, imbarcando Sel nella politicamente improbabile avventura della Lista Tsipras, ispirata dal solito cartello di intellettuali radical chic, orfani inconsolabili delle rivoluzioni da salotto, che hanno cominciato subito a litigare, con Barbara Spinelli nel ruolo di icona-testimonial.

Alla presentazione della lista, di cui facevano parte galantuomini come Luca Casarini, la Spinelli, con sospetta modestia, dichiarò solennemente: “Io penso che ognuno deve fare quello che sa e io mi esercito nella scrittura. Questa cosa, bene o male, la faccio da decenni. So fare solo questo. Non so fare politica”.

In numerose dichiarazioni pubbliche e a Roma, prima del congresso del Pse ad uno sgomento Martin Schulz, il Governatore della Puglia, per motivare l’adesione di Sel alla lista Tspiras piuttosto che entrare a pieno titolo in una lista che avesse un chiaro riferimento al Pse, così come proposto da Nencini al Congresso socialista di Venezia, spiegò di pensare ad un soggetto politico da collocare nella “terra di mezzo”.

Né con il Pse né con il Gue. Una pietosa bugia, come vedremo.

Già, perché nella partita giocata tra i due astuti levantini, il greco Tsipras, alla fine, ha sparigliato (non poteva andare diversamente, stante i rapporti di forza: Syriza ha stravinto in Grecia, stracciando il Pasok, la lista Tsipras in Italia ha superato l’iniquo sbarramento del 4% per il rotto della cuffia, mentre la lista del Pse ha sfondato il muro del 40%) con un clamoroso endorsement per la Spinelli che, eletta in due circoscrizioni, aveva già annunciato le dimissioni.

La signora ha compiuto un voltafaccia davvero poco commendevole e con una mail (!) ha comunicato che non solo non si dimetterà ma che opterà per la circoscrizione dell’Italia centrale. Dunque Marco Furfaro, non sarà eurodeputato e, soprattutto, Sel non avrà un suo rappresentante al PE.

Vendola è dunque riuscito nell’impresa di offrire gratuitamente una dimostrazione plastica della teoria dell’asino di Buridano.

Grazie alla sua spericolata ambiguità che ha condotto Sel all’ascarismo, siederanno al PE un giornalista esponente della corrente giustizialista del partito di Repubblica, un’anziana signora con nulla di più che un importante cognome che dice di non sapere fare politica e (Nemesi) un’esponente del Prc.

Neanche a dirlo tutti e tre aderiranno al Gruppo del Gue.

Con tanti saluti alla “terra di mezzo”.

Emanuele Pecheux

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Commenti all'articolo
  1. Sembrerà strano, ma io sono contento, che le cose siano andate così, è la prova provata, che la mia posizione contraria a qualsiasi accordo con S.E.L, sia a livello nazionale, che locale, è quella giusta.
    I Socialisti Riformisti, non hanno nulla da spartire, con la sinistra antagonista.

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