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Opinioni e commenti
 

Sel, si spacca. Nuovi gruppi parlamentari ‘riformisti’
Pubblicato il 19-06-2014


Migliore-Vendola-selDopo le dure polemiche di ieri è sempre più tesa la situazione all’interno di Sel anche se la parola scissione nessuno la vuole pronunciare, ma la situazione sembra evolvere velocemente verso la creazione di un nuovo gruppo della sinistra riformista e la conta dei possibili abbandoni è già cominciata. L’ex capogruppo alla Camera, Gennaro Migliore, e Claudio Fava, vicepresidente della Commissione Antimafia, hanno comunicato oggi al presidente del partito, Nichi Vendola, le proprie irrevocabili dimissioni dal partito. Migliore si dice su posizioni oramai “incompatibili con l’appartenenza” a Sel mentre Fava parla di una “scelta dolorosa e insieme inderogabile“.

Con la formalizzazione dell’addio di Migliore e Fava alla Camera starebbe prendendo corpo il progetto di un nuovo gruppo parlamentare  che si richiamerebbe al Socialismo europeo e unirebbe diversi deputati della sinistra riformista, da Sel al Psi, per estendersi fino a Scelta civica. La stessa cosa dovrebbe avvenire anche al Senato. Con la nascita di questo gruppo, tramonterebbe dunque l’ipotesi che i fuoriusciti sarebbero potuti confluire direttamente nel Pd.

L’agenzia di stampa AdnKronos segnala “un lungo colloquio” in uno dei corridoi laterali di Montecitorio, la Corea, “tra il capogruppo del PSI alla Camera Marco Di Lello, Guglielmo Epifani e Gennaro Migliore. È invece di ieri sera (mercoledì ndr) – prosegue la nota dell’agenzia di stampa – l’incontro dello stesso Migliore con Lorenzo Guerini e Francesco Bonifazi, mentre oggi una delegazione del PSI formata da Di Lello e dal segretario Riccardo Nencini è stata vista al Nazareno, la sede del Pd. L’accelerazione della situazione di Sel ha dato ancora più benzina alla nascita del nuovo gruppo, di cui già si parlava da un po’, pensato anche come ‘gamba sinistra’ della maggioranza capace di riequilibrare la presenza di Ncd. Stamattina, a quanto si apprende, ad una riunione ‘top secret’ che ha preceduto la segreteria di Sel erano presenti una dozzina di parlamentari in uscita. In totale, al momento, sarebbero 12 deputati e un senatore pronti a lasciare. Nella riunione è stato definito anche un ‘timing’, l’uscita – conclude l’Adn Kronos – sarà operativa all’inizio della prossima settimana dopo la Assemblee nei territori”.

La giornata politica di Sel è cominciata con l’accorato appello del segretario Vendola a Migliore: “Spero che ci ripensi e torni sui propri passi, gli voglio bene e l’ho sempre considerato come un figlio. Spero – ha detto ancora – che Migliore continui la sua battaglia in Sel perché tra noi c’è libertà di dissenso e possibilità di capovolgere la linea politica, ma la linea emersa dal congresso nazionale dice che noi siamo opposizione”.

Vendola poco prima di partecipare ai lavori della segreteria del partito aveva ammesso che c’era il pericolo che qualche esponente potesse “andar via”, ma non quello di una scissione del partito. “È in corso un chiarimento tra di noi e spero serva a rimettere sul giusto sentire un partito come Sel che vuole discutere con il Pd, ma che riguardo al governo di piccole-larghe intese vuole avere una posizione di opposizione”.

“Non gioisco –  aveva commentato il segretario del Psi Riccardo Nencini – quando all’interno dei partiti si consumano divisioni”. Nencini ha poi continuato: “Il sistema politico italiano post-elezioni genera sismi quasi quotidiani. Sta di fatto che dei partiti nati dopo il 1992 solo un pugno sopravvive. Gli elettori – ha osservato ancora – hanno premiato la governabilità, cancellato i partiti di centro e gettato lo scompiglio nella destra italiana. Accelerare sul terreno delle riforme, come propone il presidente del consiglio, e rafforzare l’area che si richiama al PSE sono le condizioni – ha concluso – per dare credibilità all’Italia nel semestre di presidenza europeo”.

Tra i parlamentari in uscita da Sel, con un passaggio nel Gruppo Misto, nel nuovo gruppo alla Camera potrebbero andare in una dozzina tra cui Ileana Piazzoni, Nazareno Pilozzi, Stefano Quaranta, Alessandro Zan, Titti Di Salvo e Fabio Lavagno.

La segreteria del partito intanto dovrà anche rivedere gli equilibri interni del partito. Infatti dopo gli scossoni, gli assetti tra chi sostiene la linea della collaborazione stretta con il Pd e chi invece è per l’opposizione senza sconti al governo, dovranno essere rivisti. Ma questo, al momento, sembra divenuto il problema minore.

Daniele Unfer

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