martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Senato. Grasso: la riforma deve essere condivisa
Pubblicato il 27-06-2014


Grasso-RiformeRiforme. Ora ne parla anche la seconda carica dello Stato, il presidente del Senato Piero Grasso che da Israele, durante la sua visita di Stato, definisce “dialettica parlamentare” il dibattito in corso sulle riforme. “È un portare avanti le proprie idee, ma rispettando sempre la maggioranza. Il Senato – ha continuato Grasso – come sapete è sul filo del rasoio. Ci può essere qualsiasi soluzione, ma che sia condivisa”. Grasso ha poi difeso le prerogative del Parlamento, e tra queste quella di mettere mano alle riforme. “La riforma del Senato – ha detto – in una democrazia parlamentare non può che essere un atto del Parlamento. Il disegno di legge governativo, che è stato già arricchito dal contributo parlamentare, lo potrà essere ancora di più dalla trattazione in Senato, spero la prossima settimana. Abbiamo già apprezzato tanti miglioramenti – ha detto ancora – e altri ce ne potrebbero essere”.

Parlando dell’immunità parlamentare, argomento che sta scaldando il dibattito politico di questi giorni, il presidente del Senato ha detto di pensare a una soluzione diversa. Quella di “un organo terzo” che protegga i parlamentari dall’eventuale “invasività della giustizia. Qualcuno ha detto la Corte Costituzionale, ma io non voglio indicare qualcosa di preciso. Penso a qualcosa che di volta in volta valuti se atti o comportamenti attribuiti a parlamentari siano o no collegati alla funzione. In modo da proteggere la funzione – ha concluso – e non la persona che delinque”
Grasso ha concluso dicendo che “una cosa è certa: io sono per riforme”. E il motto deve essere “presto e bene. Il parlamento è sovrano – ha aggiunto – e dopo che dalla dialettica parlamentare verrà fuori una maggioranza, l’accetteremo così come è giusto in democrazia”. Ora le riforme vanno fatte: “Però – ha ribadito – bisogna farle bene”.

Nel frattempo al Senato ci sono stati altri movimenti. Infatti il gruppo dei senatori che chiedono che questa Camera sia elettiva, è aumentato ancora. Sono infatti saliti a 19, con la firma di Tito Di Maggio (PI), i senatori della maggioranza che si sono schierati per l’emendamento Chiti-Mauro.

Intervenendo oggi a una iniziativa sulle riforme costituzionali il senatore Vannino Chiti, padre dell’emendamento per il ripristino del Senato elettivo, ha detto che “sulla riforma del Parlamento a mio avviso le strade possibili sono due: o si adotta per intero il sistema tedesco o si sceglie la via del Senato elettivo. Il resto sono soluzioni pasticciate che farebbero fare alle nostre istituzioni un passo indietro, non in avanti. Nel Senato tedesco, il Bundesrat – ha spiegato Chiti – siedono esclusivamente i rappresentanti dei governi regionali che votano in modo unitario; la Camera, il Bundestag, è eletto con legge proporzionale e sbarramento al 5%, così da assicurare la rappresentanza.

È un modello che funziona e garantisce un equilibrio tra i vari poteri. Se invece, come è ormai indirizzo consolidato, per la Camera dei Deputati – che avrà l’esclusività del rapporto fiduciario con il governo – si vuole adottare una legge di impianto maggioritario, è necessario avere un Senato che, in particolare su alcune materie più delicate, faccia da contrappeso e consenta la presenza in Parlamento di tutte le forze più rappresentative in ogni regione. Per questo – è la conclusione del senatore del Pd – il Senato deve essere eletto direttamente dai cittadini con legge proporzionale, in concomitanza con le elezioni dei Consigli regionali”.

Daniele Unfer

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