martedì, 19 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Spagna, PP e PSOE confermano la monarchia
Pubblicato il 11-06-2014


Felipe-re-spagnaDopo tre ore di dibattito l’abdicazione di Juan Carlos è legge, approvata con 299 sì 19 no e 23 astenuti.

Il dibattito in aula è stato aperto dal premier, Mariano Rajoy, con un discorso tutto in difesa del re e della monarchia, definiti “il miglior simbolo dell’unita’ dello Stato spagnolo”.

“La Spagna, ha aggiunto Rajoy è una monarchia parlamentare con radici profonde perché gli spagnoli vogliono che sia così”, spegnendo subito gli entusiasmi degli spagnoli che dal giorno stesso dell’annuncio dell’abdicazione hanno quotidianamente riempito le strade di tutta la Spagna per chiedere un referendum sulla monarchia.

Rajoy ha anche sottolineato che la legge in approvazione va ad inserirsi nel quadro costituzionale, in linea con il parere del leader dimissionario dei socialisti, Alfredo Perez Rubalcaba, che nonostante la vocazione repubblicana del PSOE ha garantito l’appoggio alla norma perché “rispetta la legge e la Costituzione”, innescando un ulteriore dibattito interno al proprio partito in vista del congresso di fine luglio.

juan-carlos-felipeNonostante la reputazione della Casa Reale sia stata macchiata da una serie di recenti scandali e a dispetto delle proteste anti-monarchiche, l’approvazione era sicura grazie ai popolari del Pp e ai socialisti che avevano annunciato già il loro appoggio, insieme al piccolo partito centrista UpyD della ex socialista Rosa Diez. Il leader della Sinistra Unita (IU) e portavoce del gruppo parlamentare della Izquierda Plural (IU-ICV-CHA), Cayo Lara, l’unica voce in aula a chiedere la convocazione di un referendum sulla monarchia, “perché il popolo possa scegliere il proprio futuro”.

Una legge questa che ora sancisce il passaggio del trono da Juan Carlos I al figlio Felipe VI, passata alla Camera con 80 per cento dei voti favorevoli, bocciata solo dai piccoli gruppi di sinistra e nazionalisti, che vorrebbero invece convocare alle urne i cittadini per scegliere tra monarchia e repubblica.

Il disegno di legge passerà ora al Senato che lo voterà il 17 giugno. L’incoronazione di Felipe potrebbe avvenire già il 19 giugno, a solo nove giorni era il 2 giugno festa della Repubblica Italiana, dall’annuncio con cui Juan Carlos ha messo fine ai suoi 39 anni di regno.

Sara Pasquot

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Commenti all'articolo
  1. Non so se il titolo è dell’autrice o della redazione. In ogni caso lo trovo fuorviante. Popolari e socialisti spagnoli NON hanno confermato la monarchia, hanno semplicemente evitato un vuoto di potere. Se avessero votato contro la successione la Spagna si sarebbe ritrovata priva del capo dello Stato, non certo repubblicana. Diverso è il discorso su un referendum. Chiaro che la monarchia è istituto obsoleto perché tutti sanno che la capacità di esercitare le funzioni di capo di un qualsiasi Stato non è iscritta nel patrimonio genetico e pertanto non trasmissibile. Il semplice calcolo delle probabilità condanna qualsiasi principio monarchico. E tuttavia la Spagna ne ha passate troppe per auspicare che le Cortes compissero una specie di golpe rifiutandosi di avallare la successione come previsto in Costituzione.

  2. No, non è Sara Pasquot l’autrice del titolo che purtroppo, come può accadere, nella ricerca della sintesi finisce per strapazzare un po’ l’articolo. Così se il titolo è formalmente inconfutabile, i fatti, come sempre, sono assai più complessi di come non appaiano dal titolo, e come il lettore ha efficacemente e utilmente ricordato.
    Carlo Correr

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