venerdì, 22 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Tennis, il Roland Garros è di Sharapova e Nadal
Pubblicato il 09-06-2014


Roland GarrosUn’edizione 2014 del Roland Garros senza sorprese, ma che ha regalato molte novità “tennistiche”; tanti nuovi talenti emergenti (soprattutto nel femminile), che diventano sempre più conferme e che potranno essere presto possibili avversari molto temibili dai campioni indiscussi del panorama internazionale. I big, però, intanto sono sempre là a dominare e rivendicare il loro primato indiscusso ed indiscutibile.

SharapovaNel femminile, infatti, la russa Maria Sharapova si aggiudica, per la seconda volta, questo torneo del Grand Slam. Dopo numerosissime semifinali qui a Parigi e dopo la vittoria in finale nel 2012 contro Sara Errani, Masha si impone sulla tenace romena Simona Halep. Dopo averla già incontrata nell’ultimo turno di quest’anno al WTA di Madrid, ed aver anche lì conquistato il titolo solamente al terzo set, dopo un durissimo match la russa la spunta per 6/4 6/7 6/4. Scambi lunghissimi, una partita equilibratissima e lottata: entrambe tenevano a questo trofeo, ma alla fine ha predominato la maggiore esperienza, la maggiore prestanza fisica, la maggiore grinta della siberiana che ha tirato tutte le palle e corso su ogni colpo. Non ha mollato, mentre a tratti la Halep ha sembrato credere poco nella rimonta, subendo il gioco più aggressivo e profondo della Sharapova: meno precisa, ogni qualvolta ha preso un rischio in più, la rumena è stata penalizzata dal punteggio piuttosto che premiata.

Dopo questa strenua battaglia sul campo, con condizioni meteo se non privative quanto meno a prova di resistenza umana, di circa tre ore, la Sharapova ha dimostrato di essere tornata la campionessa di sempre e la Halep di essere pronta a competere con le più alte teste di serie mondiali e ha dato prova che sicuramente farà molto parlare di sé ed avrà molte pagine del tennis futuro da scrivere. Ma lei non è la sola piacevole novità del torneo parigino. Un’altra rivelazione più che reale è la canadese Eugenie Bouchard (testa di serie n. 18), arrivata in semifinale e battuta dalla vincitrice del torneo solamente al terzo set per 6/4 5/ 2/6. Come già in precedenza, ha dato prova di un grande tennis, sia da fondo campo che con il coraggio di venire anche a rete e giocare sulle righe con grande profondità ed intensità di ritmi. Un po’ più di regolarità la renderanno sicuramente temibile per le avversarie, vista la grinta che mette in campo.

Poi l’altra semifinalista, la tedesca Andrea Petkovic, che si è arresa in due set alla Halep con il punteggio di 6/2 7/6. La Petkovic ha sconfitto ai quarti la nostra Sara Errani per 6/2 6/2. Sicuramente un risultato positivo per Sara, visto l’infortunio di Roma. Di certo lascia molto amaro, però, all’italiana che sperava di andare oltre, arrivando magari in finale come nel 2012. All’azzurra, poi, resta la tristezza della finale in doppio persa con Roberta Vinci (erano la testa di serie numero due) qui al Roland Garros, contro la coppia numero uno. Si tratta delle cinesi Peng e Hsieh, che infliggono un duro 6/4 6/1 alle italiane. Anche la loro vittoria è una novità, sintomatica dell’emergere del tennis cinese, sull’onda anche del successo di Li Na agli Australian Open quest’anno. Le ragazze della Federation Cup poco hanno potuto fare contro il gioco dinamico delle avversarie che le ha mandate letteralmente “fuori palla”: erano su ogni colpo, in ogni parte del campo, a segno col servizio quanto col gioco a rete o da fondo.

Roland-Garros-NadalE poi, sicuramente, la spagnola Garbiñe Muguruza Li Nache ha battuto all’inizio del torneo Serena Williams che, in lacrime, si è detta molto delusa della sua prestazione. Anche Venus Williams tra l’altro aveva perso. Classe ’93, la Muguruza in questo Roland Garros fortunato vede un trampolino di lancio: al secondo turno infila un doppio 6/2 alla statunitense, numero uno al mondo e campionessa uscente; ai quarti batte la francese Pauline ParmentierPauline Parmentier (che aveva sconfitto la nostra Roberta Vinci) per 6-4 6-2. Per arrendersi solamente in semifinale alla Sharapova al terzo turno: 1-6 7-5 6-1 il punteggio. Hanno colpito la sua regolarità di colpi, la loro precisione e profondità e, soprattutto, l’autorevolezza con cui li esegue, senza mostrare nessun minimo segno di farsi intimorire dalle avversarie, anche quelle più favorite.

Nel maschile, invece, è tutto monopolio delle prime due teste di serie, in due campioni al mondo assoluti: Rafael Nadal e Novak Djokovic. Reduce dalla vittoria sullo spagnolo a Roma, il serbo sembrava favorito e in forma, avendo giocato un torneo impeccabile. Nella finale, però, pur partendo bene e portando a casa il primo set per 6/3, sembra accusare davvero la stanchezza ed essere un po’ sotto-tono. Inizia a sbagliare qualche colpo di troppo, Rafa ne approfitta e non perdona volando fino al 7/5 6/2 successivi. Djokovic prova a reagire: prima, nel terzo set, fa il contro-break a Nadal, che serviva per il 5-2, sul 4-3, strappandogli il servizio e recuperando, così, il turno di battuta che aveva perso. Poi si rianima nel quarto set e lotta su ogni colpo, ma deve arrendersi a uno spagnolo decisamente più “in giornata” ed ispirato per 6/4. I due hanno offerto, comunque, una qualità altissima del livello di tennis giocato.

Ba.Co.

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