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Opinioni e commenti
 

Tre segnali dai ballottaggi
Pubblicato il 09-06-2014


Francamente a me appaiono sorprendenti i risultati dei ballottaggi di ieri. Mi limito a segnalare tre questioni che emergono con assoluta chiarezza. La prima riguarda l’astensionismo. Mai in Italia si era verificato in questi termini. I sindaci sono stati tutti eletti ottenendo la maggioranza di una minoranza di votanti. Il doppio turno da noi non ha mai entusiasmato. Sempre si era verificata una tendenza al voto minore rispetto al primo turno. Mai però si era caduti così in basso. Ben al di sotto del cinquanta per cento. Gli astensionisti hanno ottenuto la maggioranza assoluta.

La seconda riguarda il consenso al Pd. Mai in passato questo partito e i suoi predecessori avevano verificato una perdita di consenso, e di così alta proporzione, tra risultato politico e dato amministrativo. Questa differenza, di ben sei punti, che si era registrata già quindici giorni orsono, è divenuta ancor più alta con i ballottaggi. Questo indica due segnali. Il primo che il voto europeo è un voto su Renzi, non al Pd. Il secondo è che i gruppi dirigenti locali del Pd non sono altrettanto apprezzati, non riuscendo a determinare analogo effetto. Si tratta di un dato nuovo. Che comporta due possibilità. O il voto a Renzi continuerà a manifestarsi in futuro, e questo sarà la conseguenza di buone prove di governo, o il dato amministrativo del Pd si trasferirà su quello politico, svuotando e non di poco il serbatoio riempito alle elezioni europee.

Una terza considerazione riguarda i casi di Livorno, con la vittoria a sorpresa dei grillini, e di Perugia, con il successo ancor più a sorpresa del centro-destra. Livorno non è una città qualsiasi. E non è Parma, dove il centro-destra ha governato per anni, e ove prima ancora, negli anni settanta e ottanta, si alternavano giunte di centro-sinistra e di sinistra. Livorno è una delle capitali rosse. Non solo sede della scissione comunista, ma addirittura degli unici Ultras che allo stadio cantano Bandiera rossa. Cosa sia avvenuto a livello locale per riuscire a perdere questa roccaforte non lo so. So però che si tratta di un evento eccezionale. Il più eccezionale di queste elezioni. Su Perugia aggiungo solo che non è mai prudente considerare per finito il centro-destra. Alla fine, quando avrà trovato una sua sistemazione e un nuovo leader, sarà ancora questo il polo alternativo al centro-sinistra. E non dobbiamo considerarlo battuto in partenza. Come probabilmente hanno fatto i perugini. Con la dolcezza dei loro Baci..

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Commenti all'articolo
  1. Ritengo che oltre al crescente astensionismo dovuto ai fatti cottuttivi, si confermi la forte mobilità dei flussi elettorali. Inoltre, mentre in passato i Sindaci crescevano i consensi alla seconda elezioni, adesso prevale il giudizio “comunque negativo” e s scegle il cambiamento.

  2. Sorprendenti!
    Proprio non credo. Abbiamo un governo che definisco la terza “C”. Oggi, poi, sono tutti RIFORMISTI alias LIBERALI e la giustizia sociale e la libertà sono scritte solo sui libri di storia la conseguenza logica è quello che è accaduto e andrà anche peggio.

  3. La credibilità di un candidato non è più riferita alla sua appartenenza politica, ma alla sua reputazione e dal far percepire all’elettore la sua conoscenza dei problemi e la capacità di saperli risolvere.
    Auguriamoci che sia l’inizio di una nuova era.

  4. Non conosco come hanno amministrato a Livorno e a Perugia. Ma è molto probabile che gli elettori abbiano deciso valutando, finalmente, il quadro d’insieme.
    Nella mia città, se dovessi andare a votare domani, non voterei l’attuale maggioranza di sinistra.
    Il livello gestionale è penoso, anche se sanno tenere buone relazioni con gli elettori di sinistra.
    L’ultima volta mi sono turato il naso, la prossima non credo lo farò.

  5. Nell’analisi di Del Bue, la valutazione della prima questione la ritengo giusta, quella della seconda questione addirittura perfetta, quanto allo stupore del caso Livorno e, in forma minore, Perugia, tenderei a considerarlo ingiustificato. Infatti, se c’è un effetto Renzi ad esaltare il PD nel voto europeo, c’è uno stesso effetto Renzi a deprimere la componente storicamente comunista del PD alle amministrative, spingendola inevitabilmente verso Grillo.

  6. Caro Mauro,
    La tua analisi è più che giusta e risulta molto articolata.
    E’ stato sorprendente anche il dato di Urbino, dopo 70 anni di amministrazione di sinistra, il centro destra si è preso la città.
    la cosa che mi rammarica è quella di non avere più la presenza di una forza socialista a livello comunale. Però ricominceremo da capo.
    ciao e mi complimento sempre per le tua analisi puntuale e profonda.
    Alberto Franci

  7. Credo che lentamente una fetta di elettorato indichi di come deve essere la nuova legge elettorale, una legge non autoreferenziale, non di nominati dai Segretari dei partiti ma dare la possibilità ai territori prima di confrontarsi sui nomi delle candidature e successivamente reintrodurre le preferenze, questa parola preferenza è il terrore di tutte le forze politiche che non comprendono che il cambiamento l’elettorato lo vuole realizzare attraverso la possibilità di indicarlo sulla scheda elettorale evitando filtri e passaggi che ci hanno portato una grossa fetta di parlamentari silenti, obbedienti, comandati come persone prive di capacità e pensiero proprio.

  8. Sono felice ed orgoglioso di avere un direttore del MIO giornale, ma anche caro amico, capace di commenti sobri, intelligenti, acuti e perciò capaci di vedere al di là della banale cronaca giornalistica.
    Leggerli è quasi sempre scoprire un nuovo punto di osservazione del teatro della politica. Complimenti Mauro!

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