sabato, 18 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ucraina, Putin accomodante al vertice di Vienna
Pubblicato il 24-06-2014


kirillovsky-putinNonostante il coltello dalla parte del manico nella questione ucraina sia in mano a Vladimir Putin, arriva la prima schiarita da parte del presidente russo: prima di volare a Vienna per una visita ufficiale, ha inviato una lettera alla presidente del Consiglio della Federazione (Senato russo) Valentina Matvienko, con la proposta di annullare la disposizione presidenziale che autorizza “l’impiego delle forze armate della Federazione Russa sul territorio dell’Ucraina” ha riferito il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

Una vera contromossa che lascia sbalorditi un po’ tutti ma che risponde all’esigenza di normalizzare la situazione in occasione dell’inizio dei negoziati a tre sull’Ucraina.

In effetti proprio ieri l’Ue è uscita dal torpore che l’ha caratterizzata in questi ultimi mesi di stallo annunciando che “ulteriori misure della Ue contro la Russia sono pronte a essere prese” se Mosca non passerà dalle parole ai fatti nel rispettare il piano di pace “forte e molto buono” presentato dal presidente ucraino Petro Poroshenko.

Parole dure che arrivano dal ministro degli esteri britannico, William Hague, arrivando al Consiglio esteri Ue durante il quale sarà anche deciso l’avvio della missione civile europea di assistenza alla polizia ucraina. “Il presidente Putin non deve dubitare che l’Ue sia pronta a prendere nuove misure” per sanzionare Mosca, ha avvertito il capo della diplomazia britannica William Hague: “Da qui a venerdì dovremmo aver capito come la Russia risponde al piano di pace Poroshenko”.

L’Ue sta facendo quindi scudo contro la Russia bloccando le importazioni dalla Crimea, nell’attesa di venerdì, quando l’Ucraina firmerà la seconda parte dell’accordo di associazione con l’Unione europea.

Una misura certamente distensiva ma che rimette di nuovo al centro l’Ucraina, stretta tra due fuochi: venerdì Poroshenko firmerà un accordo di libero scambio con l’Unione europea – lo stesso patto che Yanukovich respinse a gennaio sotto la forte pressione della Russia, che voleva l’Ucraina nell’Unione Eurasiatica economica. Nello stesso tempo la Russia ha risposto alzando le barriere commerciali alle esportazioni ucraine per proteggere i suoi mercati, inasprendo l’economia ucraina già in difficoltà dopo l’aumento del prezzo del gas russo, imposto a Kiev dopo che Yanukovich è stato rovesciato.

Su tutto e nonostante la piccola tregua annunciata oggi con il ritiro delle truppe Putin è riuscito come pochi a far sentire il suo forte peso sulla politica estera, senza dimenticare che dopo la guerra civile in Ucraina gli ex Stati satelliti si sono sempre più avvicinati alla vecchia madrepatria Russia, un po’ per timore, un po’ per l’irresistibile attrattiva del potere.

Maria Teresa Olivieri

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