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Opinioni e commenti
 

Magistrati e responsabilità civile, governo KO
Pubblicato il 11-06-2014


Tribunale

Per l’Associazione nazionale dei magistrati si tratta di un “fatto grave”. Il governo e la maggioranza, alla Camera, sono andati sotto: 187 sì e 180 no con voto a scrutinio segreto. Sette voti hanno fatto passare un emendamento della Lega sulla legge in merito alla responsabilità civile dei magistrati: modificato l’articolo 2 della legge del 1988 sul risarcimento dei danni causati nell’esercizio delle funzioni giudiziarie e sulla responsabilità civile dei magistrati con un inasprimento delle pene nei confronti dei giudici. Una tematica su cui, a più riprese, era intervenuta l’UE a sanzionare il nostro Paese.

L’emendamento approvato dall’Assemblea prevede che chi abbia “subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario posto in essere dal magistrato in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni ovvero per diniego di giustizia può agire contro lo Stato e contro il soggetto riconosciuto colpevole per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivino da privazione della libertà personale. Costituisce dolo il carattere intenzionale della violazione del diritto”.

Quello che traspare, oltre all’aspetto tecnico, è anche il dato politico: vista la maggioranza su cui l’Esecutivo può contare alla Camera, i 7 voti che hanno permesso di far passare l’emendamento stanno a dimostrare come si sia prodotta una spaccatura all’interno del PD sulla questione.

Lo stesso firmatario dell’emendamento, il leghista Pini, ha subito sottolineato come “la norma è passata con almeno 80 voti del Pd”, invitando i Democratici “prima di sfidare la volontà popolare a sfidarsi internamente, mettendo d’accordo la parte destra del cervello con quella sinistra, per poi formulare una proposta alternativa sul tema”.

Il presidente dell’Anm, Rodolfo Sabelli, dal canto sua ha usato parole forti di censura sottolineando che “in un momento che vede la magistratura fortemente impegnata sul fronte del contrasto alla corruzione nelle istituzioni pubbliche, questa norma costituisce un grave indebolimento della giurisdizione”. Secondo Sabelli con l’emendamento “si vorrebbe reintrodurre ciò che non si riuscì ad approvare nel 2012”: il riferimento è all’introduzione dell’azione diretta di responsabilità civile “che non ha eguale in nessun ordinamento occidentale e che presenta evidenti profili di incostituzionalità”.

Anche il portavoce dei deputati socialisti, Marco Di Lello, è intervenuto sul voto della Camera: “Chi vede nel voto sulla responsabilità civile dei giudici un intento antigovernativo vede il dito anzichè la luna: noi socialisti chiediamo da anni ed alla luce del sole una riforma in questa direzione. Sono certo che il Ministro Orlando ed il Governo terranno conto sul piano politico di questo voto, che segna una strada da seguire secondo un principio che dovrebbe essere pacifico ‘chi sbaglia paga’ sia esso un amministratore, un medico o un magistrato”.

Senatore Buemi, con l’approvazione dell’emendamento “Pini” si introduce l’idea dell’azione diretta della responsabilità civile. Che ne pensa?

Noi, come socialisti, teniamo fermo un punto e ci discostiamo dalla decisione della Camera. Noi vogliamo che il cittadino agisca contro lo Stato e che lo Stato possa, eventualmente, rivalersi contro il magistrato nel caso in cui riconosca la colpa grave. In questo modo di può preservare autonomia del magistrato che, al contrario, se “agito” direttamente dal cittadino può essere condizionato.

Ma, esattamente, come si è arrivati a questo voto “anomalo”?

Inquadriamo la questione. Io sono relatore al Senato di una proposta di legge mia, di Nencini e di Longo sulla responsabilità civile dei magistrati. Da settimane c’è una discussione in commissione Giustizia del Senato su questo argomento molto delicato che, proprio per la sua natura, deve essere affrontato con responsabilità, ma anche con una forte voglia di cambiamento.

A cosa si riferisce?

Mi riferisco alla vecchia legge Vassalli, la vecchia legge vigente non ha consentito di realizzare quello che era il suo fine, cioè poter sanzionare seriamente il comportamento di magistrati che si rendono responsabili di dolo e colpa grave. Dobbiamo tenere conto che esiste una direttiva europea in materia di giustizia e responsabilità dei magistrati che viene disattesa dall’Italia e questo ha provocato una sentenza contro di noi. Si tratta indubbiamente di una materia delicata perché da una parte si deve preservare l’autonomia del magistrato e della sua decisione, ma nello stesso tempo si deve evitare che ci siano attività “fantasiose” dei magistrati dal punto di vista della legge soprattutto se attività di questo tipo arrecano danni seri ai cittadini o ai patrimoni. Ci sono meccanismi ancora oggi vigenti che, nei fatti, non fanno rispondere i magistrati di queste gravi mancanze. Negli ultimi 20 anni si sono registrati solo 4-5 casi di sanzione contro magistrati e non perché non siano accaduti fatti anche molto gravi, ma perché il meccanismo rende impraticabile una azione effettiva.

L’ANM ha parlato di ritorsione da parte dei parlamentari per le inchieste contro la corruzione…

Sono affermazioni assolutamente infondate, le due cose non hanno alcuna relazione. Il dato che il voto della Camera registra è, semplicemente, che il Parlamento, la Camera come il Senato, non accetta più lo status quo in riferimento alla norma sulla responsabilità civile dei magistrati perché si commettono troppi errori e risponde solo lo Stato. La Camera di fronte alla chiusura della magistratura che non vuole che si innovi dal punto di vista della norma ha dato un segnale preciso facendo passare una norma che, peraltro, nella sua formulazione di oggi è inapplicabile.

Una situazione che ha una ripercussione politica e che ha prodotto una frattura nel PD. Come mai?

Perché il PD per sua iniziativa istituzionale non aveva presentato emendamenti che andassero effettivamente nella direzione della volontà di cambiamento probabilmente condizionato da rapporti con il mondo della magistratura o perché preso da altre faccende. Come ha detto bene Renzi, però, è necessaria una stagione di riforme sulla giustizia. Renzi ha richiamato anche una riforma seria sulla responsabilità civile non ritorsiva, come l’ANM vuol far credere, ma come necessità normativa di civiltà che l’Europa ci richiede anche attraverso sanzioni. Noi socialisti proponiamo un punto, un serio equilibrio tra garanzia dell’autonomia e responsabilizzazione dei giudici.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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Commenti all'articolo
  1. RESPONSABILITA’ CIVILE DEI GIUDICI . Ho sentito stasera una dichiarazione di un alto esponente del PD dove diceva che al Senato si sarebbero rimesse le cose a posto CON IL VOTO PALESE E NON SEGRETO COME ALLA CAMERA per cui i Senatori socialisti si preparino per tempo per decidere come votare con o contro le posizioni del PD ( Quello del Patto Federativo e l’Intergruppo alla Camera ) . Un conto sono le dichiarazioni che vanno certamente bene ed un conto sono i voti in modo palese che al Senato contano tantissimo. Siamo tutti in attesa di capire e conoscere come andrà a finire.

  2. Io chiedo di sapere come i Deputati socialisti hanno votato ( Ne avranno certamente parlato prima del voto segreto ) e se c’era stata una dichiarazione ufficiale di DI Lello alla Camera ( dichiarazione di voto del Gruppo socialista ) prima del voto . A queste domande non è stato ancora data una risposta chiara e definitiva.

  3. Ho accettato di buon grado il patto con il Pd per le europee; spero però che il Psi continui le sue battaglie per la giustizia e le riforme senza tentennamenti, anche con voto palese ovviamente. Saluti socialisti!

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