martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Una casa per la socialdemocrazia
Pubblicato il 04-06-2014


Era forse il progetto di Martelli, quel partito democratico diverso da quello attuale di cui parlava il delfino di Craxi negli anni 80. Oggi tutto ha preso un’altra direzione, a dimostrazione che i piani non vanno mai come si pensava. La vita neanche.

Il partito democratico l’hanno fatto PCI e DC. Le domande sul tavolo oggi sono molte e sembrano astratte, come sempre da quando partecipo alla vita del PSI. A destra a sinistra del PD, sopra, sotto o dentro… L’idea del patto federativo pone la questione della autonomia.

Sappiamo quanto i socialisti siano legati alla propria autonomia ed identità, altrimenti non sarebbero tali. La visione della storia, la non adesione iniziale al PD, fanno si che i socialisti siano altro e diversi da tutto, rivendichino quasi misticamente una verità diversa che tenacemente portano in se stessi e sperano di diffondere nella società.

Sforzo inutile, si dirà, se si pensa che l’Italia ha problemi reali maggiori. E’ vero. Però la politica e le idee contano. Sono il software che dà il via alle decisioni e dalle soluzioni. E, pertanto, i socialisti rivendicano il software dei grandi padri del PSI, da Turati a Rosselli a Nenni a Pertini a Saragat a Craxi, e le grandi promesse del socialismo degli anni 80 che sembrano riprese dal PD di oggi.

Tutto finito, ovvio. Ma una famiglia si nutre anche di ricordi e di tradizioni, di radici e bandiere che, se non vengono rispettate, gettano cupi presagi sulla famiglia stessa.

Oggi la domanda è, dunque, come sempre il “che fare” ?

Un PD al 40 per cento e dichiaratamente riformista è un colosso immenso cui il PSI può solo far solletico. Tuttavia il quadro politico è instabile.

Il PD ha ottenuto un successo enorme per via della mancanza di alternative per gli elettori. Il che non significa che resterà al 40 per cento. Il PD rischia di scivolare nel neocentrismo. Il bipolarismo non è confermato. La natura riformista del PD è tutta da provare. Tante, insomma, sono le incognite.

La collaborazione con il PD è stata ottima, deve durare, ma non può determinare una fusione in esso. L’autonomia del PSI è il bene primario per un partito che è «altro», diverso, alternativo al PD per questioni di DNA e storia e software.

L’unica certezza dovrebbe essere per il PSI di restare autonomo, visibile con il proprio simbolo per qualche anno, in modo costante, e lanciare dei segnali di aggregazione a nuove fette di società ed a partiti e tradizioni affini come SEL, i Verdi, i Repubblicani e Liberali ancora esistenti e i Radicali, che sono meno visibili del PSI stesso e che non hanno prospettive.

Solo dopo questo periodo potremmo valutare se la strategia ha portato frutti.

Un tema che potrebbe essere importante propagandare è la Mitbestimmung, la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle medie e grandi imprese. Un tema di sinistra e fortemente riformista.

I vantaggi sono ovvi : la pace sociale, aumento della produttività e dei salari, la spinta delle imprese ad aggregarsi e diventare più competitive nel mercato globale. Direzione Germania.

La Conferenza di giugno sia una occasione per invitare le parti di società a noi affini e discutere un tema forte come la Mitbestimmung, tutto nel nome e sotto il simbolo del PSI. Non mollare.

Leonardo Scimmi

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Commenti all'articolo
  1. Leonardo, questa é la nostra tradizione, la nostra storia, la nostra cultura che non ha tempo ne scadenze. Bisogna solamente avere coraggio,visione e fare in modo che in un partito così piccolo i piccoli interessi non prendano il sopravvento sulle prospettive politiche e di crescita. Infatti questi erano i presupposti del partito democratico che forse aveva in mente Martelli.

  2. Leonardo e Alfio, avete perfettamente ragione, ma ci vuole più coraggio e volontà di farsi il ” sedere “, nel nostro mondo ci sono troppi pontificatori e spettatori della politica. Senza sacrificio e impegno non viene niente.

  3. Perchè non chiedere direttamente a Martelli, che fortunatamente è vivo e in salute, cosa ne pensa e se ha idee, come credo, per un nuovo futuro per i socialisti? Un atti di umiltà non guasterebbe vista la nostra situazione.

  4. Questo Psi con questa dirigenza certamente non ha strada con il Pd, non ha fatto niente per crearsi la sua autonomia e identità, e col patto federativo ha chiuso la saracinesca. Quello che aveva in mente Martelli era un polo laico-socialista, era difficile immaginare in quegli anni di riunire Pci o Pds e la Dc. Oggi i socialisti devono trovare un alternativa alla politica del Pd, e non mi dite che non ci sono strade da percorrere per rivendicare la nostra casa socialdemocratica con la politica di Matteo Renzi. Un Renzi che nasce politicamente democristiano-Margherita, cioè la vecchia sinistra democristiana non verrà a insegnarci la politica socialdemocratica, se no cosa si sta a ragionare. Poi se ci fa paura il 40% che ha ottenuto alle europee, e ai dirigenti gli inizia a tentennare la poltrona e non hanno la forza e le ragioni per rimanerci questo è un altra storia. Accertato che alle Europee il Psi non ha portato nessun deputato Strasburgo mi dite cosa è servito il patto federativo? Inoltre si possono avere tutti i risultati del partito delle amministrative dove si è presentato con il proprio simbolo e lista o affini, perché abbiamo solo visto 9 città ma le altre, lo chiedo solo per una questione di trasparenza, e per notificare il lavoro di questa dirigenza. (Es. Toscana: 2 consiglieri 1 comune Lastra a Signa 1 a Pescia)

  5. CRAXI E TUTTI I GRANDI SOCIALISTI LA PENSEREBBERO COSI’: RESTIAMO SOCIALISTI E FUORI DAL PD!!!!!! RESTARE AUTONOMI………

    IL PD IN EUROPA FARA’ GROSSE SCIVOLATE CON IL PSE…..IL PD NON HA CULTURA SOCIALISTA MA SOLO CATTO-COMUNISTA!!!!!!!! SIA BEN CHIARO!!!!!!!!

    E NOI DOBBIAMO DISTINGUERCI!

    FRANCO GUERRERA————-TORTORA (CS

  6. Il nostro essere è legato a valori che sono di stringente attualità. Come possiamo sostenere al meglio questi contenuti? Il patto politico col pd deve essere pensato come lo strumento per far emergere le nostre idee, ed essere uno strumento di pensiero per il governo del paese. La componente, uso questo termine improprio, della collocazione personale che galleggia nell’essere umano, non serve o meglio, non minare il nostro pensiero politico.

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