sabato, 18 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ustica, dopo 34 anni
nessun colpevole
Pubblicato il 30-06-2014


USTICA-StrageEssenzialità e semplicità. Questi gli ingredienti di Flight 870, progetto crossmediale che intende sfruttare nuovi media (come i social media, video virali, podcast, graphic novel) e nuove tecniche narrative (come quella infografica), per raccontare i noti fatti di Ustica, partendo dalle basi, riordinandoli e mettendoli in fila. L’obiettivo è quello di renderli comprensibili e condivisibili, riferendosi sia a chi, pur avendo vissuto gli anni del caso Ustica in prima persona ha ricordi poco chiari, sia a chi, più giovane, non conosce quasi nulla di quei drammatici fatti (http://flight870.com).

IL PROGETTO FLIGHT 870 – Il progetto è stato lanciato online venerdì scorso, in occasione del 34esimo anniversario dalla sciagura, attraverso un video teaser realizzato con la tecnica del videoinfographic (una rappresentazione visiva grafica di informazioni, dati o conoscenze, ndr). Una call to action per coinvolgere l’opinione pubblica in un viaggio alla ricerca della verità, un progetto che intende far tornare a parlare della strage di Ustica e dell’importanza della ricerca della verità, non essendo ancora stati processati i colpevoli. Flight 870, volo 870, come il numero del volo dell’aereo Itavia che precipitò nei pressi dell’isola di Ustica, inabissandosi nelle acque del mar Tirreno.

IL CASO NON RISOLTO DI USTICA – Era la sera del 27 giugno quando il DC-9 della compagnia Itavia – partito da Bologna e diretto a Palermo – sparì dai tracciati radar trascinando nelle acque del mare il suo carico di ottantuno persone, di cui tredici bambini. In questi anni si sono rincorse tante versioni, depistaggi senza fine, mezze verità e palesi bugie. Veleni che hanno cercato di allontanare dalla realtà di quella notte per coprire le responsabilità, e che si sono annidati nella coscienza del Paese, insieme a quelli delle altre stragi irrisolte, intossicando la vita civile e le Istituzioni. La sentenza della Cassazione del 30 gennaio 2013 ha finalmente chiarito almeno un aspetto della tragedia, definendo “abbondantemente e congruamente motivata” la teoria secondo cui l’aereo venne abbattuto da un missile, verosimilmente lanciato da un aereo militare. “Sentenza che finalmente fa luce su un episodio terribile della storia del nostro Paese, consegnandoci una verità processuale, storica e tecnica definitiva, una vittoria”, come ebbe a dire all’Avanti! l’avvocato Daniele Osnato, legale dei familiari delle vittime (http://www.avantionline.it/2013/01/ustica-la-cassazione-fu-un-missile-dopo-piu-di-trentanni-un-barlume-di-verita/#.U7Ff6rH1XK0).

Silvia Sequi

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