giovedì, 20 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Addio a Lorin Maazel,
il più sorprendente
dei direttori moderni
Pubblicato il 14-07-2014


Lorin Varencove MaazelSi è spento ieri all’età di 84 anni nella sua casa in Virginia, Lorin Varencove Maazel, musicista di fama mondiale. Dopo una lunga malattia conclusasi con le complicazioni di una broncopolmonite, se ne va così uno tra i più conosciuti direttori d’orchestra. Nato in Francia nel 1930 da genitori statunitensi, ritorna presto negli USA da bambino prodigio. Inizia lo studio del violino da giovanissimo ed a sette anni aggiunge anche gli studi di direzione e composizione musicale. A soli otto anni esordisce a capo di un’orchestra universitaria a cui segue il primo debutto alla direzione della Interlochen Orchestra all’Expo del New York World’s Faiun anno dopo.

Dopo l’esibizione a capo della Los Angeles Philharmonic, lo stesso Arturo Toscanini lo invita alla NBC Symphony Orchestra. In seguito al primo esordio italiano al Teatro Massimo Vincenzo BellinidiCatania, già nel 1955 approda la Teatro La Scala dove dirige un concerto con il pianista appena trentenne, Aldo Ciccolini. Inizia da qui un percorso estremamente proficuo nel quale, esibendosi nei maggiori teatri europei, Maazel si concentrò espressamente sul repertorio operistico. Da ricordare l’inaugurazione della Stagione Operistica dell’86 della Scala dove dirige ‘’Aida’’ di Giuseppe Verdi con un cast straordinario tra i quali Luciano Pavarotti, Nicolai Ghiaurov ePiero Cappuccilli.

Arriva finalmente nel 1962, l’agognato esordio al Metropolitan Opera HousediNew York dove dirige nello stesso mese sia ‘’Der Rosenkavalier’’ di Strauss sia il ‘’Don Giovanni’’ di Mozart con un grande Cesare Siepi. Grande ricercatore di repertorio, si avvicina nel 1960 al melodramma tedesco e risulta il primo americano e più giovane direttore ad affrontare nel tempio wagneriano diBayreuthil ‘’Lohengrin’’, nel1968 aggiunge anche ‘’Das Rheingold’’ insieme al ‘’Die Walküre’’, ‘’Il crepuscolo degli dei’’e ‘’Sigfrido’’. Dopo la sostituzione dell’anziano Willi Boskovsky a Vienna per Concerto di Capodanno del 1980, inizia ad occuparsi anche di sovraintendenza, prima per il Wiener Staatsoper e successivamente come consulente alla Pittsburgh Symphony Orchestra. Nonostante i pressanti impegno non abbandona mai lo studio del violino ( si esibisce anche come solista nei concerti di Mozart) ed occasionalmente l’impegno nella composizione che risulterà estremamente proficuo. Ottimo linguista ed oratore, è stato sicuramente una figura di grande spicco nel panorama internazionale degli ultimi 50 anni nel quale ha lasciato un vuoto ormai assai difficile da riempire.

Al. Mu.

 

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