lunedì, 22 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Affari esteri Ue. Attendismo sul fattore Russo
Pubblicato il 22-07-2014


UeLa Russia è ancora nel mirino europeo, questa volta l’occasione è la discussione sul contributo di Putin nella tragedia dell’aereo malese MH17, abbattuto da un missile terra-aria di fabbricazione russa. Questa volta l’Europa non può continuare ad autoproclamarsi faro di pace e di convivenza e allo stesso tempo tergiversare su una decisione da prendere sulla situazione in Ucraina. Una decisione che deve essere prima di tutto condivisa da tutti e 28 i Paesi ma che al momento è riuscita a sfornare un vertice con la partecipazione del ministro degli Esteri di Kiev, Pavlo Klimkin.

Al Consiglio Affari esteri, il primo sotto presidenza italiana, le visioni discordanti dei 28 sono state messe in luce riguardo alla posizione da tenere sulla Russia. Se da un lato è stato deciso che verrano rinforzate le sanzioni precedentemente stabilite, dall’altro gli interessi nazionali verso l’ex impero dell’Est sono troppo importanti per lasciar correre. Le prime crepe si avvistano sul fronte francese, contro Parigi si sono pronunciati i paesi del blocco baltico che hanno evidenziato il contratto francese per la fornitura di due navi della classe Mistral. Sulla questione ieri il presidente Hollande ha ribadito che la consegna della prima delle due navi Mistral andrà avanti come previsto “a ottobre”, ma la seconda consegna “dipenderà dall’atteggiamento della Russia” aggiungendo che “in questa fase non sono state imposte sanzioni che ci obblighino a rinunciare” al contratto. Una posizione in bilico quella della Francia, tanto che il ministro degli esteri francese, Laurent Fabius, si è espresso solo sulla questione mediorientale, evitando di parlare di Kiev.

Ma il caso della Russia rimette in moto la questione delle nomine, rischia così di sfumare anche la candidatura di Lady Pesc per i francesi contro cui ha preso posizione anche lo svedese Carl Bildt che non a caso è uno dei candidati alla poltrona del rappresentante politica estera Ue. L’Italia ha tentato di mediare sposando entrambe le posizioni, da una parte la Mogherini che ha detto di condividere le idee di Lady Ashton sulle accuse verso Mosca, dall’altro il ministro Padoan che riprende la posizione attendista. Non bisogna dimenticare che l’Italia è uno dei Paesi europei più dipendenti dal gas russo che copre il 40% circa del suo fabbisogno energetico. Non a caso a margine dell’audizione, alla domanda se l’Italia tema conseguenze da un eventuale inasprimento delle misure contro Mosca, Padoan ha risposto: “Le sanzioni sono sempre un problema sia per chi le riceve che per chi le impone”.

Mentre a Bruxelles quindi tirano le somme sull’incertezza, al Cremlino durante una riunione del Consiglio di Sicurezza della Russia Putin ha ribadito di aspettarsi che gli altri Stati tengano conto degli interessi nazionali della Russia e non interferiscano nei suoi affari interni, sottolineando che a seguito dell’avvicinamento della NATO verso i confini della Russia, Mosca aumenterà le sue capacità di difesa, anche in Crimea e Sebastopoli.

Maria Teresa Olivieri

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