lunedì, 21 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Anchise, Telemaco e il rigore
Pubblicato il 03-07-2014


Ha consegnato un intervento scritto, poi ha preferito, come suo solito, parlare a braccio. Delle due l’una. O fatica a leggere o sceglie di parlare senza leggere perché è più incisivo. Optiamo per la seconda soluzione. Al di la delle forma, quasi inaspettata è esplosa la polemica al momento dell’insediamento alla presidenza dell’Ue del nostro presidente del Consiglio, tra Renzi e la Germania di Schauble, ministro delle finanze del governo tedesco, e soprattutto di Weber, capogruppo Ppe. Può anche essere che i due dirigenti del Partito popolare siano “cani da guardia” della Merkel e che il nostro giovane presidente del Consiglio si senta rassicurato dalle garanzie sulla flessibilità offerte dalla cancelleria tedesca, ma se il battesimo europeo di Renzi viene ricordato da tutti come quello in cui è esplosa quest’ aspra polemica, qualche ragione ci sarà.

Poiché lo scontro è stato sul rigore o sulla flessibilità, allora sarà bene ricordarne il senso. Qual’è il pensiero dei tedeschi, ma anche degli olandesi, dei finlandesi? E’ che nuovi debiti siano da scongiurare, che l’Italia debba fare le riforme promesse, che la flessibilità era già prevista nel Patto, e che, sottolinea il ministro delle finanze Schauble, l’Italia non ha utilizzato i miliardi messi a disposizione dai Fondi europei. Quest’ultima annotazione è purtroppo vera e lo stesso presidente del Consiglio l’ha più volte ribadita. Difficile utilizzare dunque la flessibilità sui fondi aggiuntivi a quelli europei, come auspica Delrio, se non si spendono neppure quelli europei.

Renzi ha risposto bene. Ha difeso i diritti italiani e respinto la lezione impartita dai rigoristi. Ha anche contrattaccato sul fronte tedesco, dichiarando di non accettare lezioni di rigore “da chi ha ottenuto non la flessibilità ma lo sforamento del tetto”. Cioè la stessa Germania, mentre la Francia ha potuto superare abbondantemente il 3 per cento nel rapporto tra deficit e Pil. Resta a mio parere il tema di fondo. L’Italia non ha problemi sul deficit, ma sul debito che è il più alto, dopo quello della Grecia, in rapporto al Pil. E che continua ad aumentare. E il problema sta proprio qui. Nonostante i tagli di spesa il debito continua ad aumentare a causa della mancata crescita.

Possono davvero pensare i signori rigoristi ad oltranza del Ppe che il debito si raffreddi con un’Italia in recessione e solo con nuove riduzioni della spesa? In quest’ultimo modo quali ulteriori rischi anti europei correrebbe il nostro Paese? Difficile non convenire che gli investimenti, almeno alcuni investimenti, siano necessari per riprendere se non a correre almeno a camminare. Si rendono conto i rigoristi a oltranza del significato del voto in Francia, in Inghilterra e anche in Italia dove al Pd di Renzi è stato consegnato il testimone della speranza, ma domani potrebbe essere trasformato in quello della delusione?

Non c’è tempo da perdere. Ma sì, siamo tra Odissea e Eneide. Non so se questo bagno nei poemi classici sia un omaggio a un vecchio paese che sta anche peggio di noi, oppure solo un richiamo simbolico. Dobbiamo compiere un viaggio denso di incognite, ma alla fine ci sarà un approdo e forse la nascita di una nuova, grande città. Ma se la generazione di Telemaco, figlio di Ulisse, rivendica il diritto alla speranza e al futuro, anche quella di Ascanio, figlio di Enea, non è da meno. È vero, l’Europa ha il volto di Anchise, padre di Enea, mentre lascia Troia dopo la sconfitta. Il tracollo cominciò con la famosa truffa del cavallo che sembrava un dono. Ai troiani dissero di star sereni. E invece…

 

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Commenti all'articolo
  1. C’è un solo modo per far valere l’interesse del Paese – e, credo, per fare del bene all’Unione, suo malgrado.
    Sostenere attivamente la campagna referendaria sulla 243/12, quella che va sotto lo slogan “STOP Austerità. Riprendiamoci la crescita, riprendiamoci l’Europa”. Il resto è vano chiacchiericco, buono al massimo per finire nei telegiornali della sera.
    La politica è altro dai bei discorsi, scritti o a braccio che siano. La politica sono fatti concreti e iniziative decise. Firmiamo, facciamo firmare e soprattutto facciamo assumere al Partito Socialista Italiano un ruolo di primo piano nel sostegno a questa campagna.

  2. Per restare nel tema, a me pare che l’Unione europea, così com’è venuta fuori dalla crisi degli ultimi anni, somigli tanto alla città di Troia. Chi ci ha regalato il cavallo sono gli USA e la speculazione.

  3. grande Renzi ha fatto fuori i dinosauri, pero’ non è europeo e si vede. il dibattito non è federale ma ancora confederale. investimenti servono ovvio, ma l’Italia le riforme di Schroeder non le ha mai fatte..quanto ai classici, che dire, è tutto quello che ci resta, contenti noi

  4. In Italia non c’è più tempo da perdere, la gente ha le P… strapiene e se a breve non si vedranno miglioramenti economici e occupazione,l’autunno sarà caldissimo.
    Penso, che Renzi lo abbia capito.
    Per impiegare i Finanziamenti Europei occorre intervenire con la nostra quota a parte e se questo comporta lo sforamento del tre per cento, senza flessibilità non si va da nessuna parte.
    Il nostro grave problema è il Debito Pubblico, esso non si può aggredire con espedienti vari, occorre una cura drastica! Si faccia! Come? Vendiamo quello che si può vendere, mettiamo in pratica quello che ci suggerisce Cottarelli e diamo fondo alle risorse naturali. Si dice che l’Italia sia ricca di giacimenti di Petrolio e Gas naturale, estraiamo questi combustibili evitando il più possibile di acquistarne all’estero e tutti questi risparmi vadano ad abbattere il maledetto Debito Pubblico.
    Dobbiamo uscire da questa malattia perniciosa, altrimenti sarà la fine.

  5. L’Italia è indebitata? Deve esserlo per forza: compriamo l’energia e non utilizziamo a sufficienza il sole che è gratis; svendiamo i gioielli di famiglia (Telecom, Poste…); non investiamo sulla ricerca e mortifichiamo sempre più la scuola pubblica; non tassiamo i grandi capitali e ce la prendiamo con dipendenti e pensionati. Se c’è ancora qualcuno che si illude che Renzi e il PD siano la soluzione a tutto ciò sarebbe quasi il caso di riaprire il Frullone… altro che Basaglia!

  6. Quanto si spende oggi per pagare cassintegrati e disoccupati? Fatto il conto si vari una norma che giri alle imprese che creano occupazione que fondi. Una forte riduzione delle imposte sulle imprese che investono per convincere che in Italia si può fare impresa Credo siano necessari forti incentivi alle imprese che creano occupazione e per farlo, bisogna creare un ambiente favorevole, sia esso economico che normativo. Se riparte l’industria, tutto cambia, può ripartire la ricerca, la scuola ecc.
    Il rapporto debito Pil migliorerà. Potremmo allora sforare i parametri europei per qualche anno perchè si creeranno le basi per ripartire. Lo voglia o no la Germania, l’Olanda o la Finlandia. Diversamente, non faremo altro che peggiorare la situazione fino ad arrivare al fallimento. Non dimentichiamoci che dobbiamo fermare l’aumento del debito in assoluto, indipendentemente dal rapporto col PIL. Almeno quello cherchiamo di farlo.

  7. I frati sono ricchi ma il convento è povero sostiene giustamente il comp. Formica, il debito si abbatte solo con la crescita che questa può avvenire con un piano di interventi pubblici nazionale il famoso tutto privato ha arricchito i soliti frati ed impoverito il Paese questa è l’amara constatazione che bisogna fare con coraggio perchè altre vie d’uscita non esistono se non quella di una sottoscrizione nazionale del debito in base al reddito delle persone fisiche.

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