mercoledì, 22 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Basta stragi a Gaza
Pubblicato il 22-07-2014


In un editoriale precedente abbiamo riconosciuto le ragioni di Israele. I missili lanciati da Hamas sono una sfida al suo stato, alla sua sicurezza, alla sua salvaguardia. Abbiamo anche riconosciuto che mentre Netanyahu ha condannato sia l’uccisione dei tre ragazzi israeliani sia quella del giovane palestinese, Hamas non ha fatto la stessa cosa. Abbiamo anche sollevato la differenza tra le iniziative belliche di Israele che avverte la popolazione civile e quelle di Hamas che invece mirano proprio a colpire i civili. E abbiamo anche rilevato che mentre Israele aveva accettato la mediazione egiziana e il proseguimento della tregua, Hamas li ha rifiutati continuando a lanciare i suoi missili.

Adesso basta però. Si è abbondantemente superato il segno. Cinquecento civili uccisi a Gaza rappresentano un prezzo che nessuna legittima azione di difesa può giustificare. È vero. Se Israele non fosse dotata del suo scudo di sicurezza i mille e più missili che hanno sorvolato i suoi cieli si sarebbero abbattuti sulla sua popolazione e avrebbero provocato anche più morti. Ma anche di questo un Paese civile e democratico deve tenere conto. Non si può fare una guerra col condizionale. Non si può far finta di niente e sostenere un’operazione contro un popoloche non ha strutture di difesa e non viene difeso nemmeno dai suoi governanti. Anzi è forse usato dai suoi come scudo umano. Il sangue palestinese versato è un grande fardello che pesa su Hamas, ma anche su Israele.

I bombardamenti sono più feroci di un’azione di terra. Quest’ultima è più mirata, più funzionale a centrare solo obiettivi militari, certo comporta la messa a rischio anche dei militari del proprio fronte. Un bombardamento anche se diretto su obiettivi militari difficilmente riesce ad evitare quelle che cinicamente si definiscono perdite collaterali. Quanti bambini sono stati massacrati, quante famiglie distrutte, quanti padri e madri uccisi? E si tratta di esseri umani che non portano alcuna responsabilità nel confitto in corso. Così tutto si deteriora, ha ragione Kerry a parlare con acido rimprovero dei bombardamenti israeliani solo ipoteticamente chirurgici. Che cosa intende risolvere in questo modo Israele? Prenderanno piede sempre più in Medio Oriente le tendenze estremiste e anti sioniste, nel mondo quelle anti israeliane.

Quello che è successo proprio ieri in Francia con la ripresa dell’antisemitismo su larga scala è inquietante e senza alcuna giustificazione. Ma quel che conta ancora di più è la prospettiva di pace che si allontana. Che potere può ormai aver Abu Mazen e quanta popolarità rischiano di assumere le iniziative dei movimenti dell’estremismo islamico che stanno combattendo in Siria e in Iraq, ma che sono forti anche negli altri stati?Ormai è evidente che quel che succede in Palestina rischia di riverberarsi e di allargarsi in tutta la regione. È urgente deporre le armi, e poi rimettersi dietro un tavolo se non si vuole incendiare una zona che è già così calda. Troppi cerini sono già stati gettati in quella polveriera.

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Commenti all'articolo
  1. Hamas vuole questo e lo vogliono gli stati suoi finanziatori. La popolazione di Gaza si dice che non ha colpe pero ha la colpa di aver votato e di sostenere Hamas che la compra con i sussidi e la usa per avere i martiri. Non e vero che le popolazioni non hanno mai colpe, spesso ne hanno di gravi, Hitler e stato insediato dai Tedeschi e Mussolini osannato dagli Italiani.

  2. Non vedo nel panorama politico mondiale una ferma volontà di pace, le ombre di chi cerca una nuova guerra si fanno sempre più minacciose. Auguriamoci che il mio pessimismo sia smentito al più presto.

  3. Direttore, condivido totalmente quello che hai detto sulla Questione Palestinese.
    Basta, non è più sopportabile un massacro di queste proporzioni.
    Non ha importanza chi ha ragione, chi ha torto.
    Il mondo civile deve impedire queste nefandezze.
    Un fazzoletto di terra non può tenere in scacco il mondo intero.
    Se c’è la volontà di dare uno sbocco positivo all’onta dell’odio fra razze e religioni, si deve trovare la forza per farlo.
    L’internazionale Socialista deve intervenire nei confronti di Shimon Peres, al fine che sia ascoltata la voce della ragione e non dell’odio.

  4. Veramente Israele ha condannato gli uccisori del ragazzo palestinese. Ha dichiarato il giovane vittima del terrorismo in modo di ricordare il suo nome e versare una indennità alla famiglia. Da parte palestinese si aspetta.
    Non voglio dire che Israele non abbia torti. Inatnto quello dell’inconcludenza politica. Quello di aver bruciato tutti i possibilii nterlocutori, anche quelli possibili. la Palestina è un problema urticante per tutti, certamente i qatarini o il governo turco difficilmente aprirebbero le loro porte. E’ e sarà sempre un problema solo israeliano. Aggiungo però che nello sprezzodi Israele da parte dell’Europa c’ è una forma di pregiudizio di tipo cattolico/cristiano .

  5. Direttore,
    la questione vera è che tutto nasce per la supremazia di Hamas fra i palestinesi. Dopo la “preghiera” a Roma di Papa Francesco, Abu Mahzen e Peres, è partita la battaglia interna al fronte palestinese. Hamas vuole mettere all’angolo Al Fatah, disposta alla pace con Israele, per giungere a dominare tutta la Palestina.
    Tutto quello che è successo è la conseguenza di questa lotta interna al campo palestinese. Non c’è bisogno di sottolineare cosa rappresenta Hamas, nell’area calda del Medio Oriente.

  6. ma insomma, vuioi dire cosa dovrebbe fare Israele ? Sappiamo tutti che se anche cessasser l’azione a Gaza , se si ritirasse da Gaza e se interrompesse i bombardamenti aerei , un minuto dopo i lanci di missili da Gaza su Israele riprenderebbero ancora più intensi : cosa vogliamo dire a Israele? di accettare centinaia di missili sul suo territorio tutti i giorni e non reagire? Chi la difenderebbe? l’ ONU ? l’Europa?
    O vogliamo prepararci a celebrare un secondo Olocausto?

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