martedì, 21 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Berlusconi, avanti con il Patto del Nazareno
Pubblicato il 15-07-2014


Berlusconi-NazarenoIeri l’apertura del Pd che si era detto disposto a incontrare il Movimento Cinque Stelle mercoledì o giovedì o venerdì. Oggi la risposta dei grillini. Il Movimento 5 Stelle sta infatti lavorando alla risposta da inviare al Pd. Sembrerebbe che i Cinquestelle chiederanno ai Dem un incontro giovedì. “E’ il nostro ultimatum. O ci vediamo giovedì e ci confrontiamo o salta il banco”, riferisce una fonte M5S. Alla lettera da indirizzare al Pd, stanno lavorando il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, l’uomo riforme del movimento Danilo Toninelli, e alcuni membri dello staff comunicazione. È confermato, inoltre, che Beppe Grillo non prenderà parte all’incontro.

I Cinquestelle hanno deciso di continuare a battere la linea del confronto mentre a partire da settembre avvieranno una serie di iniziative aperte “per far comprendere cosa intendiamo quando parliamo di un mondo a cinque stelle”, riferisce una fonte parlamentare. Nessuna iniziativa dai toni forti, dunque, e anche in tal senso va inquadrata la decisione odierna di non dar seguito all’iniziativa del sit in davanti a Palazzo Madama contro le riforme come annunciato domenica scorsa dalla senatrice Barbara Lezzi.

Ma anche se assente alla riunione con i suoi, Grillo non ha rinunciato a lanciare altri attacchi. Nella sua giornata a Palazzo Madama infatti come di consueto se la è presa con la stampa e i giornalisti parlamentari: “Siamo a un bivio, la democrazia è in pericolo e voi siete co-responsabili perché invece di raccontare quello che succede davvero, correte dietro a un ex comico”, ha detto. Ma così facendo i Grillini, proponendosi come alternativa a Forza Italia nella corsa a chi vuole partecipare alle riforme, si prestano al gioco di Renzi. Per Renzi è tutto da guadagnare. Berlusconi è stretto dalla necessità di non rimanere isolato, non può permettersi di rimanere escluso dal grande tavolo in cui si decidono le regole, rischiando la marginalità politica. Non per entrare nel merito delle cose ma solamente per esserci.  Il M5S in qualche modo ha lo stesso problema. Le elezioni europee sono state un campanello d’allarme per Grillo, ora consapevole che non basta solo alzare la voce per ottenere voti. In mezzo Renzi se la gode e coglie i frutti, potendo scegliere l’interlocutore che di volta in volta gli conviene.

Oggi a Roma si è svolta la riunione dei gruppi di Fi. Presente anche Silvio Berlusconi che ha chiesto ai suoi di mettere da parte le divisioni e di marciare uniti. L’imperativo categorico, dunque, è quello di mantenere gli accordi sulle riforme presi con Matteo Renzi: “Sono vent’anni che mi date la vostra fiducia – ha detto – e vi chiedo di darmela ancora una volta. Manteniamo fermo il patto anche se non sono le nostre riforme ideali, ma sono quelle possibili visto che siamo all’opposizione”. Insomma l’invito dell’ex capo del governo è quello di evitare ulteriori fratture e di proseguire la strada segnata dal patto del Nazareno.

Sul Corriere.it si legge che alla fine del discorso di Berlusconi, i senatori frondisti Cinzia Bonfisco e Vincenzo D’Anna avrebbero chiesto la parola alzando la mano ma la loro richiesta non è stata accolta, perché l’ex premier ha invitato i suoi a evitare polemiche e a marciare compatti. Ma alla fine dell’assemblea dei gruppi Vincenzo D’Anna, secondo quanto si è appreso, a Silvio Berlusconi avrebbe comunque detto: ma così dai ragione ad Angelino Alfano. Pronta la replica di Berlusconi che, sempre secondo quanto si apprende, gli avrebbe risposto: ma allora vattene tu con Alfano.

L’Aula del Senato ha ripreso in mattinata l’esame del ddl. Si sono tenute due sedute, una la mattina ed una nel pomeriggio mentre alla 20 scade il termine per la presentazione degli emendamenti. In mattinata si è svolta anche l’assemblea dei senatori del Pd che ha approvato con 86 sì e un astenuto il testo delle riforme licenziato dalla Commissione Affari Costituzionali. I dissidenti non hanno partecipato al voto evitando il “no”, e tra di loro solo Massimo Mucchetti si è astenuto. La non partecipazione al voto da parte dei dissidenti, ha spiegato il capogruppo Luigi Zanda, “è un esplicito gesto di apertura, in vista dei possibili cambiamenti del testo in Aula”. Dello stesso parere anche il vicepresidente del gruppo Giorgio Tonini: “È un esito positivo perché anche i colleghi che non erano d’accordo hanno mostrato una disponibilità in vista della fase emendamentiva in Aula”. Invece Erica D’Adda, senatrice appartenente al gruppo dei dissidenti, ha spiegato che a suo giudizio sarebbe stato più opportuno evitare un voto: “È stato detto che il testo cambierà in AUla; allora perché votare su un testo della Commissione che verrà superato? Magari si può trovare un punto di convergenza. Così è un voto non sul merito ma sulla disciplina di partito”.

Daniele Unfer

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