domenica, 27 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Berlusconi, brutte nuove dal fronte giudiziario
Pubblicato il 11-07-2014


Berlusconi-processiUn venerdì nero per Berlusconi. Da un lato il caso Ruby a Milano con il sostituto procuratore generale Pietro De Petris che ha chiesto in appello la conferma dei sette anni di carcere. Dall’altro la Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex Cavaliere per avere indotto, tramite il faccendiere napoletano Valter Lavitola, l’imprenditore Gianpaolo Tarantini perché mentisse sulle escort portate nelle sue residenze estive tra il 2008 e il 2009.
Il pg di Milano Piero De Petris nel chiedere di confermare la condanna a 7 anni di carcere nel processo sul caso Ruby, ha spiegato che non c’è “ragione alcuna” per concedere all’ex premier le attenuanti generiche sia “per i fatti di reato contestati, sia per il complessivo comportamento tenuto dall’imputato”, sia in relazione alla precedente condanna per il processo sui diritti tv. Secondo l’accusa, la  “severità” della pena in primo grado “è innegabile” ma corretta.

Una requisitoria lunga e dettagliata in cui il pg ha definito “certa l’attività di prostituzione della minorenne presso la residenza dell’allora presidente del Consiglio”. Una certezza, quella dell’accusa, dettata da una miscela di intercettazioni e testimonianze che dimostrerebbero che Ruby svolse “attività di prostituzione” anche ad Arcore dove si svolgeva il cosiddetto bunga bunga. L’obiettivo di Ruby, secondo il pg, è ottenere un “vantaggio economico. È una minorenne le cui dichiarazioni a volte sono contraddittorie” altre volte “fuori misura” e che “dice e non dice secondo le sue convenienze”.

Inoltre, per De Petris il comportamento “fortemente intimidatorio” da parte di Berlusconi, quando telefonò al capo di gabinetto della Questura di Milano per chiedere il rilascio di Ruby, è la dimostrazione che l’ex premier aveva “la consapevolezza della minore età” di Ruby, tanto che non voleva che emergessero i suoi rapporti con lei.

“E’ stata una bellissima difesa di una sentenza indifendibile” è stato il commento dalla difesa al termine della requisitoria. “Il pg – dice l’avvocato Franco Coppi – è convinto della responsabilità del presidente Berlusconi, ha sostenuto il suo punto di vista e ha concluso in modo coerente”. Ma, ha aggiunto, “gli argomenti della difesa ci sono ancora tutti e molto validi”. Coppi ha concluso dicendo di puntare a un esito favorevole del processo che venerdì 18 luglio potrebbe concludersi con la sentenza.

Il commento (scontato) del consigliere politico di Berlusconi, Giovanni Toti non è tardato ad arrivare: “È una requisitoria tenuta insieme con lo scotch: solo teorie, nessun fatto provato. Un copione già visto!  La legge non è uguale per tutti”. Ora è solo da vedere se questi nuovi guai giudiziari possano in qualche modo influire sul fronte politico, sulla vena riformatrice di Berlusconi e quindi sulla sua disponibilità a collaborare con il governo Renzi su questo fronte.

Redazione Avanti!

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