domenica, 21 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Calabria, cambiamento e buoni amministratori
Pubblicato il 11-07-2014


Ascolto con particolare stupore che in questi giorni sta venendo fuori dai dibattiti televisivi nazionali una consapevolezza che giudico di estrema importanza, cioè che questo Paese ha bisogno di Amministratori bravi.

Lo ha dichiarato anche, tra gli altri, Pierluigi Bersani, che giudico persona di alto profilo politico e di grande serietà. Stupore perché noi socialisti abbiamo fondato la nostra storia anche su questa specifica capacità negli enti locali e nei posti di Governo di ogni ordine e grado. Noi siamo convinti da sempre che solo onesti e bravi Amministratori possono contribuire a riprendere questo Paese. Spero che questo dibattito coinvolga la nostra società per far prevalere l’analisi al populismo.

Nella nostra regione purtroppo assistiamo all’esatto contrario, siamo alla ricerca del cambiamento e nessuno spiega cosa si intende per cambiamento. Se il cambiamento è un giovane al posto di uno di 70 anni, magari donna se è possibile, se è uno della società civile e possibilmente non abbia una tessera in tasca (dimenticando gli ultimi 20 anni), se il cambiamento è eleggere a Presidente della Regione uno che sia nuovo e non si sa di che cosa. Io penso che il cambiamento non sia una formula da applicare una tantum, ma il cambiamento debba essere una costante di Governo una pratica che richiede capacità, visione, esperienza, buonsenso e ovvietà. Ci sono tantissimi giovani capaci che possono contribuire al cambiamento, non offrendogli il ‘sogno americano’, ma aiutandoli nel loro protagonismo ed allargando il campo delle opportunità e non costringendoli alla rabbia, alla depressione e alla disperazione generazionale.

Nelle pubbliche amministrazioni, per esempio, l’assenza di professionalizzazione porterà nei prossimi anni una perdita di 3 punti del PIL; a questo tema bisogna rispondere con lo svecchiamento ed offrire ai tanti giovani bravi e motivati una possibilità, nell’ottica della produttività e dell’efficienza della spesa pubblica. In Calabria c’è bisogno di un Presidente della Giunta regionale che assuma il ‘cambiamento’ come metodo e come scelta, privilegiando conoscenza, competenza, capacità e, soprattutto, volontà di mettere le mani, come farebbe un buon chirurgo, in un corpo malato qual è la Calabria. Solo così si rompono finalmente logiche consolidate tra gruppi politici ed imprenditoriali che hanno bloccato fino a oggi crescita e progresso della regione.

Luigi Incarnato

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