venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Caldarola propone che L’Unità cambi nome
Pubblicato il 31-07-2014


Peppino Caldarola è stato uno dei più brillanti direttori de L’Unità. Comunista, riformista, poi socialista e per un breve periodo anche animatore della Costituente, rientrato poi nel Pd, confessa che già nel 1989 Renzo Foa, lui, Piero Sansonetti, che erano il nucleo del giornale comunista, proposero al segretario del partito Occhetto di cambiare il nome de L’Unità, dopo quello del Pci. La considerazione politica era ovvia. Se era finito il comunismo e il Pci, anche L’Unità, giornale comunista fondato nel 1924 da Antonio Gramsci, doveva cambiare.

Naturalmente non proposero di chiamarlo Avanti, il giornale socialista che alla luce delle rivoluzioni del 1989 non aveva affatto analogo problema e che continuava a professare il suo ancoraggio alla tradizione socialista democratica. Proposero di chiamarlo Novità. Forse peccando di nuovismo, una caratteristica che avrebbe dovuto far colpo nel segretario di un partito che voleva andare sempre oltre per non cedere alle buone ragioni dei socialisti, e aveva inventato un partito che si sarebbe chiamato “democratico della sinistra”. L’idea, invece, non piacque a Occhetto e non se ne fece nulla.

Caldarola ripropone a maggior ragione oggi il problema. Che senso ha rilanciare un giornale che si chiama L’Unità e che è stato fondato da Gramsci, dunque un giornale che alle sue spalle ha una tradizione comunista, che si batté contro il riformismo, a favore del socialfascismo, che nel dopoguerra esaltò Stalin e contestò la svolta di Nenni sull’ottobre ungherese, che poi si mise di traverso sulla scala mobile e i missili a Comiso. E che fino al 1989 fu dunque comunista. Caldarola propone di fondare un nuovo giornale della sinistra riformista.

Non so cosa ne pensi Renzi, che non deve avere un gran rapporto con la storia, visto che, a prescindere da essa, ha lanciato addirittura l’idea di resuscitare il nome dell’Unità per le feste di partito. Evidentemente conosce meglio di noi il Pd e la sua base che in larga parte è stata ereditata dal vecchio Pci. Certo se l’idea di Caldarola procedesse io penso che anche noi dovremmo essere della partita. Fondare un quotidiano della sinistra riformista è un’ottima opportunità anche per noi socialisti per tornare alla carta stampata, magari mantenendo l’Avanti online. Ma penso che sia solo un’idea dell’ottimo Peppino e si sceglieranno altre strade. Quella più semplice gli ex comunisti non l’hanno mai percorsa…

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Commenti all'articolo
  1. Caro Mauro
    Un giornale , anche se online della sinistra riformista c’è già è AVANTI che tu dirigi molto bene.
    Non c’è bisogno di altro foglio , di un altro partito che si mischi ad altri, c’è bisogno di chi crede in una chiara missione che si è data, altri la sostengono bene, vengano con noi nessuno li esclude, nessuno megherebbe uno spazio., negheresti un articolo a Caldarola?
    Se è il socialismo riformista che ha vinto, è il Psi che lo rappresenta si sia allora socialisti , i cambi di nome non ingannano nessuno ma puzzono di trasformismo ..che ci si riferisca a partiti o giornali è indifferente
    Una riflessione diversa e se noi , che del Psi siamo gli attuali attivisti, siamo all’altezza della missione che la nostra storia ci affida ma, se non siamo all’altezza dobbiamo cedere il passo, non risolviamo le nostre inadeguatezze cambiando nome al partito , al giornale o ponendoci obbiettivi minimi, falliremmo comunque in danno al Psi e al paese.
    Fraterni Saluti
    Compagno Maurizio Molinari
    Consigliere nazionale off.molinari@libero.it

  2. “Magari mantenendo l’Avanti online.” Mauro, io sono per togliere quel magari! L’Avanti secondo me è un giornale che ha benissimo le carte per crescere, oltre ad essere la voce unica di noi socialisti. Se lo si chiude, non potremmo mai avere lo stesso spazio nel giornale cartaceo di cui si parla. Inoltre bisogna considerare che se uscisse, questo giornale prenderebbe il posto dell’Unità, come organo di informazione del PD..per favore il patto federativo anche nell’editori no!

  3. Hai proprio ragione, i comunisti o “diversamente-democratici”, mai e poi mai accetteranno una qualsiasi cosa che possa far riferimento alla sola parola socialista. Purtroppo la profezia di Turati è ancora lontana dal realizzarsi. Chi ha avuto un passato comunista , la storia anche di questi ultimi 20 anni c’è lo dimostra, è capace di inventarsi di tutto, anche di uccidere i propri figli (l’unità), ma mai e poi mai accetterà di riconoscere che i socialisti erano dalla parte giusta e loro da quella sbagliata. La storia si è incaricata di dare una sentenza inappellabile; la loro vendetta è far finta che non sia vero. Che è solo un brutto sogno.

  4. L’idea di Caldarola è buona ma sino a quando ci saranno i D’Alema i Veltroni diramati su tutto il territorio questa idea è destinata a rimanere nel cassetto, i vecchi e nuovi comunisti verso i socialisti non hanno mai cambiato idea, hanno solo cambiato nome al partito per opportunità elettorali.

  5. L’idea del giornale della sinistra riformista mi piace, potrebbe essere aggregante verso un area vasta e riunire quei tanti rivoli di idee e moviemnti che oggi ci sono. Ma il PD che farà? Ha lasciato morire l’Unità, perche di sicuro le mani non se le è spellate, e ha mantenuto Europa, giornale dell’allora Margherita, di sicuro piu vicino a Renzi per idee. Noi salvare l’Unita? lo farei solo per aiutare i lavoratori coinvolti e le loro famiglie, noi siamo pur sempre il partito dei lavoratori. Ma quando l’Avanti boccheggiava i compagni stappavano bottiglie di ottimo spumante!! La fine dell’Unità pare una cosa quasi voluta, dopo D’Alema e i comunisti via l’Unità, alla faccia di Cuperlo e di chi ancora guarda al PCI con romantica nostalgia!
    Preoccupiamoci di tenere alta la bandiera della sinistra riformista, del liberal socialismo, della socialdemocrazia, teniamo alta la bandiera dell’Avanti! Se poi Caldarola e altri vorranno essere della partita penso che la porta la troveranno aperta!!

  6. Magari potesse nascere un giornale in cui la sinistra esprima le proprie idee in un confronto dialettico e democratico, libero da condizionamenti! Come dimostra l’Avanti on line, i socialisti avrebbero molte idee,e proposte da fare e saprebbero analizzare e chiarire molti punti. L’Italia ne avrebbe bisogno.

  7. Dici bene Direttore. Il tuo rapido riassunto delle battaglie contro l’uomo e la libertà, che l’Unità a sostenuto negli anni, dovrebbe consigliare a chi ha un minimo di dignità, di chiuderla e stendere un pietoso silenzio sulla sua tomba.
    Ma, come hai già ricordato in un altro articolo, faranno scorrere fiumi d’inchiostro, per ricordare la “cara defunta” e cercare di farla rivivere.
    Gli italiani sono nostalgici, non riescono a chiudere nemmeno gli enti inutili, e a maggior ragione un inutile giornale.

  8. Concordo con l’analisi sulla storia dell’ Unità fatta dal nostro direttore, mi associo ai commenti. Proprio per questo penso sia meglio lasciar perdere strani e inutili vagheggiamenti di unità-novità o mezzi d’informazione, cartacei o online federativi con chi non vuole o non riesce ancora essere onesto col proprio passato. Si pensi invece a far si che la nostra gloriosa testata sia organo di informazione e orientamento per tutti i compagni oltre che capace di dialogare con tutti. Pensiamo a come L’Avanti possa raggiungere sempre più lettori perché giornale socialista e non altro. Nessuna scorciatoia, fra l’altro improbabile, per avere qualche lettore in più: come il PSI deve rimanere così il suo giornale….

  9. Caro Mauro, hanno ragione coloro che mi hanno preceduto, on line c’è già il nostro Avanti!, vengano loro qui a dibattere di politica e cultura della sinistra riformista, saranno bene accolti, come sempre è stato fatto. Un giornale cartaceo della sinistra riformista c’era già ” IL RIFORMISTA ” ma ha chiuso dopo pochi anni.

  10. Il Riformista è stato un grande giornale, diretto anche da Emanuele Macaluso (grande pure lui) dopo “Le Ragioni del Socialismo”. C’era pure Paolo Franchi. Insomma un giornale troppo socialista o vicino ai socialisti per piacere al Pd. Purtroppo. Saluti socialisti!

  11. Concordo con l’analisi storica riguardante il passato dell’Unità, così come con molto del contenuto nei commenti. Non credo sia oggi possibile pensare a giornali federativi o meno, siano questi cartacei o online, con gli orfani di quel giornale. Pensare poi di mescolare un glorioso nome come quello dell’Avanti con quello del defunto, come minimo mi sconcerta. Si pensi invece, con l’appoggio reale di tutto il nostro ancor vivo e attuale Partito, a far si che l’Avanti sia ancora più letto dai nostri Compagni e dall’area socialista-riformista, diventando effettivamente organo di informazione e orientamento per tutti coloro, e sono tanti, che, pur non aderenti al PSI, ancora chiedono e sperano in una forte presenza socialista in Italia. Non mi faccio illusioni, so che è una strada difficile. Sono però altrettanto certo che non è con scorciatoie, per avere qualche lettore o riconoscimento in più, che rilanceremo la presenza socialista nel nostro Paese. Se, come pure io credo, il nostro Partito, le nostre idee e l’Avanti hanno avuto ragione, perché mescolarsi con chi ha avuto torto e con arroganza continua ad esaltare un passato che sarebbe da chiudere definitivamente? L’Avanti e il PSI hanno ragione di esistere per la loro storia, soprattutto per le loro idee attuali e moderne. A chi vuole venire a condividerle solo una condizione: condividerle appunto! Noi non abbiamo bisogno di condividerne altre…..

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