mercoledì, 26 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Camorra. La ‘provocazione’ della Commissione Antimafia
Pubblicato il 03-07-2014


Villa-LauroA una realtà amara si risponde con una provocazione. La commissione bicamerale Antimafia presieduta da Rosy Bindi (con al seguito la delegazione composta da Marco Di Lello, Peppe De Cristofaro, Massimiliano Manfredi e Rosaria Capacchione) ha deciso di rispondere alla mancata applicazione, dopo due anni, della legge regionale sulla confisca dei beni “festeggiando”. E lo ha fatto proprio lì, nel luogo simbolo della Camorra a Secondigliano, la villa del boss Paolo Di Lauro, arrestato nel 2005, dove ancora oggi vive la moglie ddel boss detto Ciruzzo ‘O milionario. L’illegalità, intanto, è stata segnalata dall’Agenzia nazionale Beni confiscati ai funzionari comunali.

La provocazione di “festeggiare” è partita da Antonio Amato, presidente della Commisssione regionale beni confiscati, promotore del Festival dell’impegno Civile a cui ha partecipato la Commissione Antimafia, che ha puntato il dito contro la Regione Campania “capace di approvare all’unanimità una buona legge di merito costruita in modo partecipato con il contributo di associazioni e operatori, per poi lasciarla del tutto disattesa, dimenticandosi sostanzialmente di questo tema se non in occasione di inutili passerelle. Speriamo si riesca a ridestare la Regione dal sonno colpevole nel quale è piombata”.Una tappa importante la visita alla Palazzina di tre piani dalla quale partivano le direttive del boss che ha scatenato una vera e propria guerra armata nelle terre campane e sulla quale è intervenuto Marco Di Lello, segretario della Commissione Bicamerale Antimafia in visita ieri a Napoli con la Presidente Bindi.”Il sopralluogo alla villa Di Lauro, confiscata da due anni al boss della camorra, da parte della Commissione Antimafia segna un punto a favore dello Stato contro l’inerzia delle istituzioni ma conferma drammaticamente l’incapacità di gestire questi beni sia da parte dell’Agenzia nazionale che degli enti locali”. Ha affermato.”Toccare con mano una realtà che vede da un lato continuare a vivere in una parte dell’immobile la famiglia del boss e dall’altro l’abbandono da anni della struttura restituisce il sapore amaro di una non vittoria che sembra assomigliare ad una sconfitta – ha evidenziato il deputato socialista – Mi auguro che il Comune di Napoli tenga fede all’impegno e trasferisca lì una sede della Polizia Municipale ma è evidente che il meccanismo di gestione dei beni confiscati va profondamente rivisto”. Il deputato socialista ha concluso : “Domani ne chiederemo conto al commissario dell’Agenzia, Umberto Postiglione, ma il Parlamento ha il dovere di intervenire rapidamente modificando la legge attuale. Possibilmente evitando di fare come la Campania, che si dota di una buona legge e poi si dimentica di finanziarne l’attuazione”.L’intervento della Commissione nazionale antimafia ha ridestato l’interesse del Comune di Napoli che ha fatto sapere tramite il sindaco De Magistris che inteverrà nel ricollocare quello spazio entro settembre come sede della Polizia municipale di Napoli, l’unità operativa che gestisce i beni comunali, in pratica il nucleo tutela patrimonio.

Sempre ieri il Presidente Rosy Bindi ha richiamato l’urgenza della questione annunciando: “La commissione antimafia ha elaborato una proposta di riforma del procedimento giudiziario con cui confidiamo di poter dimezzare i tempi dal sequestro alla confisca effettiva dei beni dei mafiosi”.
“La nostra risoluzione – ha spiegato Bindi – per riformare l’agenzia nazionale prevede che si mettano a disposizione mezzi non solo economici ma soprattutto professionalità: pensiamo a cosa significa prendere una azienda del tutto mafiosa e farla emergere nella legalità, comporta una legislazione di vantaggio, azioni sul credito ma anche l’individuazione di imprenditori del settore che si facciano carico dell’azienda”.
Passi significativi nel rimarcare e restituire allo Stato e alle persone pezzi di territorio sottratti dalla criminalità organizzata.

Maria Teresa Olivieri

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