giovedì, 23 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Caos Libia, in fuga verso occidente
Pubblicato il 30-07-2014


Libia-Gaza-conflittoLa situazione sta precipitando non solo in Medioriente dove oggi Israele ha attaccato un’altra scuola Onu ma anche in Libia, dove l’attenzione occidentale è concentrata esclusivamente sui propri connazionali lì presenti. Ieri nonostante l’annunciata tregua a Tripoli di 24 ore per domare l’incendio scoppiato a seguito dell’esplosione un deposito di carburanti nello scalo, non sono cessati i combattimenti fra le milizie rivali per il controllo dell’aeroporto. Il fumo nero delle esplosioni offusca il cielo di Tripoli dopo che un altro serbatoio è stato colpito da un colpo di artiglieria nel distretto di Sedi Bu-Salem, sempre vicino allo scalo aereo. La situazione si è deteriorata nel giro di poche ore: molte famiglie stanno fuggendo dalle loro case, tanto che Tunisi si dice pronta a chiudere le frontiere, così come annunciato dal ministro degli Esteri tunisino, Mongi Hamdi, precisando che ogni giorno arrivano dalla Libia “tra le 5.000 e le 6.000” persone.

A causa dei combattimenti, poi, numerosi diplomatici e cittadini stranieri sono stati costretti ad abbandonare il Paese. Il ministro degli Esteri spagnolo ha annunciato di avere portato via in aereo 60 persone, mentre Francia e Germania hanno lasciato le ambasciate e gli Usa hanno trasferito la loro sotto scorta in Tunisia. Tutti in fuga mentre gli islamisti conquistano la principale base militare di Bengasi, scontri che hanno portato oltre 75 morti in 48 ore. Anche oggi è stata annunciata una tregua temporanea a Tripoli tra le milizie che si combattono nei pressi del principale deposito di benzina e gas che rifornisce la capitale libica, per permettere di spegnere l’incendio che avviluppa l’impianto. Intanto solo ora cresce l’attenzione occidentale: dopo gli allarmi di queste ore, i cittadini di Usa, Regno Unito, Francia, Olanda, Germania, Egitto, sono stati invitati a lasciare immediatamente il Paese.

“Non vedo iniziative politiche robuste per la cessazione del conflitto in Medioriente, né idee particolari sul caso Libia. Distrazioni che pagheremo”. Ha scritto Bobo Craxi, responsabile Esteri del Psi

Le prime avvisaglie sono già arrivate.

Maria Teresa Olivieri

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