lunedì, 20 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Con l’Unità chiude un pezzo della storia della sinistra
Pubblicato il 30-07-2014


Unità-chiusuraUn’altra voce storica che viene meno. Il giornale fondato da Gramsci nel 1924 chiude il primo agosto. I liquidatori di “Nuova iniziativa editoriale spa”, società editrice de L’Unità, comunicano che il giornale sospenderà le pubblicazioni e l’aggiornamento del sito web a partire dal primo agosto. L’annuncio è giunto dopo l’assemblea dei soci di oggi.

È la “fine della corsa. Dopo tre mesi di lotta, ci sono riusciti: hanno ucciso l’Unità”, si legge in una nota del Comitato di Redazione. “I lavoratori sono rimasti soli a difendere una testata storica – sottolinea il Cdr – gli azionisti non hanno trovato l’intesa su diverse ipotesi che avrebbero comunque salvato il giornale. Un fatto di gravità inaudita, che mette a rischio un’ottantina di posti di lavoro in un momento di grave crisi dell’editoria. I lavoratori – continua il Cdr – agiranno in tutte le sedi per difendere i propri diritti. Al tempo stesso, con la rabbia e il dolore che oggi sentiamo, diciamo che questa storia non finisce qui. Avevamo chiesto senso di responsabilità e trasparenza a tutti i soggetti, imprenditoriali e politici. Abbiamo ricevuto irresponsabilità e opacità. Questo lo grideremo con tutta la nostra forza. Oggi è un giorno di lutto per la comunità dell’Unità, per i militanti delle feste, per i nostri lettori, per la democrazia. Noi continueremo a combattere guardandoci anche dal fuoco amico”.
Nel giorni scorsi i redattori del quotidiano avevano diffuso un video-appello al governo di Matteo Renzi. Appello evidentemente rimasto inascoltato. “E’ sorprendente – accusa il direttore del quotidiano Luca Landò – che il Pd non sia riuscito a trovare una soluzione per L’Unità”.
Per Giovanni Rossi, presidente della Fnsi, si tratta di una “che non avremmo voluto ricevere e che è purtroppo arrivata: l’Unità dal primo agosto sospende le pubblicazioni e tutti i lavoratori – giornalisti, amministrativi e poligrafici – saranno posti in cassa integrazione a zero ore. I collaboratori perderanno il lavoro. Una svolta drammatica, purtroppo temuta e quasi annunciata in questi mesi di continui rinvii e di rimpallo di responsabilità tra azienda e politica. Ora – aggiunge Rossi – debbono essere fatti tutti gli sforzo “per tentare il ritorno in edicola e per salvaguardare i diritti dei lavoratori dipendenti, che da tre mesi non ricevono gli stipendi, e dei collaboratori. Il sindacato nazionale dei giornalisti, assieme alle associazioni regionali, esprime solidarietà a tutti i lavoratori del giornale e conferma che intende affiancare i colleghi de l’Unita’ nelle azioni che si renderanno necessarie per tutelarne i diritti”
Chiude quindi un altro pezzo di storia della sinistra e dell’Italia intera.

Redazione Avanti!

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Commenti all'articolo
  1. Da un certo punto di vista, in dispiace per il dramma dei lavoratori, che con difficoltà avranno modo di trovare un’altro,posto di lavoro – non solo per la crisi editoriale, ma anche per la crisi occupazionale in genere -. Per altro verso (da Socialista del PSI) voglio ricodare, una frase di un illustre ex Comunista, che testificava la volonta sissionista e diviosoria nella Sinistra Italiana, di questa testata, la frase era di Pier Paolo Pasolini, quando ha scritto la “rozza Unità”, perchè non accertava le fonti delle diffamazioni (specie quando queste erano rivolte al Ns/ Partito il PSI). Quando, nel bene e nel male scompare un pezzo di storia delle Sinistra e del Paese(certo che dispiace), ma, per i motivi che ho fatto cenno prima è un dispiacere limitato. Saluti a tutti. L.L.

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