martedì, 22 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Cagliari, convegno Legacoop per rilanciare l’economia sarda
Pubblicato il 11-07-2014


LegacoopSi è tenuto – nei giorni scorsi a Cagliari – il convegno Legacoop al quale ha preso parte il ministro Giuliano Poletti nella sua qualità di ex presidente Legacoop nazionale e ora di ministro del Lavoro. Il convegno il cui argomento era – “Cooperare per cogliere i frutti del lavoro” – è stato molto partecipato, presenti presidenti di molte cooperative aderenti al sistema Legacoop e come ospiti alcuni delegati del comitato lavoratori in mobilità in deroga della Sardegna. “Cooperare per cogliere i frutti del lavoro” – Letto cosi, il titolo, a molti farà storcere il naso, ma, a ben vedere la mattinata del convegno, tenutosi a Cagliari presso la sala convegni del “T-Hotel” ha fornito ampi spunti di dibattito, con idee e proposte, davvero utili per il rilancio dell’economia e del mondo del lavoro in Sardegna.

Toccato, in maniera chiara e concisa, anche l’argomento ammortizzatori sociali. Vari gli interventi in scaletta tra cui quelli di Massimo Zedda, sindaco di Cagliari, Gianfranco Ganau, presidente del consiglio regionale sardo, Claudio Atzori presidente Legacoop Sardegna, Riccardo Barbieri, responsabile Coop Fidi Sardegna, Ignazio Leo, consulente del lavoro, Giuseppe Cuccurese, presidente ABI Sardegna, Antonello Cabras, presidente fondazione banco di sardegna. Hanno concluso i lavori, gli attesi interventi del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, dell’assessore regionale al Lavoro, Virginia Mura, del senatore Ignazio Angioni, membro della XI commissione permanente – lavoro e previdenza sociale del Senato, e del oresidente della giunta regionale sarda, Francesco Pigliaru.

L’argomento su cui è stato intavolato il discorso, che ha trovato ampio consenso in sala, è stato quello della cooperazione. Da rilevare che, tra tutti i settori e comparti di lavoro che la crisi economica occupazionale ha colpito in maniera drastica, a volte quasi irreversibile, il comparto cooperativo risulta esser a livello nazionale e anche regionale quello meno colpito. Per esempio in Sardegna solo l’1, 6% dei lavoratori di cooperative beneficia di ammortizzatori sociali in deroga. Numeri che sono davvero indicativi del fatto che il modello cooperativo ancora regga alla crisi. Infine, è stato affrontato anche l’argomento – “ammortizzatori sociali” – momento atteso dai lavoratori, interessati anche per sapere di quale – “morte morire” – Premesso – “Un paese civile non può assolutamente concepire che il sistema ammortizzatori sociali si protragga a lunghissimo termine. Non si può concepire che CGI e Mobilità in deroga siano uno strumento che si protrae nel tempo levando ancora di più la dignità al lavoratore sul quale la perdita del lavoro grava come un macigno che ne rallenta il camino verso il futuro”.

Ciò detto, il ministro Poletti, toccando l’argomento ammortizzatori sociali ha riconfermato quanto già dichiarato ieri ai vari organi di stampa – “Un miliardo di euro da recuperare per la cassa integrazione in deroga in Italia. Ma ci stiamo impegnando e assicuriamo il massimo sforzo per garantire gli ammortizzatori sociali. Abbiamo ereditato questa situazione. Nell’anno in corso abbiamo dovuto utilizzare le risorse del 2013 e ora dobbiamo reperire le risorse per il 2014″. A ciò ha replicato l’assessore Mura che ha sottolineato e rimarcato la necessità di non fare un drastico taglio degli ammortizzatori sociali perché ciò rischierebbe in tutti i sensi, l’esplosione sociale – “mi rivolgo direttamente a lei Signor ministro, eviti l’uscita traumatica dagli ammortizzatori sociali, attiviamoci per quanto possibile per porre in essere un periodo transitorio utile a costruire percorsi di formazione e reimpiego sulla base delle attitudini e delle competenze possedute dai singoli lavoratori. In questo senso, ha ribadito l’Assessore Mura, la regione Sardegna si sta attivando per la riorganizzazione dei centri di servizio per il lavoro, vuole avere un aggiornato quadro dei dati sugli occupati e non intende incentivare la cooperazione e la micro-imprenditorialità anche implementando la “Garanzia Giovani”.

Per quanto riguarda la partita degli ammortizzatori, la Regione chiederà di conteggiare gli 8 mesi del 2014 (più 6 del 2015) dall’imminente entrata in vigore del decreto attualmente non ancora pubblicato in gazzetta ufficiale. A causa dei tempi ristretti per gli interventi in programma, andatisi poi, a dilungare anche vista l’importanza del tema caro a tutti, non è stato possibile sentire un intervento dei rappresentanti dei lavoratori in mobilità in deroga ma, per dovere di cronaca, è giusto riportare uno stralcio delle loro dichiarazioni che hanno avuto modo di presentare verbalmente sia al Ministro stesso sia anche all’assessore Mura, e al governatore della Sardegna Pigliaru, cosi come segue – “ abbiamo avuto possibilità di interloquire con il Ministro Poletti, con l’ Assessore Mura e con il Presidente Pigliaru i quali, ognuno per la propria competenza e posizione hanno palesato vivo interesse alle nostre proposte e richieste che hanno anche chiesto siano poste nero su bianco.

1) saldo 2013, 2) pagamenti 2014, 3) impiego in lavori di pubblica utilità per chi è beneficiario di ammortizzatori sociali in deroga, 4) completa revisione dei corsi di formazione abbinati alla mobilità. Per quanto concerne il primo punto, sia l’assessore sia lo stesso Ministro, ha assicurato massima celerità anche in virtù del fatto che i decreti di ok alla deroga sono stati inviati al ministero come richiesto dalla nota ministeriale, nei tempi indicati. Ora si tratta di verificare i dati e le reali necessità di ogni regione al fine delle ripartizioni delle somme già stanziate. Il punto 2, sappiamo che oltre ai sei mesi già autorizzati per il 2014 sono stati prorogati ulteriori 2 mesi a copertura fino ad agosto.

E, in questo senso, l’assessore Mura, senza troppi giri di parole ha toccato un argomento che è lo specchio della realtà nazionale, ma soprattutto isolana – “premesso che” – ha detto – ” dell’Istituto degli ammortizzatori sociali in tutti questi anni si è ampiamente abusato quasi a sottolineare l’incapacità delle istituzioni di fornire serie e concrete risposte al mondo del lavoro in crisi crescente. Oggi sono oltre 23 mila i lavoratori in CGID e Mobilità in deroga e l’età media degli aventi diritto si attesta intorno ai 50 anni” – ( a mio sommesso avviso è invece 45 ). Non sono stati dati tempi di erogazione delle somme per i primi sei mesi del 2014 che però, usando condizionale d’obbligo, si potranno conoscere a fine mese e/o dopo agosto. Il punto 3, esposto dai delegati del comitato – “Assessore, Ministro, Presidente, noi non vogliamo più percepire soldi standocene comodamente seduti in casa. Vogliamo percepire CGID e Mobilità in deroga da persone impegnate in lavori di pubblica utilità e in tal senso i settori in cui molti di noi potrebbero esser impiegati, spaziano tanto quanto le nostre stesse professionalità oggi “parcheggiate fuori dal mercato del lavoro” – è stato accolto con assenso e in tal senso, tutti e tre hanno ampiamente sottolineato che la riforma degli ammortizzatori sociali parte anche da questi presupposti. Al punto 3 si ricollega anche il quarto, quello legato ai corsi di formazione professionale.

Qui il presidente Pigliaru e la stessa assessore Mura hanno convenuto che effettivamente le spese sostenute dalla Ras in questo senso sono state eccessive e con avverso un riscontro in termini occupazionali negativo. In conclusione, l’aspetto positivo della nuova riforma degli ammortizzatori sociali è quello rivolto alla creazione di posti di lavoro che parta soprattutto dagli investimenti delle imprese, dall’incentivazione alla cooperazione, alla formazione reale e concreta che parta dalla scuola”. Il ministro Poletti ha poi voluto sottolineare che – “Un giovane che studia deve esser introdotto nel mondo della lavoro già quando è nel pieno del percorso di studi”. Infine, è stata avanzata anche la proposta secondo cui – “ Chi invece beneficia di ammortizzatori sociali, potrà chiedere l’anticipo dell’intera somma che potrà investire in creazione d’impresa e/o cooperativa.” Un po’ il modello dei paesi scandinavi e degli stessi Usa.

Il lavoro poniamoci concretamente in testa questo dato di fatto sarà concepito come flexsecurity – flessibilità e sicurezza – Ricordiamolo, dal 1° gennaio 2015 in Sardegna il patto di stabilità non sarà più vincolo agli investimenti, ora tocca alla regione creare opportunità e al lavoratore saper investire sul proprio futuro con i mezzi giusti. Diciamoci la verità, corrisponde al vero che per lungo tempo la Sardegna oltre che aver perso tante occasioni si è pure adagiata sulle cose che abbiamo sempre visto solo come dovute e abbiamo perso il gusto di conquistarci tutto.

Antonella Soddu

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