domenica, 16 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Dalla democrazia del confronto all’oligarchia dell’insulto
Pubblicato il 23-07-2014


No, ha ragione Napolitano, non ci sono rischi di autoritarismo. Dopo la riforma del Senato non ci saranno i cosacchi o i colonnelli alle porte. Tuttavia un serio, sereno, pacato discorso sulla nostra democrazia va affrontato. La riforma del Senato implica una giusta e corretta trasformazione della seconda Camera e il conseguente superamento del bicameralismo perfetto che i nostri padri costituenti avevano immaginato essenziale per i bilanciare i poteri ed evitare qualsiasi tendenza al monocratismo. Tanto che avevano inserito in Costituzione la clausola secondo la quale il Senato deve essere “a base regionale” e approvato una specifica legge elettorale con collegi uninominali, che diversificava l’elezione del Senato da quella della Camera.

Non da oggi si è fatto più urgente consentire ai governi di governare e al Parlamento di legiferare imponendo di diversificare i compiti delle due Camere. Niente da dire su questo e nemmeno sulla forte diminuzione dei senatori, sulla composizione prevalentemente territoriale e sui compiti limitati, anche se non sempre dopo le ultime correzioni introdotte. Il punto riguarda la mancata elezione diretta del Senato, unita al modo di voto introdotto, almeno per ora, dall’Italicum, a loro volta inseriti nel contesto delle modalità di elezione e delle funzioni delle diverse istituzioni democratiche.

Riepiloghiamo. I Consigli comunali si eleggono direttamente, in modo congiunto all’elezione dei sindaci. Ma le giunte sono nominate dal sindaco, assessori e consiglieri sono incompatibili, e i Consigli non hanno praticamente alcun potere strascinandosi solo in inutili discussioni di mozioni e interpellanze. I sindaci nominano i consigli degli enti di secondo grado senza neanche passare dalle giunte e dai Consigli. Le circoscrizioni non vengono più elette ma nominate, i Consigli provinciali sono stati aboliti e anche le giunte e sostituiti entrambi da un ente di nominati composto dai sindaci. Più o meno lo stesso avviene per la Regioni, ove persistono in varie parti anche listini bloccati. La Camera, secondo l’Italicum, sarà nominata attraverso listini bloccati e il Senato anche, su designazione degli enti territoriali.

Mi chiedo. È troppo sostenere, anche alla luce del fatto che i partiti sono praticamente scomparsi e ne esistono ormai solo due, ma entrambi di stampo leaderistico, l’esistenza del pericolo della creazione di una sistema di stampo oligarchico? Un sistema ove non è il popolo che decide i suoi rappresentanti, ma il capo. Anzi ove è il capo assieme ai suoi oligarchi che si sostituisce al popolo. Aggiungiamo poi che l’intreccio tra Italicum e riforma del Senato è esplosivo. Cioè chi conquista la minoranza alla Camera (il 37 per cento come coalizione, dunque anche molto meno come lista se gli alleati non superano la soglia di sbarramento) si prende tutto. Dal presidente delle due istituzioni, al presidente della Repubblica, ai giudici eletti della Corte e del Csm. No, non c’è il rischio del colpo di Stato. Non esistono neanche i profili necessari. Ma che il sistema assuma una nuova forma di stampo oligarchico si.

Aggiungiamo che all’oligarchia si prestano anche i grandi Comunicatori televisivi. I padroni dell’etere. I possessori dei Talk show dove solo i personaggi hanno accesso. I personaggi devono possedere due requisiti: o essere a capo di grandi partiti o essere dotati di carica esplosiva tale da incendiare il confronto e tramutarlo in spettacolo. Anche Internet non si presta all’approfondimento e allo studio dei problemi e al confronto delle posizioni, ma solo allo scontro, alla polemica, alla rissa, spesso all’insulto. Il match tra Travaglio e Ferrara sull’assoluzione di Berlusconi è risultato tra i più cliccati. L’oligarchia finisce così per diventare anche maleducata. Ed è quello che oggi è di fronte a noi. Stiamo trasformando una democrazia del confronto in una oligarchia dell’insulto. Napolitano è tropo colto, esperto, pacato per non essersene accorto.

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Commenti all'articolo
  1. Hai ragione Mauro, non esisterà un rischio di colpo di Stato, semplicemente perché (come dimostri bene nell’articolo) non ce ne sarà bisogno.
    Ma poi……. una deriva oligarchica cos’ha a che vedere con la democrazia?

  2. Consentire agli oligarchi di sostituirsi ai process democratici è comunque pericoloso. Consideriamo anche i colpi allo svolgimento dei Referendum, che come Socialisti ne dobbiamo rivendicare l’attuazione nei primi Governi di Centro-Sinistra, allora il quadro democratico risulta fortemente indebolito e incrinato. Spero che il nostro Partito faccia sentire alta la propria voce senza sentirsi condizionato dal sostegno al Governo.

  3. Beh, se il nostro presidente dice che non ci sono rischi di autoritarismo, gli italiani possono dormire sonni tranquilli… Le sue parole mi danno la stessa serenità che avrei se affrontassi una crociera su una nave comandata da Schettino.

  4. Preg.mo Del Bue,
    condivido. Ma i mali accennati dal nostro amato Napolitano non sono nati ieri. Il disfacimento delle prassi democartiche nasce all’indomani del coraggioso intervento craxi alla Camera.
    L’oprazione PD ha fatto il resto, creando un similpartito speculare a Forza Italia, che almeno è populista.
    Dopo il Peron italiano, abbiamo il piccol peron di Sinistra, che comunque non ha la stofaf per decidere. Chi decide?
    Certamente la Troijka, certamente le lobby, certamente la burocrazia regionale casta, ma non i cittadini.
    Il referendum è la base, la rappresentanza implica selezione del personale politico. Ma in tempi di scadente rappresentanza, chi sente di difendere la Repubblica del’48 si dà da fare. Almeno i frondsti e i Mineo onorano la Repubblica.
    Il progetto di bicamerale integrata alla D’Alema era particabile, am il piccolo Fiorentino non lo approva.
    Il problema nonè lui, siamo noi e la leadership. Non ci sono leader perchè non c’è militanza di Sinistra. Perchè il Sindacato deve supplire al deficit di strategie.
    Loha fatto con Lama, lofa con la Camusso Ed Angeletti.
    Ma il confronto e la statura , mi consentirete, non ci sono.
    Quindi Sciogliere i NODI, ma non delle leadership, ma delal base che decide secondo statuto su mozioni con radicamento culturale, istituzioale, storico-sociologico. Non con arzigogolate proposte alla francese o alla tedesca, m emarginando i grillini e forza italia, veri cancri, per riaffermare L’Istituzione Repubblicana. semplificazioni ponderate, non stravolgimenti .Non oligarchici, peggio, trasformistici.

  5. Giusto Mauro non c’è deriva autoritaria, anche perchè per essere autoritari ci vorrebbe tutto un altro spessore e questi….
    Però , il presidente qualcosa fuori dal vaso ha fatto e neanche poco,quando un potere si ritrae fatalmente un altro potere ne copre lo spazio , così ci siamo beccati Monti per non andare voto e poi andarci con 4 mesi d’anticipo e con una legge incostituzionale, poi ci siamo beccati letta e per stare sereni ci siamo beccati Renzi, quì chi e bravo capisce se siamo passati dall padella alla brace o viceversa.. La Grecia ha ripetuto 2 volte le elezioni ede era nel marasma assoluto , noi dovevamo andare la voto subito alla caduta di Berlusconi.
    Non abbiamo deriva autoritaria ‘ma oligarchica si , francamente autoritarismo e oligarchia non sò quale sia la peggiore non tanto in temini liberticidi, li non ho dubbi, ma in materia di danni
    IL vero problema però , che ci stiamo a fare noi lì???? In autunno verranno al pettine tutti i nodi e si scopriranno tutti i bleuf Renziani perchè dobbiamo esserne complici .???
    E’ venuto il momento di un consiglio nazionele per sentire tutti sul futuro, ma non i 5/minuti e venuto il momento a che i capi ascoltino, e i consiglieri parlino , in questo consiglio deve emergere la vera volontà della militanza che è quella sulla quale
    pesa l’azione del partito.
    Fraterni Saluti
    Compagno Maurizio Molinari
    Consigliere nazionale off.molinari@libero.it

  6. Caro Mauro, le riforme istituzionali assieme al disegno elettorale sono, come tu stesso affermi, materia esplosiva. Tu parli di sistema oligarchico, ma quando un segretario di partito può nominare la maggioranza dei parlamentari e grazie ad essa può eleggere il Presidente della Repubblica e oltre ai membri del CSM, della Consulta, anche il capo dei Carabinieri e degli altri corpi dello Stato, il passo verso una democrazia autoritaria a me sembra compiuto. Il verso che il sistema prenderà sarà affidato alla qualità della persona che sarà capo del Governo. Mi sbaglio? Spero di si, ma temo di non essere lontano dalla realtà. Un’ ultima osservazione. La scalata al potere di Mussolini grazie alla legge Acerbo poteva essere fermata se il Re lo avesse voluto poiché era il capo indiscusso dell’esercito adesso non c’è nemmeno questo contrappeso. Esagero? Spero che mi siano risparmiate lezioni di vario tipo per queste affermazioni e che non mi si ricordi che oggi non sono possibili rischi di tal natura. Bene lo so anch’io, infatti parlo di democrazia autoritaria e non di altro, ciò detto non comprendo come il garante della Costituzione non avverta ne la mancanza di un chiaro disegno di cambiamento costituzionale, ne i rischi di una risposta alla crisi della politica che si richiude in un fortilizio di potere.

  7. HO fatto un sogno bellissimo, L’Italia politica che si sveglia senza Napolitano, Berlusconi, Scalfari ed una legge elettorale con le preferenze, ed un PSI che ritorna a presentarsi in tutte le elezioni.

  8. Sempre più convinto della necessità di ricostituire il PSI e di renderlo indipendente dagli altri partiti con qualunque legge elettorale. Cominciamo a fare le tessere per il 2014 e studiare quanto deve costare la tessera per rendere economicamente autonomo il partito.

  9. compagno Del Bue, fai un’affermaziome “non ci sono rischi di autoritarismo” e porti una serie di argomentazioni sostenendo il contrario, che effettivamente con questa riforma elettorale i rischi di autoritarismo sono tanti. Ma perchè i nostri parlamentari non prendono una posizione critica chiara alla proposta dell’italicum?

    • Del Bue è maestro nell’arte dell’ironia. Negare il rischio in premessa e poi descrivere tutti gli effetti autoritari delle riforme in campo è esercizio sopraffino di quell’arte.

  10. Caro Mauro concordo con la tua analisi ma dissento nel punto in cui affermi che non presenta una deriva autoritaria come parimenti non riesco a capire la posizione del nostro Presidente della Repubblica, Garante della Costituzione. In questa circostanza voglio solo ricordare l’ art. 3 della Costituzione che è un capolavoro del pensiero socialista ” ..lo Stato deve rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’ uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l ‘ effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’ organizzazione politica,. economica e sociale del paese “. Ritengo che qualora venisse varata la riforma di Renzi sarebbe verosimilmente impossibile assicurare libertà, uguaglianza e partecipazione dei cittadini alla vita del paese . E’ vero ci avviciniamo ad un sistema oligarchico ma con caratteri prettamente autoritari.
    Ribadisco il mio Pensiero: il PSI deve rendersi autonomo dal PD e rendersi visibile ai giovani ventenni che sono ignari dell’ esistenza di questo glorioso partito, questo è possibile se i dirigenti del PSI si riconoscono nella sua ideologia.
    A. Barilaro componente del Direttivo Provinciale PSI di Milano

  11. Spero che tutti gli emendamenti siano discussi e trasformino la legge, ho letto una bozza su un giornale e la ripartizione dei rappresentanti non è corretta cioé non proporzionale al numero degli abitanti ma non solo credo che si vuole creare un oligarchia. Il Senato lavora ma i disegni di legge non sono trasformati in decreti applicativi, sono lenti i Ministeri inoltre. Ho letto un articolo sull’attività del Senato e rapportato con altri, essi lavorano, sarebbe giusto punire l’assenteismo e togliere alcuni privilegi dei parlamentari.

  12. Credo che l’elezione diretta sia importante altrimenti non si rispetta l’articolo 1 della Costituzione. La sovranità è del popolo che la esercita attraverso l’elezione dei rappresentanti.

  13. Mi si obbietta che il Senato non può essere abolito perché tutti i grandi Paesi hanno due camere. Nessun altro Paese ha però il carattere italiano, la burocrazia, italiana e il malvezzo della politica inconcludente.

    E’ certo che con questa riforma si aumenta l’autoritarismo, ma fino ad oggi cosa abbiamo richiesto, da destra e da sinistra, un governo che governi. Un governo forte.
    Pensate voi che da questa situazione di fallimento l’Italia possa risorgere senza una maggiore, straordinaria, capacità decisionale?
    Siamo in emergenza, rischiamo di non sopravvivere come Paese. Se continua così saremo commissariati o colonizzati.
    E in questa situazione la nostra maggiore preoccupazione e l’aumento dell’autoritarismo?
    Ragazzi, ma dove vivete!

  14. Raffaello Morghen, nel suo libro “Profilo storico della Civiltà europea” ,del 1955, spiega così (pp.204-205) il passaggio dal Comune alla Signoria a Firenze:
    “il popolo grasso, al potere col governo delle arti, indebolito da tanti insuccessi, dovette così, affrontare la rivolta del popolo minuto, che escluso dalla vita politica e sfruttato dai padroni delle corporazioni artigiane, tentò nel 1378 una vera e propria rivoluzione sociale. Il moto ebbe inizio dai lavoratori più umili dell’arte della lana, i CIOMPI, che ottennero in un primo momento di costituirsi in tre arti minori dette del popolo minuto, e di partecipare alla vita politica della città (..) .
    I ciompi finirono per essere sconfitti e nel 1382 si ricostituì quel governo oligarchico della grande borghesia mercantile attraverso il quale il glorioso comune andò via via esaurendo le sue ultime energie, per adattasi infine alle forme di una dittatura larvata, sotto la signoria paternalistica di COSIMO IL VECCHIO, della famiglia dei Medici”.

    La storia non si ripete mai, ma spesso “si somiglia”.

  15. visto che ormai il dibattito è aperto e non da ora,credo sia necessario unificare i veri discorsi e le varie opinioni dei socialisti apparsi non solo sullAvanti on line ma anche in tutti gli altri siti di “ispirazioine socilista ” e mettere la parola fine alle differenze.I socialisti hanno un solo partito ,il PSI, i socialisti non accettano le democrazie oligarchiche perchè la parola stessa è contraddittoria con la definizione di democrazia che come tutti sappiamo vuol dire governo del popolo …aggiugendo attraversoi i suoi rappresentanti democraticamentre eletti. Quindi tre presiidenti del Consiglio, nominati, ipotesi di riforma del senato e della legge elettorale di stampo fortemente autoritario e noi…che facciamo seguitiamo a chiedere a renzi qualche posto e al PD qualche posto nelle varie liste alle prossime regionali?

  16. Di fatto l’elettore , come ha descritto bene Mauro, è scippato della facoltà didecidere ed eleggere chi risponde alle sue aspettative ad ogni livello. L’affluenza alle urne è in continuo calo, ma di questo certi politici non gliene frega niente, in quanto anche con solo una minoranza di votanti il loro potere è assicurato e sempre più in maniera totale. Qui non si tratta di derive autoritarie o di oligarchie, ma dei principi base di democrazia in cui è il popolo che deve svolgere il suo ruolo fino in fondo. A questo punto non si capisce, anzi lo si sa benissimo, perchè Renzi non voglia mollare un punto su delle richieste così pressanti su un accordo fatto a due, di cui uno al 41% e l’altro al 15% alle Europee, mentre gli altri sono solo controfigure che alzano la bandierina all’occorrenza, ma senza incidere minimamente sui destini del paese. Il testo base della legge elettorale, credo se accorga anche il più sprovveduto, è peggiore del precedente porcellum, ma Renzi anche in questo caso si ostina a non voler rivedere le sue posizioni perchè sconfesserebbe quell’accordo a due. Questo incaponirsi su questioni certamente non secondarie però porta ad allontanarre sempre più i veri problemi del paese e di troppa gente che sta soffrendo da anni. La situazione non è delle migliori ancora oggi e quel tunnel continua ad allungarsi Abbiamo il debito pubblico in continua crescita così come la dispoccupazione soprattutto quella giovanile. Siamo quindi nelle condizioni ottimali, in senso negativo, nel rapporto debito Pil in cui il nominatore cresce e il denominatore diminuisce provocando inesorabilmente quello che nessuno si auspica. Il mio refrain è un tormentone continuo e molti la pensano allo stesso modo e cioè la strada maestra era, e lo può essere ancora, l’Assemblea Costituente che nel giro di un anno poteva risolvere tutti i problemi di carattere Costituzionale e lasciare quindi il Governo ed il Parlamento liberi di affrontare con decisione le troppe questioni che affiggono gli italiani come quella economica, la disoccupazione, la burocrazia, il debito pubblico, la gustizia ed essere visti in maniera diversa dall’Europa.

  17. Bravo Mauro C’è un grande problema di democrazia. Abbiamo paura del Presidente eletto mentre ai sindaci abbiamo affidato poteri incredibili, per non parlare dei cosiddetti Governatori, che tra l’altro, tra stipendi, liquidazione e pensione, si arricchiscono. Il problema è che non riusciamo, ormai da anni, a farci sentire. Non è il caso di mettere nel mirino anche le Regioni?

  18. Mi sono permesso di sottolineare più volte, ciò che provocherà , faccio così per dire, la nuova provincia ovvero la conferenza dei sindaci, che ruoterà solo attorno ai comuni capoluoghi di provincia, per esempio: sui PRG, sui servizi sociali, ecc… .Il prodotto, cosi confezionato, determinerà la decadenza delle piccole e medie realtà economiche istituzionali, e la difficoltà dei loro abitanti.

  19. Gentile direttore, quello che dice è da sottoscrivere e poi passare, prima, ai nostri parlamentari e poi a tutti gli altri. Giustissimo il commento di F. Ruvinetti. Saluti socialisti!

  20. Condivido la riflessione di Gianmario Scaramuzza. Stasera commentando un post ho affermato che si devono affrontare i problemi reali e importanti per il popolo. L’economia italiana hanno affermato nella trasmissione della televisione canale 3 è in crisi perché rallenta sempre la crescita rispetto alle stime precedenti è in calo.I giornali affermano che c’è stato un aumento della disoccupazione notevole e un calo dell’esportazione oltre a un calo degli ordini.
    Un sondaggio ha dimostrato che agli italiani delle riforme istituzionali non importa molto. Credo cvhe all’Europa interessi la riforma fiscale e la lotta agli sprechi allora visto che si è concordato un calo del numero dei senatori perché il buon Renzi non concede l’eleggibilità diretta dei senatori ..Perché..
    Io parlo sinceramente non nutro astio per nessuno ma alcune mosse sono poco furbe si attira solo l’antipatia di tutti e allontana gli elettori a cui è antipatico l’artefice dell’Italicum

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