giovedì, 18 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Di Lello ha fatto bene
Pubblicato il 12-07-2014


Quando si vota sull’arresto di un parlamentare bisogna riflettere per bene. Oggi la richiesta dei piemme viene sottoposta al Parlamento unicamente su questo punto. Anche le intercettazioni telefoniche dovrebbero essere vagliate dalla Camera di competenza, ma sappiamo che in realtà non è mai così. Si trova sempre un escamotage, l’intercettazione del soggetto col quale un parlamentare ha una conversazione, e poi il tutto non solo viene registrato senza alcuna autorizzazione, ma viene anche gentilmente inviato ai giornali. È da ravvisare un fumus persecutionis nella richiesta di arresto di un parlamentare e nella specie dell’on. Galan, accusato di gravi reati relativi alla vicenda del Mose di Venezia?

Si dice oggi che un parlamentare deve essere trattato come qualsiasi cittadino. Non sarebbe proprio così perché un parlamentare dovrebbe rappresentare il popolo e dunque il venir meno della sua presenza in Parlamento rappresenta pur sempre un vulnus della democrazia. Ma accediamo anche a questa tesi. Ritengo che la carcerazione preventiva debba essere usata in modo corretto per tutti, parlamentari e semplici cittadini. Quali sono le fattispecie nella quali la legge prevede la carcerazione preventiva? Si tratta di eccezioni relative al pericolo di fuga, alla reiterazione del reato, alla manomissione delle prove. Questi e solo questi sono i requisiti indispensabili per l’arresto. Io non so, ad esempio, se le due donne di Avetrana, che da più di due anni sono in carcere in attesa di un verdetto definitivo, possano fuggire, uccidere ancora, manomettere le prove. Mi pare quanto meno discutibile sostenerlo.

Prendiamo il caso di Galan. Può fuggire all’estero? Si è dichiarato innocente e pronto a difendersi davanti a un tribunale. Non si capisce come possa reiterare un reato che sostiene di non aver commesso e senza più potere e sottoposto com’è a indagini meticolose e per di più col Mose commissariato, come possa dunque manomettere prove dopo due mesi di indagini. Dunque ha fatto bene Marco Di Lello a votare contro l’arresto unitamente a Forza Italia e al Nuovo Centro destra. In precedenza la Giunta aveva anche respinto, con 14 voti contrari, 4 a favore e 1 astenuto, la richiesta, avanzata dallo stesso Di Lello, di rinviare gli atti relativi alla richiesta di custodia cautelare nei confronti di Giancarlo Galan, alla luce della nuova normativa sulla custodia cautelare, che prevede che siano possibili gli arresti domiciliari qualora il soggetto sia incensurato e la misura venga prevista per un reato superiore ai tre anni.

Se Galan è colpevole in carcere ci finisca dopo un regolare processo. Se è innocente l’ingresso delle patrie galere non lo deve mai superare. Il Pd vota sempre per l’arresto. Non credo neppure sia per convinzione, ma per convenienza. Se il popolo vuole l’arresto allora arresto sia. Se il popolo vuole Barabba diamogli Barabba. Noi siamo attenti alla questione dei diritti, anche per i presunti colpevoli. Coi compagni radicali abbiamo preso le difese non solo di Abele, ma anche di Caino. Non mi pare una differenza da poco.

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Commenti all'articolo
  1. Mauro, non sai di quanta soddisfazione ed “orgoglio” mi riempiano queste notizie. Ora di Lello rischia qualcosa ad opera del PD? Non credo, dopo tutto non è iscritto a quel partito e loro non sono così stupidi, magari verso un loro iscritto non avrebbero dubbi. Comunque sia, mai deflettere dai nostri principi di civiltà a qualunque prezzo, a volte basta solo un briciolo di coraggio in più.

    Avanti così

  2. Una Magistratura che ha fatto della propria autonomia un organo dello Stato politicizzato fuori da ogni regola, che stabilisce spesso la colpevolezza o l’innocenza in base ai colori politici, senza pagare mai per errori commessi, è una magistratura che non merita alcuna fiducia anche quando pesca con le mani nel sacco politici imprenditori cittadini che commettono reati, ben ha fatto Di Lello a votare contro l’arresto.

  3. se i problemi posti da di Lello non sono problemi di coscienza, oltre che di diritto, quali altri lo sono?
    Quando in gioco c’è il destino di una persona, colpevole o innocente che sia, la prudenza è la misura minima da adottare.
    Pensare di comminare censure od espulsioni per questo è un sintomo di un malessere grave nella concezione etica di parlamentari e politici che ci stanno governando.

  4. Mi sembra di capire che si affaccia la tesi che chi rappresenta il popolo non debba essere trattato come qualsiasi altro cittadino perché la sua mancata presenza in parlamento sarebbe un vulnus per la democrazia: è una tesi su cui non sono d’ accordo.
    Di fronte alla legge dobbiamo essere tutti uguali e di tale principio dobbiamo essere certi.
    Le vicende personali del sig. Berlusconi che egli riesce a far entrare nell’ alveo politico stanno influenzando troppo il dibattito: il patto del Nazzareno lo fa diventare Padre della Patria:
    Chi ? un tizio accusato di delitti infamanti?
    Chiaramente il dibattito sulle garanzie dei parlamentari ha pregnanza, ma guai a spostarle dal livello di quanto si dice e si pensa nell’ esercizio di un mandato nobile da quello che si fa normalmente come un qualsiasi altro cittadino

  5. Le argomentazioni sono eleganti, ma non ne condivido il contenuto. Votando contro l’arresto di Galan, Di Lello ha creato una frattura fra i cittadini ionesti che pagano le tasse e iul “potere”. Questa frattura si chiama “impunità” e porta voti ai 5 stelle. A mio giudizio il vulnus alla democrazia si crea quando chi ci dovrebbe rappresentare usa i soldi pubblici per i propri interessi personali. Tali personaggi dovrebbero decadere dal Parlamento e da ogni carica rappresentativa. Non importa la galera, rendano quanto hanno rubato.

  6. è esatto riconoscere al parlamentare, eletto come proprio rappresentante dai cittadini, uno status di immunità nelle sue funzioni. A questo punto devono essere fatte alcune osservazioni:
    1. oggi in parlamento siedono parlamentari espressine di partiti e non di cittadini
    2. i parlamentari attuali sono stati nominati/eletti con una legge ritenuta incostituzionale proprio sui criteri adottati per la loro nomina/elezione
    3.. il parlamentare. comunque in ogni momento, è responsabile della propria azione, per questo il reato penale è personale, e quando la magistratura ha in mano prove di reato agisce legittimamente contro un parlamentare che non può nascondersi dietro una falsa immunità di democrazia in quanto ha rinunciato a tale prerogativa nel momento in cui commette un atto delittuoso. Non entro nel merito del caso, ma penso che il parlamentare dovrà giustificare la sua condotta in difesa del sistema democratico.

  7. Il problema non è la differenza tra parlamentari e semplici cittadini. Ormai non ne esiste alcuna. Quello che qualcuno non vuole capire è che la gente in galera ci deve andare dopo regolari processi. E, tranne casi eccezionalissimi, non prima.

  8. Poi non vorrei più sentire discorsi su quel che vuole la gente. Non baratto la giustizia col consenso popolare. Se no torniamo alle sanculottes della rivoluzione francese. Almeno in questo segniamo la nostra diversità.

    • questo bisognerebbe sempre tenerlo presente.
      Vero è che la giustizia è amministrata in nome del popolo, ma non adulteriamo questo nobile principio con i sondaggi di quel che vuole il popolo , in particolare se un imputato è un politico…altrimenti il cortocircuito politica- giustizia continuerà all’infinito.
      a proposito….non è una sottigliezza giuridica, ma Galan è indagato e non riveste il ruolo di imputato né tanto meno quello del condannato in maniera definitiva
      Grazie Di Lello
      Grazie Direttore

  9. Direttore, condivido la tua reazione ai commenti. Mi sembra che nessuno sostenga che i politici se sbagliano non debbano pagare, ma chiedere l’arresto prima di essere condannati non è civile, a meno che non abbiano commesso reati gravi e colti in fragrante.
    Non perdiamoci dietro gli umori del popolo. quale popolo?
    Quello dei 5 stelle?
    Manteniamo la nostra linea di responsabili garantisti, fieri della nostra cultura in pace con la nostra coscienza.

  10. Pochi giorni or sono il giudice che ha tenuto in galera Silvio Scaglia per 3 mesi più altrio mesi agli arresti domiciliari é stato eletto dai suoi collegi magistrati al Consiglio Superiore della Magistratura.
    Noi socialisti dovremmo riprendere una battaglia politica per una giustizia giusta.
    Altro che federazione col PD.

    • Non ci bastava avere avuto eletto al CSM il dott. Di Persia, assurto agli onori della cronoca nella vicenda pazzesca ed assurdache riguardava quel galantuomo di Enzo Tortora?
      Se non ricorda male il Presidente Cossiga ebbe una giiusta manifestazione di dissenso allorché Di Persia venne eletto a Palazzo dei Marescialli…..mi auguro che il Presidente Napolitano, pur nella consapevolezza della diversità dei casi e delle patenti condizioni mutate nei rapporti tra politica e magistratura, abbia la sensibilità istituzionale, già ampiamente resa manifesta in questi difficilissimi anni di primato della politica che è solo un lontano ricordo di questa nobile espressione, considerato la pochezza della ns classe politica ( e dirigente in generale!), di potere esprimere un pacato ed autorevole gesto analogo a quello del predecessore Cossiga.
      buona settimana dalla Sicilia

  11. Resta il fatto che in Italia vige troppa impunità in generale. Inoltre i ladri di galline rischiano l’ergastolo mentre i grandi mariuoli se la spassano sui panfili. Va bene marcare la diversità sui principi ma se passa il messaggio che difendiamo i ladri, i voti li vedremo col telescopio.

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