giovedì, 16 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Doppio record storico
per Errani e Vinci
Pubblicato il 08-07-2014


errani_vinci-abbraccioEdizione 2014 di Wimbledon riuscita: nonostante la pioggia abbia creato qualche disagio, il torneo si conferma uno dei più ambiti dai tennisti, in grado di offrire il loro miglior tennis. Sia da parte degli italiani che degli stranieri. Come nel 2011, ad aggiudicarsi il titolo tra le donne è Petra Kvitova, mentre tra gli uomini è Novak Djokovic. Il doppio femminile va alle italiane Sara Errani e Roberta Vinci, che mettono in campo una prova di maturità tecnica e tattica esempalre, dimostrando una superiorità senza precedenti.

Le azzurre ottengono, così, un risultato storico, diventando la prima coppia a vincere tutti e quattro i Grand Slam: mancava appunto solo Wimbledon. Ora sono leggenda, grazie al più che meritato 6-1 6-3 che impongono in doppio alla francese Mladenovic e all’ungherese Babos. Con la vittoria a Wimbledon (dopo le due volte che hanno conquistato gli Australian Open, e quella al Roland Garros e agli Us Open) si dimostrano sempre più una coppia affiatata a tennis e una certezza per l’Italia: la Vinci si palesa con classe una veterana del doppio e l’Errani fa vedere tutta la sua serietà e professionalità nel migliorarsi anche nel doppio. Per loro anche un tweet dal premier Matteo Renzi.

Il livello di gioco è a dir poco eccellente. Si era preparati a match equilibrati, duri e lunghi, ma forse in questa edizione sia campioni veterani che giocatori e tenniste più emergenti sono riusciti a dare il meglio di sé. Abbiamo visto, al quarto turno, Simone Bolelli perdere solamente al quinto set (per 6/3 3/6 6/4 6/7 4/6) dal giapponese Nishikori, giocando il suo miglior tennis (meglio che in Coppa Davis), lottando su ogni palla, spingendo ogni colpo e mettendo pressione all’avversario con un gioco aggressivo incisivo. E lo stesso dicasi per Fabio Fognini, uscito allo stesso turno per mano di Anderson, sempre dopo 5 lunghi set conclusi col punteggio di: 4/6 6/4 6/2 2/6 1/6 per l’italiano. Sicuramente le interruzioni per pioggia hanno fatto la loro parte.

Serena-Williams-lacrimeNel femminile Serena Williams esce al terzo turno, battuta dalla francese Alize Cornet per 1/6 6/3 6/4. Ma la ragione sembra essere una forma fisica da ritrovare, forse un insieme di stanchezza e troppo stress, che hanno portato la campionessa ad avere un malanno in campo, mentre era in doppio con la sorella Venus (anche nel singolare le due hanno dominato, scrivendo la storia degli ultimi dieci anni del torneo) contro la tedesca Kristina Barrois e la svizzera Stefanie Voegele. Partita interrotta sul 3-0 per quest’ultima, abbiamo visto Serena molto debole, non in grado di colpire la palla, che a tratti non vedeva neppure.

Un recupero è sicuramente quello che ci vuole per lei, anche se le avversarie sono pronte ad approfittarne. Fuori la numero uno e vincitrice dell’edizione 2012, con la campionessa uscente Marion Bartoli (che si era aggiudicata Wimbledon 2013) tra gli spalti, spazio a Petra Kvitova, vincitrice nel 2011. Petra mette la firma sul trofeo, così come ha inciso il suo nome sul polsino che ha indossato nel torneo, conquistando il titolo davanti agli occhi entusiasti di Martina Navratilova, suo idolo.

Con la solidità del suo tennis non ha problemi a imporsi in finale sulla giovane canadese Eugenie Bouchard con un netto 6/3 6/0. Una dura lezione di tennis impartita ad una giocatrice che, comunque, ha dimostrato molto talento e coraggio: per la Bouchard probabilmente la troppa tensione e l’emozione di una finale inaspettata hanno contribuito negativamente a non farle giocare la sua partita. Le ha provate davvero tutte, tirando i colpi e aggredendo l’avversaria, ma la Kvitova si è dimostrata troppo più forte. In questo, poco realistico il punteggio, troppo severo per la Bouchard, ma tutto meritato per la tennista ceca.

L’avevamo anticipato e la canadese si è dimostrato un astro nascente del tennis, un talento, una rivelazione che ha confermato di poter far molto bene ad alto livello, anche sull’erba.  Nel maschile, invece, uscita a sorpresa di Nadal, che ha perso in quattro set (7-6 5-7 7-6 6-3) negli ottavi dal diciannovenne australiano Nick Kyrgios (n. 144 ATP). Così, largo ai due campioni indiscussi di tennis, in primis di sportività e umanità: Roger Federer e Novak Djokovic. È il serbo ad aggiudicarsi il titolo vincendo una partita incerta sino all’ultimo al quinto set per: 6-7 6-4 7-6 5-7 6-4.

Diventa, così, nuovamente numero uno. Partono subito in grande equilibrio, con scambi lunghissimi e con rincorse da ogni parte del campo, che terminano solo con colpi vincenti. Pochissimi gli errori forzati, potentissimi i loro servizi, sia di prima che di seconda. Talento, ma anche tanta intelligenza tattica. Per poco Djokovic perde il primo set, poi domina il secondo, ma dopo è l’intelligenza tattica dello svizzero a inchiodarlo, imbrigliandolo col suo back profondo che costringe il serbo a sbagliare.

Nessuno dei due ci sta a perdere. A vincere è proprio la loro passione, il loro orgoglio per una finale che sentono e che vogliono dominare. Djokovic ritrova la potenza e la profondità dei suoi colpi, merito anche di un leggero calo di Federer, e porta a casa il match. Non prima, però, di aver sciupato un match point nel quarto sul 5-4 e dopo aver servito sul 5-2. Abile la sua capacità di ritrovarsi. I due si sono spesi molto e hanno regalato un elevatissimo livello di tennis.

Complice anche la presenza, tra gli altri, nel pubblico di molti vip tra cui: David e Victoria Beckham, i reali William e Kate, l’attore Samuel L. Jackson. Federer e Djokovic, alla fine dell’incontro, si sono stretti in un sincero abbraccio, dimostrando grande amicizia (come del resto Sara Errani e Roberta Vinci). Sono stati, però, due grandi campioni sul campo, ma soprattutto fuori dal campo a match concluso, nei ringraziamenti. Mai banali, lo svizzero ha dedicato la finale (persa, ma pur sempre arrivando finalista e sfiorando la vittoria) alle sue due figlie, le prime due gemelline, presenti sugli spalti. Djokovic, non riuscendo a celare la commozione per essersi imposto nel torneo a cui tiene di più (la prima partita che vide da piccolo, quando aveva 5 anni, fu una di Wimbledon, ha spiegato ndr), l’ha dedicata alla futura moglie Jelena Ristic, da cui aspetta un figlio e che è al sesto mese di gravidanza, e “alla mia prima maestra di tennis, morta lo scorso anno”, ha detto non senza qualche lacrima.

Già in precedenza lo avevamo visto attivarsi per la Serbia colpita, prima dalle forti alluvioni e poi dal freddo, dal gelo e dalla neve (che ha anche spalato). Amato dal pubblico, ha saputo conquistarsi la sua simpatia anche per lo spot della Peugeot, ma la sua umiltà lo ha portato più volte a riconoscere il valore tennistico ed umano dell’avversario, complimentandosi con lui per lo straordinario gioco messo in campo. Due tennisti che non dimenticano mai che ciò che conta di più è la famiglia. Anche Djokovic ha postato una foto su Twitter che lo ritrae con Jelena e i loro due cagnolini, commentando: “My precious little family” (“la mia piccola preziosa famiglia”). Anche per questo merita la coppa. Egli, poi, ha incontrato anche la coppia reale con cui ha scambiato qualche parola.

Barbara Conti

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