mercoledì, 26 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Dott. Google:
“Signora dica www”
La ginecologia al clic
Pubblicato il 09-07-2014


Ginecologia OnlineNell’epoca degli smartphone, delle iper connessioni perché perdere tempo dal ginecologo quando, a portata di clic, 24 ore su 24 c’è il ‘dottor Google’? E’ il più consultato dalle donne alla prima gravidanza, per porre le domande di carattere medico. Le primipare si rivolgono a Internet più spesso di quanto dovrebbero, e addirittura prima della prima visita dal ginecologo. E’ quanto ha rilevato uno studio della “Penn State University”, pubblicato sul Journal of Medical Internet Research. ”Abbiamo visto che le mamme alla prima esperienza sono sconvolte da molti fattori, l’alimentazione, il peso da mantenere e le buone abitudini da mantenere” precisa la ricercatrice Jennifer Kraschnewski. ”Così – aggiunge – ricorrono a Google e altri motori di ricerca o forum su internet perché hanno moltissime domande da fare sulle prime fasi della gravidanza, prima del primo appuntamento dal medico”.

Tuttavia, anche dopo la prima visita, molte donne continuano a rivolgersi a internet e non al proprio medico, per avere risposte ai loro interrogativi perché ritengono il materiale fornito dal medico insufficiente o non soddisfacente. I ricercatori hanno scoperto, organizzando la ricerca su quattro gruppi di donne incinte, tutte maggiorenni e con uno smartphone, che molte erano insoddisfatte delle strutture delle cure prenatali perché non rispondevano alle loro necessità e per questo si affidano alla tecnologia per avere le risposte che cercano. La maggior parte poi trova superati opuscoli e volantini dati dal medico, così come libri e preferisce avere informazioni in formati diversi, come video, social media, app e siti web. Tuttavia su internet l’informazione medica che si reperisce non è regolamentata, e dei milioni di siti web che parlano in qualche modo di gravidanza, solo meno del 4% è creato o sponsorizzato da medici. La quasi totale inaffidabilità delle fonti è, una questione all’ordine del giorno e per i pazienti non è facile trovare, nella rete delle informazioni approssimative, un appiglio di attendibilità.

Sara Pasquot

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