martedì, 19 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

EPPUR SI MUOVE
Pubblicato il 23-07-2014


Costa-ConcordiaÈ stato il centro gravitazionale per mesi la storia dell’incidente della Concordia e del relitto di una nave che sembrava rappresentasse l’arenaggio di un intero Paese. Oggi la nave è ripartita, dopo trattative e decisioni rimandate, diretta verso Genova per essere smantellata.
Non è stata solo la storia del suo naufragio a portarla al centro delle attenzioni anche il suo smaltimento ha rappresentato non poco un centro di gravità per i Porti italiani: Piombino, Palermo, Genova e Civitavecchia per mesi hanno fatto a gara prima che la decisione finisse sul Porto genovese.

Tuttavia si era guardato al porto di Piombino come approdo naturale della Concordia, favorito anche dalla presenza delle acciaierie che avrebbero aiutato a smaltire, con una filiera corta, le 75mila tonnellate di metallo della Concordia. Per Piombino sembrava fatta: Mario Monti l’11 marzo 2013, da premier dimissionario, aveva emanato una delibera che scatenò le polemiche delle altre città: “Il commissario è autorizzato, previa verifica della fattibilità e della convenienza dell’operazione, in accordo con i Ministri dell’Ambiente e delle Infrastrutture, ad adottare tutti i provvedimenti necessari a consentire il trasporto della Concordia presso il porto di Piombino per lo smantellamento”.

Tutto questo non è servito a nulla, Piombino è stata scavalcata dalla Lanterna (il porto genovese), e nonostante la regione Toscana avesse dato animo ai lavori di ristrutturazione del porto, investendo 102 milioni di euro, per poter accogliere il relitto della nave. Ma Costa ha giudicato il porto non idoneo e i lavori in corso troppo lunghi, in molti poi avevano poi pensato almeno a una collaborazione tra i due porti, lo stesso segretario del Partito Socialista e vice ministro alle infrastrutture, Riccardo Nencini aveva affermato: “Se i lavori di demolizione della Concordia saranno affidati al porto di Genova, occorre che Genova stabilisca una sinergia con il porto di Piombino”.

Anche oggi a inizio lavori, Nencini ha ribadito: “E’ necessaria una collaborazione vera e profonda tra l’Autorità portuale di Genova e quella di Piombino – ricordando però – non lo dico da toscano ma solo perché Genova ricordi di dare la disponibilità come aveva fatto un tempo”. Il vice ministro ha poi ricordato come la storia della Concordia “ci insegna che vanno fatti nuovi investimenti sulle strutture portuali italiane”. Senza dimenticare di aspettare ancora almeno le scuse ufficiali da parte dell’ex comandate Schettino.

Sulle responsabilità del Comandante è intervenuto anche il sottosegretario Graziano Delrio: “Il Paese ha saputo fare sistema per rimediare all’errore di un singolo che tutta la comunità ha pagato. Questa partenza dice che c’è una possibilità per questo Paese: stringersi e trovare insieme le soluzioni e dare una speranza, un’occasione nuova e guardare al futuro con ottimismo”. Il relitto ha rappresentato per mesi la metafora del nostro Paese abbandonato e sull’orlo del naufragio, ora che si è riuscito a rimettere in moto un tentativo di ripresa e di movimento manca comunque l’ottimismo, il capo della protezione civile, Franco Gabrielli ha detto: “Vi comunico in maniera ufficiale che la nave è partita. È una soddisfazione che deve essere misurata e sobria, che non può prescindere dal perché siamo qua”, concludendo: “Niente entusiami”.

Maria Teresa Olivieri

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