martedì, 11 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Gaza, cresce il numero delle vittime palestinesi
Pubblicato il 14-07-2014


Gaza-bombardanenti-civili

Il bilancio delle vittime a Gaza causati soprattutto dagli attacchi aerei israeliani, ma anche da bombardamenti terrestri e navali, continua a crescere di ora in ora. Secondo Pierre Krähenbühl, il responsabile delle Nazioni Unite a Gaza per l’assistenza ai profughi palestinesi, fino a stamattina si contavano 174 morti e oltre 1.100 feriti. Secondo il rappresentante dell’ONU, molte delle vittime sono “donne e bambini”. Krähenbühl ha anche, per l’ennesima volta, invitato l’esercito israeliano a “mettere fine ad attacchi contro i civili e le infrastrutture civili, o che possono metterli in pericolo, e che sono contrari al diritto umanitario internazionale”. Nello stesso tempo ha rivolto un appello all’ala militare di Hamas perché ponga fine al lancio “indiscriminato” di razzi da Gaza contro Israele.

Intanto le autorità israeliane che stanno conducendo da giorni questa “punizione collettiva” contro gli abitanti della Striscia di Gaza nel tentativo di isolare Hamas e di fermare il lancio di razzi, assicurano di operare con la massima cautela possibile per evitare vittime civili e spiegano l’enorme numero di vittime innocenti, con il fatto che Hamas nasconde i lanciatori nelle case e nei pressi di scuole e ospedali, usando la popolazione locale come scudo umano. Lo ‘scudo’ evidentemente non impedisce a Israele di usare i cacciabombardieri F-16I mentre i responsabili militari assicurano che l’aviazione sta lavorando con attacchi mirati chirurgicamente e secondo “una chiara politica di danno minimo per i civili”.

Quanto agli attacchi di Hamas, oltre alle centinaia di razzi (circa 800 fino a oggi) sparati a casaccio sul territorio israeliano che cadono in zone disabitate o vengono intercettati dal sistema antimissile e che fino a oggi non sembra abbiano causato vittime, la novità è stato l’uso di un ‘drone’, un velivolo teleguidato, abbattuto mentre volava sulla costa e diretto verso un obiettivo sconosciuto.

Mentre sul piano militare resta incombente un’invasione parziale di Gaza da parte di Israele, Hamas non spiega ancora l’insensatezza suicida del lancio di razzi il cui unico risultato certo è l’interruzione dei vaghi tentativi di dialogo, assieme all’Autorità palestinese, per cercare una strada che possa portare in futuro a un accordo di pace. Frattanto la diplomazia internazionale si agita per riportare un minimo di ragionevolezza tra le parti.

Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha rinnovato l’appello a un cessate il fuoco, avvertendo che la situazione “sembra aggravarsi” e che “un’offensiva di terra appesantirebbe senza dubbio il bilancio delle vittime e le sofferenze dei civili nella Striscia di Gaza”. Così mentre il segretario generale dell’Onu, si dice ‘allarmato’, la Ue si dice ‘preoccupata’ e il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi ha fa fatto sapere di aver ottenuto nientemeno che i fatti in corso siano inseriti tra i temi all’ordine del giorno del summit Ue di mercoledì!

Quanto agli Stati Uniti, sembrano essersi definitivamente stancati di perdere tempo a ragionare di pace con Netanyahu e Hamas mentre la Lega Araba, in attesa di una posizione comune che di solito non c’è, si è rivolta alla comunità internazionale esortandola a proteggere il popolo di Gaza.

L’unica novità seria viene dalla magistratura israeliana che pure tra gli immaginabili condizionamenti politici e sociali, avrebbe inchiodato uno dei tre estremisti che due settimane fa hanno rapito e bruciato vivo il sedicenne palestinese Mohammad Abu Khdeir. Si è anche appreso che sono tre in tutto i cittadini israeliani che stanno per essere formalmente incriminati per rapimento e omicidio. I tre avrebbero ammesso il barbaro assassinio che ha definitivamente avviato la spirale di violenze spiegando di aver voluto vendicare in questo modo il rapimento, seguito dall’uccisione, avvenuto il 12 giugno scorso di tre studenti ebrei in Cisgiordania.

Nulla di tutto ciò viene ovviamente da parte di Hamas, considerata dagli israeliani fin da subito mandante ed esecutrice degli assassinii, che non solo non ha mai fatto luce su quanto avvenuto, ma neppure ha chiaramente condannato il fatto.

Armando Marchio

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