giovedì, 20 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Germania: il salario
minimo è legge
Pubblicato il 18-07-2014


Salario minimo-GermaniaLa Germania di Angela Merkel compie un passo storico: il salario minimo è legge. Il ministro del Lavoro Andrea Nahles (SPD) esulta dopo l’approvazione al Bundestag, con 535 voti favorevoli su 601, del disegno di legge presentato dal governo in primavera. La riforma è stata approvata sia dai partiti di governo, CDU/CSU e SPD, sia dai Verdi. Dal primo gennaio 2015 la Germania sarà il 21esimo Paese in Europa ad avere un minimo obbligatorio per la busta paga pari a 8,50 euro l’ora. In questo modo sarà garantito uno stipendio decente a milioni di lavoratori. Il salario minimo garantito è una battaglia che durava da 10 anni, da quando era Cancelliere il socialdemocratico Gerhard Schröder, e ha dominato il dibattito politico tedesco.

In Germania, per poter intraprendere qualsiasi tipo di attività lavorativa, è necessario terminare un percorso di formazione professionale attraverso il quale il lavoratore acquisisce le competenze per l’attività da lui scelta. La nuova legge contempla che il salario minimo di 8,50 euro l’ora sarà applicato ai maggiori di 18 anni, escludendo dunque chi non ha effettivamente concluso un percorso professionalizzante. Un’altra eccezione è quella di un periodo di transizione, pari a due anni, per accedere al salario minimo per alcune categorie come gli stagionali.

Non sono attardate le critiche della riforma approvata lo scorso 3 luglio. Infatti la Deutsche Bank stimo tra 450mila e un milione i posti di lavoro a rischio. Come mai? I detrattori sostengono che il provvedimento avrà un impatto negativo sul numero dei posti di lavoro il cui elevato costo non conterrà la politica di rigore imposta da Frau Merkel. Il contenimento dei costi di lavoro ha rappresentato il principale fattore, per non dire il pilastro, di competitività del Paese. Per rimediare a future incertezze la Große Koalition ha deciso che il livello del salario minimo sarà stabilito da una commissione composta da rappresentanti di imprese e sindacati. Perciò il dialogo tra governo, imprenditori e parti sociali sarà necessario per correggere eventuali problematiche.

Numerosi dubbi sono stati espressi dalle forze politiche minoritarie più conservatrici e nazionaliste che vedono la riforma del salario minimo come futura causa di un innalzamento dell’immigrazione dall’Est europeo, in particolare dalla Bulgaria e dalla Romania. Tuttavia è da riconoscere il coraggio del governo tedesco. In un’economia globale dove si punta tutto sui bassi salari per sostenere gli alti profitti, una riforma come quella tedesca potrebbe riflettere, a livello planetario, un aumento della struttura dei salari con un conseguente incremento della produttività. Il salario minimo garantito potrebbe essere un importante fattore di stabilizzazione sociale in seguito a quella che gli economisti definiscono la “Grande Recessione” iniziata nel 2007. Le disuguaglianze create all’intero sistema mondo sono profonde e ancora non sono quantificabili i risultati di un’economia basata sulla finanziarizzazione e sull’iper-liberismo.

Manuele Franzoso

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