martedì, 21 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Il bicameralismo
non è un’eccezione italiana
Pubblicato il 16-07-2014


Il termine bicameralismo perfetto lo abbiamo coniato noi in Italia, non è mai esisto, non se ne fa cenno neppure nella nostra carta costituzionale nemmeno leggendo Parte II – Ordinamento della Repubblica – titolo I Parlamento ove si legge – Sezione I Le Camere – articolo 55 il Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. E’ un termine nato svolazzando che ha solo confuso tutto. Sfatiamo il luogo comune secondo cui, il bicameralismo esiste solo in Italia. Non corrisponde al vero. Forse però è vero che non abbiamo saputo organizzarlo, adattarlo ai tempi e farlo funzionare bene solo in Italia. Il bicameralismo esiste nelle maggiori democrazie occidentali, in Europa come anche negli Stati Uniti. E’ una forma scelta per la corretta organizzazione del Parlamento che si divide in due Camere, comunemente dette, “Camera alta” e “Camera bassa”.

Queste sono diverse per composizione, durata e attribuzioni, ma consentono un doppio controllo sull’aspetto legislativo assicurando pluralità ed equilibrio dei poteri. Negli altri paesi europei, Germania, Francia, Spagna, Gran Bretagna, cosi come negli Stati Uniti e in tutte le maggiori democrazie del mondo, il sistema bicameralismo ha saputo trovare la giusta evoluzione adattandosi al progresso e forse anche dovuto a fattori storici. Questa capacità di adattamento e di modernizzazione del sistema bicameralismo ha pertanto attenuato tutto lo stesso sistema rendendolo più semplice e consentendo di sveltire e semplificare anche la burocrazia parlamentare e amministrativa degli Sche hanno saputo mantenerla e migliorarla. Mentre in Italia ha solo portato dei rallentamenti e stagnazione della stessa azione legislativa. Questa colpa, in nome di quanto suddetto, non è certamente da attribuire all’esistenza del bicameralismo quanto piuttosto all’inerzia e all’incapacità di adattarsi ai cambiamenti e progresso.

Altrettanto vero è che esiste anche la forma del monocameralismo, attuata in paesi più piccoli e omogenei a livello di estensione e popolazione, esiste nelle monarchie parlamentari. Per esempio in Europa il sistema del monocameralismo è attuato in Svezia, Finlandia, Norvegia, Danimarca, Grecia e Portogallo. Il sistema monocamerale consente di tagliare i costi e di eliminare i doppi passaggi di contro diventa o può diventare meno rappresentativo delle diverse realtà che compongono un Paese. Infine, un’ultima osservazione, tolte le prime quattro nazioni che applicano il monocameralismo, non si può certamente dire che Grecia e Portogallo, pur adottando il monocameralismo, se la passino meglio dell’Italia in quanto a dati preoccupanti di disoccupazione, riforme, Pil e debito pubblico.

Qui ci sarebbe da dire e analizzare oltre il sistema stesso. Altra sottolineatura da fare riguarda quella concernente l’effettiva utilità di una riforma del Senato così come si sta concependo in Italia. Ancora non si è capito come andrà funzionare e quali saranno le funzioni che esso avrà, e soprattutto dove possono esser ravvisate le famose riduzioni dei costi del Senato. Insomma, proviamo a dire le cose per come realmente stanno, il termine bicameralismo perfetto non esiste, è un parto della fantasia tutta italiana, si sa, noi italiani in quanto a fantasia siamo unici al mondo. I cittadini devono esse informati correttamente. Un conto è dire che il bicameralismo esiste solo in Italia, il che non è corrispondente alla realtà, un altro è dire il bicameralismo perfetto esiste solo in Italia che è vero solo perché siamo inventati il termine aggiunto – “perfetto”.

Per quanto riguarda il quesito che va imperversando sostenuto dal qualunquismo dato dalla disinformazione -” si deve mantenere o no il bicameralismo? ” – Sì, a mio sommesso avviso, sì. Non si deve farne a meno, non sarebbe più garantita la pluralità. Piuttosto dovrebbero esser ridotti i numeri dei membri delle due camere, dovrebbero esser rivisti e alleggeriti i regolamenti delle stesse, resi più semplici in modo tale da poter sveltire l’iter legislativo, in questo modo se ne avrebbe vantaggio anche come riduzione dei costi, che non sono alti solo per il fatto di aver due camere quanto piuttosto sono alti per il numero dei deputati e senatori e forse ancora di più dati dalla lentezza burocratica. Quindi, sì alla revisione delle due Camere e proseguo con il sistema bicamerale realmente funzionante.

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