domenica, 19 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Il Black & Decker di Oppido Mamertina
Pubblicato il 08-07-2014


Ma insomma la statua della Madonna l’inchino davanti alla casa del boss l’ha fatto o no?
A sentire il sindaco della città e soprattutto il parroco della Chiesa sembrerebbe proprio di no. Sembra infatti che da almeno 50 anni il percorso della processione sia il medesimo e  che il movimento di rotazione della statua (che non è un inchino) si ripeta con le stesse modalità in sei diversi posti, ivi compresa la via dove c’è la stazione dei Carabinieri. Avviene che il corteo si ferma e i portatori rivolgono la statua della Madonna verso quelle vie in cui non passa. Tra questi luoghi ci sarebbe anche Via Foscolo angolo Corso Aspromonte  che è il luogo dove a oltre cinquanta metri dall’incrocio abita il boss Mazzagatti che sta scontando l’ergastolo ai domiciliari per gravi motivi di salute.
Il parroco della Chiesa, travolto dalle polemiche e dall’indignazione prima è sembrato cadere dal pero, poi ha invitato i fedeli a  prendere a schiaffi l’inviato del Fatto.it che, neanche a dirlo, nella torbida vicenda ci ha inzuppato il pane, infine ha fornito la spiegazione speculare a quella dell’amministrazione comunale. Nelle ore successive alla divulgazione della notizia si sono sprecate le dichiarazioni che stigmatizzavano l’avvenuto: il solito Alfano (“atto ributtante”), i vertici episcopali, addirttura Fiorello (che ormai si considera autorevole opinionista) con l’hashtag #iononminchino e il Presidente Grasso che ha telefonato al maresciallo dei CC per esprimergli solidarietà.

L’impressione è che un minimo di prudenza, da parte di istituzioni civili e religiose non avrebbe guastato.
L’unica osservazione sensata sull’avvenuto appare quella di chi segnala che simili manifestazioni di religiosità popolare, in territori così esposti, anche all’equivoco, possano e debbano essere evitate. Se non fosse per la drammaticità del fenomeno della ‘ndrangheta che avvolge con le sue spire criminali il territorio della Calabria, e in particolare della provincia di Reggio, con il rosario di morti ammazzati, faide, intimidazioni, traffico di stupefacenti e quant’altro, la vicenda della processione di Tresilico, frazione di Oppido Mamertina e le gaffe che ne hanno caratterizzato il seguito ricorda molto la burla dei fossi di Livorno, quando quattro buontemponi spacciarono delle pietre modellate con il trapano Black & Decker come opere di Amedeo Modigliani.

Emanuele Pecheux

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