giovedì, 24 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Il PSOE di Pedro Sanchez sarà la sinistra
che cambierà la Spagna
Pubblicato il 26-07-2014


Sanchez-congresso-PsoeMadrid – 3.000 militanti hanno riempito l’hotel Auditorium di Madrid per ratificare per acclamazione il nuovo leader dei socialisti spagnoli. Inizia oggi l’era di Pedro Sanchez Castejon come nuovo segretario del PSOE, cala così il sipario sui due sfortunatissimi anni della segretaria di Alfredo Perez Rubalcaba, oggi però acclamato durante il suo ultimo discorso come segretario uscente.
Pedro Sanchez, 42 anni madrileno pensa al futuro del PSOE ma non tralascia quello che di storico porta la sua elezione, è infatti il primo segretario generale scelto attraverso il meccanismo delle primarie aperte a tutti gli iscritti e le prime parole del suo discorso sono rivolte alla storia gloriosa del PSOE attraverso i 135 anni di battaglie per la democrazia e i diritti sociali e civili portati in Spagna.

“Noi siamo il partito del cambiamento” – ha continuato Sanchez – “sono convinto che lo strumento più formidabile per il progresso della Spagna sia solo il Partito Socialista Operaio Spagnolo”, ha sottolineato che “ci sono molte cose ancora da fare per far uscire la Spagna dalla crisi” nel suo discorso alla platea di delegati e ospiti internazionali, dall’Italia presente la deputata socialista Pia Locatelli accolta da un’ovazione da parte dei congressisti.

Un discorso di poco più di 15 minuti, che è arrivato al cuore dei militanti socialisti, Sanchez ha lavorato bene durante la corsa alla segreteria, ha pronunciato le parole che i socialisti spagnoli, e catalani, volevano sentirsi dire. Una manciata di minuti sicuri, diretti e improntati “all’accelerare il passo per riportare il PSOE in piedi, perché ci sono milioni di persone che hanno bisogno di un Partito Socialista rinnovato”.

14750433785_6ee9be4ce8_kSanchez sarà per sua stessa ammissione un segretario che starà poco nella sede madrilena di via Ferraz e molto nei territori e nelle federazioni locali, perché il suo PSOE rappresenterà una sinistra che cambia la Spagna”, ricordando che i socialisti devono tornare garanti della laicità e dei diritti civili, a partire dal ripristino dell’ educazione civica nelle scuole. Dalle prime indiscrezioni sulla il nuovo PSOE di Pedro Sanchez non sembra integrare i due sfidanti alla segreteria, Madina e il leader della sinistra socialista Perez Tapias, ma vede il rientro dei socialisti già conosciuti nell’ ultima epoca d’oro del socialismo spagnolo quella di Zapatero, come Pedro Zerolo per i diritti civili e il ritorno della rivale di Rubalcaba, Carme Chacon alla guida dei rapporti internazionali, ma la vera novità è il ruolo di Micaela Navarro 57 anni prima presidente donna del PSOE, storica esponente dell’ala femminista del PSOE che nella gestione Zapatero aveva dato un apporto importante alla storica legge contro la violenza di genere.

Un PSOE nuovo che guarda al futuro, a partire dalla modifica dello statuto che da oggi vedrà come l’elezione diretta dei prossimi segretari generali attraverso il voto di tutti i militanti iscritti, un coinvolgimento della base che negli ultimi due anni era andato scemando e i dati dei tesseramenti ne sono la prova.

pia psoeLa prima giornata del congresso straordinario ha avuto nelle donne le principali protagoniste, Susana Diaz “la Presidenta” per ora solo dell’Andalucia ha presieduto i lavori e nel pomeriggio spazio all’uguaglianza di genere  nella tavola rotonda “Uguaglianza come risposta alla crisi” aperta dall’intervento di Pia Locatelli Presidente onoraria dell’Internazionale Socialista Donne, sul palco del congresso con Zita Gurmai (PES Women), Purificacion Cusapié responsabile donne del PSOE.

Domani domenica la chiusura della due giorni di congresso con i nomi della squadra che accompagnerà Pedro “el guapo” verso le prossime elezioni del 2015, perché come ha annunciato oggi, “Rajoy verrà ricordato come il Presidente del governo rimasto al potere solo per quattro anni”

S. P.

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Commenti all'articolo
  1. LA DITTATURA FINANZIARIA, CHE APPESTA L’ EUROPA, SOSTENUTA DALLE IMPAVIDE MAGGIORANZE PARLAMENTARI DI POLITICI CORROTTI, HA RIVELATO IN GRECIA TUTTA LA SUA DISUMANITA’ IGNORANDO VOLUTAMENTE L’ ACCORATO APPELLO DELL’ UNICEF CHE DENUNCIAVA I PATIMENTI PER FAME E DENUTRIZIONE DELL’ INFANZIA GRECA.

    IN EUROPA RIAPPARE, SENZA CHE I TRIBUNALI DELLE NAZIONI INTERVENGANO, LA VIOLENZA DELL’ UOMO SULL’ UOMO CHE E’ IL SEGNALE TERRIBILE LANCIATO DA CHI HA VOLUTO CHE LE NUOVE GENERAZIONI, NELLA DELICATA FASE DELLO SVIILUPPO, FOSSERO SEGNATE PER SEMPRE NEL CORPO E NELLA MENTE DA CARENZE NUTRIZIONALI.

    Solo prima della rivoluzione francese in Europa, una monarchia che si autoproclamava investita dal diritto divino, calpestava inpunemente i diritti dei propri simili con la stessa violenza con cui oggi la finanza, che crea moneta dal nulla, calpesta la dignità ed i diritti dei popoli soggiogati dal piu’ illogico, assurdo ed illecito gioco al massacro consistente in pezzi di carta straccia stampigliata senza alcuna copertura aurea che produce il cappio del debito pubblico che i popoli consapevoli debbono rifiutare.

    Il Popolo Islandese ha mandato in galera i suoi politici disonesti che volevano sottoporli a decenni di orribili privazioni per pagare il debito assurdo fatto dalle banche.

    Che il Popolo Italiano possa trovare la stessa lucidita’ per mandare in galera i traditori, i corrotti che hanno venduto, al prezzo della loro corruzione, il nostro avvenire.

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