mercoledì, 23 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Il silenzio dei socialisti sulla riforma del Senato e dintorni
Pubblicato il 14-07-2014


In altri tempi anche il piccolo PSI aveva l’ambizione di essere un partito in cui gli organi politici, segreteria, direzione, consiglio nazionale, godevano del diritto di dibattito e di decisione. Oggi no.

Come la pensa il partito sul nuovo Senato? Che significato attribuisce il partito e il suo segretario a questa riforma? Come la pensano i nostri deputati? E i senatori? Certo Nencini, per la sua carica di governo, può avere le mani legate, ma Enrico Buemi potrebbe farsi sentire, facendo valere la nostra concezione della democrazia.

Renzi sta realizzando il miracolo di utilizzare l’avversione dell’opinione pubblica nei confronti dei partiti e di questo ceto politico, quello che doveva essere rottamato, per attribuire proprio a questi partiti e a questo ceto politico il massimo del potere politico possibile, sottraendolo a qualunque forma di espressione diretta della volontà popolare.

L’aumento a 800.0 00 del numero delle firme per la presentazione di un referendum abrogativo ne è la riprova più evidente. Ma anche sul resto non si scherza. E in attesa che un giorno sia salutata con entusiasmo la nascita di governi senza bisogno di elezioni popolari, abbiamo le riforme di oggi. Il tripudio delle elezioni di secondo grado e la vergogna di questo nuovo Senato.

Certo esistono al mondo “senati” di garanzia non eletti direttamente dai cittadini, ma non sono l’imbroglio che abbiamo di fronte. Un Senato falsamente federale in uno Stato non federale (altro che l’espressione dei Land del Bundesrat tedesco espressione dei governi regionali) nel quale siederanno consiglieri regionali e sindaci eletti su liste bloccate definite dai partiti. Così recita testualmente la norma. E questo che volevano i cittadini sposando la politica della rottamazione?

E lo stesso accade per le cosiddette ‘città metropolitane’ e le nuove province. Assolutamente non abolite, ma trasformate nella forma di elezione dei suoi organismi. Con la riduzione del numero dei partiti e con la trasformazione dei partiti in partiti monocratici tutto sarà deciso da un numero di persone sempre più ristretto e da un ceto politico di soli nominati. L’ipotesi circolata a Milano in questi giorni che per l’elezione del nuovo consiglio metropolitano si potesse presentare una sola lista decisa da tutti i partiti (a tavolino) composta da tanti candidati quanto sarebbero stati gli eletti (un modo fantastico per annullare il valore delle preferenze), è la prova di quanto rispetto alla cosiddetta deriva democratica siamo già oltre.

E il PSI liberale e democratico che dice? E tutti gli altri “sinceri democratici”, quelli che hanno fatto la resistenza e poi costruito l’Italia repubblicana che dicono? E i cittadini che volevano contare di più?

Roberto Biscardini

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Commenti all'articolo
  1. Condivido totalmente la sua analisi. Le riforme costituzionali non si fanno da pochi e a favori di pochi. Sono sempre più convinto che le riforme costituzionali andavano fatte da una assemblea costituente e senza questa fregola che ha l’attuale presidente del consiglio. E’ significativo inoltre che tutto ciò viene, come sottolinea Lei, da uno che si è fatto avanti con la parola rottamazione, invece sta rottamando quel po di partecipazione dei cittadini alla politica. Veramente ipocrita !

  2. I NODI PURTROPPO VENGONO AL PETTINE !!! . L’8 Luglio io intervenivo cosi : Scrive Bobo Craxi : Il patto scellerato su Senato non elettivo, liste bloccate, sbarramenti anti-minoranze politiche va data una risposta politica chiara e convincente. Per una forza socialista il pluralismo e la democrazia diretta sono principi non negoziabili . Il mio commento : sante parole!!! Ma qual’è la posizione UFFICIALE e PUBBLICA del Partito Socialista Italiano Segretario nazionale in testa ????? Io non la conosco aldilà di buoni interventi sull’Avanti! del Direttore Del Bue . Non ho visto un documento ufficiale degli organi dirigenti del Partito, una intervista, un comunicato stampa ed altro dove si dice UFFICIALMENTE , APERTAMENTE e SENZA RETICENZE come il Gruppo dirigente del Partito la pensa su queste importantissime problematiche di carattere generale e se non venissero prese in considerazione le nostre posizioni politiche il PSI come si comporterà riguardo alla nostra presenza nel Governo e nei nostri rapporti con gli altri Partiti della Coalizione PD di Renzi in testa. Io penso che un serio Partito socialista deve ragionare in questa maniera se vuole riavere la fiducia completa di TUTTI gli iscritti e simpatizzanti. Concordo totalmente con ” per una forza socialista il PLURALISMO e la DEMOCRAZIA DIRETTA sono principi NON NEGOZIABILI ” . AVANTI ! SEMPRE.

  3. Il Presidente Renzi segretario del PD ha riscoperto il centralismo democratico ristretto io solo io il resto è fastidio democratico. Sul PSI credo tutti possiamo notare la strategia del posto col prezzo dell’obbedienza e del silenzio.

  4. E’ troppo scontato quello che dice il Compagno Biscardini. Da tempo nei commenti al nostro Direttore chiedo di sapere se la nostra Segreteria è d’accordo con le posizioni del Compagno Buemi sulla riforma Costituzionale oppure no. Rinnovo la mia preoccupazione di vecchio Socialista per tutti i populisti, compreso Renzi che si è presentato come un canta-storie avendo poco rispetto per i piccoli Partiti, dei quali vuole i voti per il Premio e il ballottaggio senza riconoscergli la minima rappresentanza e li indica come “ricattatori”. Sarà vero che non parliamo per no disturbare il manovratore?.

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