martedì, 25 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Il veto della Merkel a quel comunista di D’Alema
Pubblicato il 21-07-2014


La notizia l’ha diffusa un giornale di grande tiratura. La proposta di D’Alema con la delega agli Affari Esteri della Commissione europea sarebbe stata bocciata dalla Merkel in persona in quanto il candidato era un “vecchio comunista”. Non so se la bocciatura sia avvenuta dopo le difficoltà intervenute a seguito della proposta della Mogherini o sia invece, come io penso, avvenuta prima. Renzi, se non sbaglio, quel posto l’aveva promesso a D’Alema e l’ex segretario dei Diesse aveva per questo rinunciato a proporre la sua candidatura alle elezioni europee. Poi è parso strano che d’improvviso, e proprio a seguito della disponibilità degli Esteri, che calzavano a pennello per D’Alema, il presidente del Consiglio italiano abbia puntato tutto sulla Mogherini, da pochissimo ministro degli Esteri del suo governo, che avrebbe dovuto oltretutto lasciare libera la sua poltrona.

Naturalmente i nostri distratti giornalisti non l’hanno neppure notato. Delle due l’una. O Renzi se ne sbatte degli impegni assunti coi suoi dirigenti e passa da una promessa all’altra come si passa da un antipasto di pesce a uno di carne, oppure deve avere captato l’esistenza di un forte impedimento alla candidatura alla quale aveva pensato. Oggi salta fuori niente di meno del veto della Merkel che non è solo una democristiana di centro destra, ma è anche una tedesca che proviene dall’Est dove a sentire la parola comunismo vengono ancora i brividi. Se il veto della Merkel su D’Alema è vero credo che abbia fatto bene Renzi a tenerlo per sé. In fondo Massimo non lo merita in virtù della sua ormai antica militanza nell’Internazionale socialista.

Quello che risalta con chiarezza è che l’essere stati comunisti in Europa è un vizio. E può esser considerato un ostacolo a ricoprire incarichi importanti, al contrario dell’Italia dove paradossalmente è l’essere stati socialisti che ha provocato identico problema. Che differenza tra l’Italia e l’Europa. Da noi il muro di Berlino pare caduto all’incontrario e con Tangentopoli ha seppellito i partiti non comunisti e non post fascisti, in Europa ha esaltato coloro che comunisti non sono mai stati. Diciamo la verità, con tutta la simpatia e la stima per Massimo D’Alema, noi siamo più legati alla logica europea che a quella italiana….

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Commenti all'articolo
  1. Caro direttore
    Quì l’ex comunista centra poco, centra centra molto invece la nostra improvvisazione la nostra superficialità o meglio quella di Renzi.
    E’ motorio a tutti che la commissione europea deve fare i conti con le varie politiche nazionali, la politica estera poi sarà l’ultima cosa che gli stati nazionali delegheranno, anche solo in parte , alla commissione europea.
    Candidare D’Alema (cosa che io vedo come fumo negli occhi per una certa passeggiata a braccetto di hezbollah) significa una candidatura forte, di un ex capo del governo e capo di un grande partito, non può svolge un ruolo di mera facciata , D’Alema piaccia o non piaccia non è la Ashton , di contro si va a candidare la Mogherini esperienza zero che, alla prima visita va da Putin, da per certo l’avvio di un gasdotto che taglia fuori la parte est della comunità, insomma da un estremo all’altro, da uno che per i ruoli ricoperti in passato , no può svolgere un ruolo marginale , ad una proposta che per inesprienza rischia di fare danni., sarà un ruolo marginale ma serve comunque una duttilità per essere un minimo efficaci qualità che può avere solo chi ha un minimo di esperienza senza essere una figura di particolare forza
    fraternoi saluti
    Compagno Maurizio Molinari
    Consigliere Nazionale 0ff.molinari@libero.it

  2. La sparizione dei socialisti è colpa dei socialisti. Durante tangentopoli tutti i craxiani anziché fare muro si sono tutti riciclati. I semplici militanti prima sono stati svenduti da Del Turco a Occhetto poi da Boselli a Prodi adesso da Nencini a Renzi. Finché non troveremo dei dirigenti con la schiena dritta saremo costretti a subire le ingiustizie create ad arte dai (ex)-comunisti alias (nuovi)-democristiani.

  3. Il fatto più importante a mio avviso messo in luce nell’articolo è la considerazione dei socialisti in Italia, perchè in Europa siamo ben presenti e considerati. Da noi, questa è una realtà incontrastata, permane da tempo una sorta di oscuramento, di ostracismo, sia mediatico che politico e forse le due cose sono un tutt’uno e vanno di pari passo, oppure ci sono dei retaggi storici costruiti ad arte affinchè il PSI non cresca e non possa dare fastidio. Prima con la deriva destrossa, poi con il nuovismo ci hanno relegati in un cantuccio. Credo comunque che dovremo altresì fare anche un’analisi introspettiva per valutare noi stessi, se abbiamo fatto degli errori, se abbiamo fatte scelte giuste, se l’organizzazione interna è all’altezza, se i militanti vogliono effettivamente la crescita e si adoperano con tutte le forze per concretizzarla, oppure continuano a leccarsi le ferite ricordando un passato che non tornerà più come prima e tante altre domande che dovremo porci e possiblmente dare risposte concrete. E’ necessario un progetto politico di ampio respiro, con idee innovative, con un particolare riguardo ai troppi senza lavoro e alla continua crescita della povertà assoluta, senza inseguire gli spot elettoralistici continui che parlano alla pancia degli italiani e da troppo tempo ci martellano le tempie in una continua campagna elettorale. Noi siamo stati quelli dei meriti e dei bisogni per cui è necessario riprendere quei temi perchè non si può più sopportare la fuga dei nostri giovani in cerca di fortuna e all’esodo delle nostre imprese in cerca di maggiori vantaggi economici certamante, ma in Stati meno assillanti ed esosi. Dei bisogni si è già detto, ma deve essere la nostra priorità.

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