domenica, 19 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Industria, ora zoppica anche l’export
Pubblicato il 21-07-2014


Industria-caloSi allontana ancora l’orizzonte della ripresa economica italiana. Stavolta i dati Istat sulla produzione industriale danno un netto peggioramento rispetto ad aprile, e a maggio registrano un calo proprio nel settore forte, quello delle esportazioni, che fino ad ora aveva sempre retto. Per quanto riguarda il fatturato l’indice complessivo diminuisce dello 0,7% rispetto ai tre mesi precedenti (-0,8% per il fatturato estero e -0,7% per quello interno). Per gli ordinativi totali, si registra una flessione congiunturale del 2,1%, con una diminuzione del 4,5% degli ordinativi esteri e dello 0,2% di quelli interni. Nel confronto con il mese di maggio 2013, l’indice grezzo degli ordinativi segna una diminuzione del 2,5%.

L’agognata ripresa vista agli inizi di quest’anno pare si sia arrestata del tutto. Se già a maggio vediamo i primi arretramenti, le stime non saranno sicuramente favorevoli nel trimeste successivo e già la Banca d’Italia molto realisticamente aveva ridottto a un terzo le previsioni di crescita per l’anno in corso dal +0,6% precedente al +0,2%. Sempre Bankitalia, tramite il suo governatore Ignazio Visco, proprio a maggio aveva spiegato i motivi della mancata crescita italiana e nonostante in quel momento ci fosse una leggera ripresa. Per Visco le cause principali della stagnazione economica italiana sono da ricercarsi nella bassa valorizzazione del capitale umano e dell’innovazione, senza dimenticare l’elevato debito pubblico che ci ha messo sempre in secondo piano rispetto all’Europa. Già è proprio il debito pubblico, il tallone di Achille, specie per il governo attuale che sulla ripresa contava, ma su cui non ha fatto bene i conti: dal Def di marzo, il pil sarebbe dovuto crescere dello 0,8%, ma dopo gli ultimi dati è difficile fare queste rosee previsioni.

Inoltre è in arrivo un’altra doccia fredda dopo l’estate per il Governo Renzi: non solo la candidata renziana Mogherini per la carica di Lady Pesc potrebbe essere scalzata dalla francese Guigou, (o Moscovici) ma agli affari economici finirebbe il rigorista Jeroen Dijsselbloem, l’attuale presidente dell’Eurogruppo. Per l’Italia sarebbe un bel colpo… basso: in questo modo Hollande tradirebbe l’accordo con Renzi. Il rischio poi è vedere l’Italia contro la Francia, ma a Berlino non importa se il rischio è quello di avere davanti uno come Moscovici, troppo flessibile e con alle spalle il pessimo bilancio della Francia. Diverso è il caso dell’economista olandese: è socialista, ma meno incline a fare concessioni e della flessibilità un mito.

Maria Teresa Olivieri

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