sabato, 18 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Israele ragiona
Pubblicato il 14-07-2014


Diciamo la verità. Di ragioni Israele ne ha. Facciamo l’elenco. È subissata di razzi che vengono lanciati da Gaza sulla popolazione, con il chiaro intento di fare strage di civili e che solo la tecnologia israeliana attraverso il sistema Iron Dome riesce a neutralizzare, mentre i suoi bombardamenti si prefiggono solo obiettivi militari, anzi sono preceduti dall’invito alla popolazione di lasciare le case attigue. Il governo israeliano ha condannato la doppia azione terroristica, che è costata la vita ai tre ragazzi israeliani e al ragazzo palestinese, mentre Hamas non ha fatto altrettanto. É vero, i bombardamenti israliani colpiscono anche i civili e i cosiddetti danni collaterali sono drammi umani. Hamas ha invitato però i propri cittadini a fare da scudo umano, sacrificando la vita, per divenire martiri e considerando dunque la strage di civili come un obiettivo politico.

Israele ha tentato più volte un dialogo anche con Hamas, ma quest’ultima continua a considerare suo obiettivo la distruzione di Israele, non riconoscendone il diritto all’esistenza, contrariamente a quanto avvenuto con Al Fatà, prima attraverso Arafat e oggi con l’autorità palestinese Abu Mazen. Resta il fatto che Gaza è una striscia di terra in cui sono ammassate centinaia di migliaia di palestinesi, che vivono senza regole, disordinatamente e solo unite dall’odio verso Israele e che hanno affidato il loro destino proprio a un’organizzazione estremistica. Da qui bisogna partire per trovare una soluzione al dramma mediorientale. Da anni si sostiene la giusta teoria dei due popoli e due stati. Cosa si è fatto finora?

Perché non è proseguito e non si è completato l’esodo, iniziato con Sharon, dei coloni israeliani dalla Cisgiordania, dove non comanda Hamas e dove Abu Mazen non riesce a governare? Un’azione di terra di Israele è legittima, ma non risolutiva. Quali i costi umani da una parte e dall’altra? L’azione di terra proprio perché più selettiva può essere anche meno tragica dei bombardamenti che finiscono per ammazzare anche civili innocenti, ma a cosa può portare? Secondo un analista israeliano, Joshua Kalman un’invasione su largo raggio “non è realistica. L’obiettivo di eliminare Hamas, rioccupando la striscia, darebbe il via a un corollario di attentati e di perdite di vite insostenibile”.

L’unica via sarebbe quella di creare “un territorio libero da missili, con una garanzia internazionale, magari degli Stati Uniti. Israele potrebbe offrire a Gaza un aiuto di 50 miliardi di dollari in cinque anni”. Israele avrebbe proposto come mediatore il Katar. Questa è la via giusta. E sappiamo che non tutte le giuste soluzioni, come sembrava a tutta la comunità internazionale la proposta di Camp David del 2000-2001 rivolta ad Arafat, viene accettata dai palestinesi, dove spesso prevale l’istinto religioso ed estremo, unita alla volontà di non porre mai fine al conflitto. Ma se anche Papa Francesco, Barak Obama, l’Onu, i paesi arabi, lo stesso Abu Mazen, e non accenno all’inesistente Europa, si impegnano in questa direzione la crisi può essere risolta. Adesso non servono più soluzioni tampone. Serve una soluzione globale e definitiva.

 

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Commenti all'articolo
  1. E’ allucinante riscontrare la latitanza dell’Europa, il mancato impegno per contribuire alla soluzione dei problemi di quella martoriata Regione.
    Quell’Europa, che nell’ottocento ha colonizzato gran parte dei paesi coinvolti nella crisi Mediorientale , non muove un dito per ricomporre le faide che mietono migliaia di vittime, in maggior parte bimbi, donne e anziani.
    Questa Europa non ha prestigio internazionale, ne autorità morale. Il semestre Italiano è iniziato male, mi auguro che ci sia un sussulto di orgoglio. Se non si farà nulla, i morti peseranno anche sulla nostra coscienza.

  2. Soluzioni di buon senso esistono ma purtroppo prevalgono sempre interessi di bottega ed intanto cittadini inermi vengono massacrati sotto l’occhio dell’ Europa e dell’Italia che non hanno una politica estera.

  3. Ben scrive
    UN ARTICOLO SCONCERTANTE, FAZIOSO E CON POCA CONOSCENZA DELLA STORIA.
    Io aggiungo CHE DIO CI AIUTI E CI PROTEGGA DAI POSSESSORI DELLE VERITA’ ASSOLUTE A PRESCINDERE come direbbe il grande Totò.
    Gaza è stata abbandonata da Israele dal 2004, da 10 anni non c’è una presenza di Israele nella striscia, facendo fede a quello che disse un tempo Abba Eban :” I Palestinesi non perdono mai l’occasione di perdere una buona occasione” , questi anziche dar prova di sapersi govenrare , di saper pensare al furturo della gente di Gaza ,da quel giorno prima ci fù prima una guerra civile tra palestinesi con ogni atrocità di sorta , per il mero potere ,poi la striscia diventò con Hamas ricettacolo di ogni estremismo che è arrivato al punto di ritenere utile alla causa l’assassinio Vittorio Arrigoni convinto sostenitore della causa palestinese , che ironia delle cose aveva per motto il : ” SIATE UMANI “.
    Dal 2006 la striscia è regno di Hamas che ha straformato il territorio nel suo arsenale di morte, per evitare questo Israele ha posto sotto embargo la striscia ma, ne cibo, ne eletricità ne medicinali sono stati bloccati ma le merci devono passare al vaglio delle autorità Israeliane, mi sembra il minimo, tuttora nonostante la guerra Gaza viene rifornita , Israele è in guerra con Hamas non con i palestinesi. lanciare missili contro città , (ripeto missili non petardoni come dice il compagno Bartolomei) non è crimine di guerra? Israele non ha vittime? se non ha vittime è perchè tiene alla difesa dei suoi cittadini predisponendo rifugi e sistemi di difesa non li invita ad essere scudi umani
    Questa guerra che è combattuta anche sul piano mediatico, si è arrivati a che il web è invaso da foto di bambini uccisi, tutte false , tutte foto che si riferiscono a scontri del passato combattuti nelle varie guerre tra paesi arabi, perchè tutto questo ? il colmo lo ha raggiunto Diego Novelli ex sindaco di Torino, a coronamento di un suo articolo sul suo giornale online, pone una foto di bambini morti, una fotorelativa di un attentato suicida di anni fà a Baghdad, però spiega che la foto non è riferita alla guerra in corso , ma se non è riferita a Gaza perchè la metti?????.
    Volere la pace e tutti vogliamo la pace , non vuol dire urlare PACE vuol dire rimuovere gli ostacoli ad essa, per fare questo ci vuole umiltà e mente libera da incrastazioni fuori dalla realtà.
    Compagno Maurizio Molinari
    PSI Consigliere nazionale
    off.molinari@libero.it

  4. Finito il comunismo è rimasto in campo un antisemitismo “di sinistra”, effetto del trascinamento degli schieramenti della guerra fredda. Solo stando vicini ad Israele possiamo dare una mano agli arabi non integralisti. Due popoli, due stati, significa salvare gli uni e gli altri. Se Israele non badasse a difendersi, sarebbe gia stata cancellata, come gli arabi tentano di fare dal 1948.

  5. Ad ogni modo se il nostro critico Ben ci spiegasse dove stanno lo sconcerto, la faziosità e la poca conoscenza della storia, visto che di storia me ne intendo abbastanza con tutti i libri che ho scritto, gli sarei molto grato.

    • Direttore, io di libri di storia del conflitto arabo-israeliano ne ho letti molti, ma purtroppo mai nessuno scritto da lei. Piuttosto, visto che lei scrive libri di storia ed è quindi uno storico, mi appare sconcertante dipingere Israele come la parte buona, e la Palestina come la cattiva. Quando ormai è riconosciuto universalmente che li trovare qualcosa di buono risulta un compito arduo sia che si cerchi da un lato sia che si cerchi dall’altro. Ecco, vorrei sottoporle la lettura di articoli. Il primo è un’intervista a Benny Morris, che risale al 2004. Benny Morris, per chi non lo sapesse e sono sicuro che lei sappia chi sia, è uno storico israeliano, ricercatore e professore alla Ben Gurion University in Israele. Il secondo articolo invece è scritto da Ilan Pappe, socialista, storico, israeliano, direttore dell’European Centre for Palestine Studies.

      http://www.haaretz.com/survival-of-the-fittest-1.61345

      http://www.globalresearch.ca/israels-incremental-genocide-in-the-gaza-ghetto/5391250

      I due articoli evidenziano come sin dal 1948 ci sia stata una volontà da parte di Israele di liberarsi completamente degli arabi palestinesi da tutta la regione. E quel piano non è mai svanito dalla testa di alcuni leaders israeliani. Queste non sono semplici opinioni, in quanto ci sono documenti che lo provano; come sottolineato negli articoli.

      Lei inizia questo suo articolo dicendo: “Diciamo la verità. Di ragioni Israele ne ha. ”
      Io concludo la mia risposta dicendo: “Diciamola tutta la verità. I Palestinesi hanno anche le loro ragioni.”

      Il fanatismo esiste da entrambi i lati, e quello israeliano causa più vittime di quello palestinese.

      • La ragione in tragedie simili non può stare mai solo da una parte; però preferirei essere un cittadino di uno stato che mi consente da governato di scegliere i miei governanti…cioé quel che succede in Israele, ove ciascuno secondo le proprie sensibilità vota o Laburisti, o Kadima o conservatori o ( purtroppo !) i partiti della destra religiosa oltranzista.

  6. La Storia. Gli ebrei affermano che quel territorio sia loro poichè vittime dell’odio nazista e poichè dono di Dio ad un popolo di schiavi fuggiti dal Faraone. Gli arabi dicono che quel territorio era loro da quando lo conquistarono dai bizantini nel lontano VIII secolo dopo Cristo. La Storia. Un insieme di conquiste, lotte e riconquiste. Gli ebrei assediati dal Medio Oriente, ma armati di tecnologie di prima eccellenza, provenienti quasi tutte dagli Stati Uniti, da oppressi sono diventati oppressori. Gli arabi, che qualche secolo prima erano il terrore dell’Europa intera, ora sono il “terzo mondo”. Il mondo prima o poi cambierà e si mescoleranno le varie etnie o almeno si uniranno sotto la bandiera della pace. Ma a colmare l’incompetenza si pone il tempo, che a quanto pare dovrebbe risolvere il problema. Solo con molto più sangue versato…

  7. Caro Ben, mi piacerebbe chiamarla col suo vero nome. Ad ogni modo la ringrazio del suo secondo pezzo che si distingue dal primo perché svolge un ragionamento che in parte condivido. Se non ho capito male lei sostiene che la ragione non sta da una parte. E io condivido. Non capisco ancora però come abbia potuto definire fazioso e sconcertante il mio editoriale…

    • Direttore, l’ho definito fazioso e sconcertante perché oltremodo sbilanciato. C’è un passaggio del suo pezzo che simboleggia ciò che dico. Lei scrive: “Un’azione di terra di Israele è legittima, ma non risolutiva.” Legittima per chi? Rispetto a che cosa?

      Sono le stesse Nazioni Unite, in data 11 luglio, a definire l’azione israeliana illegittima e sproporzionata e in violazione della quarta convenzione di Ginevra:

      “While condemning the indiscriminate rocket fire emanating from Gaza targeted at Israeli cities and civilian infrastructure, the Bureau contends that such attacks do not justify the disproportionate use of force and the collective punishment of 1.7 million Palestinians living in Gaza, including yesterday’s killing of an entire family of eight. Some 340 housing units have been destroyed or severely damaged by over 1,000 Israeli air strikes, displacing at least 2,000 people and further destroying critical civilian infrastructure including wastewater treatment facilities and water distribution networks.

      Israeli actions are in clear violation of its obligations as the occupying Power under the Fourth Geneva Convention relative to the Protection of Civilian Persons in Time of War to protect the civilian population under its occupation.”

      (http://unispal.un.org/unispal.nsf/47d4e277b48d9d3685256ddc00612265/99b0f25018e0212a85257d1200750543?OpenDocument)

      Israele, purtroppo, se ne frega del dritto internazionale, e crede anche le Nazioni Unite siano un nemico. Tutti quelli che non appoggiano la sua propaganda si trasformano in nemici. Questo è fanatismo, e deve essere messo sullo stesso piano di quello arabo.

      La ringrazino comunque per le sue risposte, che chiarificano che la sua posizione in merito è equidistante.

      Saluti.

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