mercoledì, 26 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Istituito il Premio alla memoria di Giuseppe di Vagno
Pubblicato il 17-07-2014


Giuseppe Di Vagno“Un voto che segna una buona scelta della Camera, perché onora un “gigante buono”, amato dal popolo, perché ricorda con un premio di ricerca il primo deputato assassinato nella storia d’Italia, il primo vittima del fascismo”. Queste le parole di Marco Di Lello, relatore della proposta di legge votata ieri alla Camera che istituisce il Premio di ricerca Giuseppe di Vagno. “Una buona scelta – ha proseguito l’esponente socialista – perché tutela la memoria collettiva, la nostra storia, le nostre radici. Ed è infine, una buona scelta perché si investe sul sapere dei nostri giovani, offrendo una nuovo opportunità per studiare, documentare, ricercare su conflitti sociali, lotta politica, idee e valori del socialismo nel mezzogiorno, in Italia e nel mondo”. La proposta di legge prevede disposizioni per il potenziamento della biblioteca e dell’archivio storico della Fondazione di Vagno e per la conservazione della memoria del deputato.

LOCATELLI: FONDAZIONE INDISPENSABILE – “Senza conoscere la storia non si può fare buona politica, non si possono comprendere i conflitti internazionali che lacerano il mondo, non si possono crescere i nostri figli e le nostre figlie. Per questo dobbiamo essere grati alla Fondazione Di Vagno e a tutte quelle Fondazioni che, tra mille difficoltà economiche, suppliscono a queste mancanze, custodiscono libri e giornali, fonti storiche insostituibili, e tengono viva la memoria”. Con queste parole è intervenuta Pia Locatelli, deputato Psi che ha inoltre ringraziato la collega del Pd, Laura Coccia per aver ricordato – durante il suo intervento – “la storia del socialismo, la nostra storia, e ha difeso la parola socialista da quanti, in quest’aula come fuori, per ignoranza, populismo e sentito dire vogliono relegarla nel fango. Certo, ci sono stati degli errori, anche gravi del mio partito come in altri partiti. Ce ne assumiamo la responsabilità senza nascondere i fatti, senza nascondere nulla. Ma questi errori non possono cancellare quanto di buono è stato fatto per il nostro Paese”.

LA FONDAZIONE – Formalmente costituita alla fine degli anni ’70 da un gruppo di giovani intellettuali dell’area Socialista (ma non impegnanti organicamente nel Partito) la Fondazione ebbe da subito finalità esclusivamente culturali. L’esperienza fu idealmente ispirata dall’operato dell’Istituto di cultura socialista “Giuseppe Di Vagno” animato a Bari dallo storico Antonio Lucarelli sul finire del 1943. Nel 2003 l’attività della Fondazione venne rilanciata a Conversano per l’intuizione di Gianvito Mastroleo e, come sede fu concessa dal Comune un’area del Monastero di San Benedetto. Nell’ultimo decennio, la Fondazione si è impegnata in attività di ricerca storica e approfondimento culturale, in particolare dedicata all’indagine della figura politica di Di Vagno e degli atti del processo a carico dei suoi assassini, esplorando a fondo il mondo del socialismo pugliese del ‘900. L’intensa e fertile attività ha portato l’istituto ad essere iscritto nella Tabella triennale del Ministero dei Beni e delle attività culturali sin dal 2009.

Silvia Sequi

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