domenica, 19 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Kosovo senza governo,
elezioni da rifare?
Pubblicato il 16-07-2014


Kosovo-governoSi tiene domani in Kosovo la sessione costitutiva del nuovo parlamento, un mese dalle elezioni parlamentari anticipate dell’8 giugno scorso. I 120 deputati dell’Assemblea kosovara dovranno anzitutto eleggere il nuovo presidente del parlamento che molto probabilmente riuscirà anche a dare una forma al nuovo governo. I contendenti sono sempre gli stessi: il Partito democratico del Kosovo (Pdk) del premier uscente Hashim Thaci da una parte; la coalizione post-elettorale formata da Lega democratica (Ldk), Alleanza per il futuro (Aak), Iniziativa civica (Nisma) dall’altra. Non è ancora chiaro quale sarà la posizione del movimento kosovaro di sinistra Vetevendosje, dopo la mancata firma dell’accordo per la partecipazione all’eventuale governo Ldk-Aak-Nisma.

Il Partito democratico del premier uscente Thaci ha ottenuto il 30,38 per cento delle preferenze e 37 seggi alle ultime elezioni; la Lega democratica di Isa Mustafa ha guadagnato il 25,24 per cento dei voti; il movimento di sinistra Vetevendosje dell’attivista Albin Kurti ha ottenuto il 13,59 per cento. L’Alleanza per il futuro del Kosovo dell’ex premier e comandante dell’Esercito di liberazione Ramush Haradinaj ha raccolto il 9,54 per cento dei voti e 11 seggi; la Lista serba (Srpska) sostenuta da Belgrado il 5,22 per cento e 9 seggi garantiti; la Lista civica per il Kosovo dei transfughi del Pdk Fatmir Limaj e Jakup Krasniqi ha guadagnato il 5,15 per cento dei voti.

Questo risultato lascia il Pdk del premier uscente Thaci senza alleati per formare il governo e una situazione in cui non ci sono i numeri per formare una maggioranza nonostante la vittoria elettorale. Anche con il sostegno dei 20 seggi delle minoranze, il Partito democratico ha bisogno di altri quattro deputati per poter formare il nuovo governo. L’alleanza Ldk – Aak-Nisma, invece, raggiunge insieme 47 seggi parlamentari, che potrebbero diventare 63 su 120 con il sostegno esterno dei 16 deputati del movimento radicale Vetevendosje, che per ha posto alcune dure condizioni, come una maggiore lotta alla corruzione, la sospensione dei piani di privatizzazione e la modifica radicale dei colloqui con i serbi favorendo il dialogo tra Belgrado e Pristina

La presidenza dell’Assemblea parlamentare kosovara ha accettato solo la scorsa settimana la registrazione del gruppo parlamentare congiunto Ldk-Aak-Nisma, che avendo più seggi dovrebbe ricevere l’incarico di presidente del parlamento. Fonti vicine al Pdk hanno riferito che la presidente dell’Assemblea parlamentare Flora Brovina (esponente del Partito democratico) che presiederà  domani la sessione costitutiva, potrebbe non rispettare l’ordine del giorno e invitare il Pdk a proporre un suo candidato per l’incarico di presidente

L’opposizione, spalle al muro, potrebbe contestare la decisione con un discorso del capo gruppo parlamentare o boicottare immediatamente la seduta. In quest’ultimo scenario, fonti parlamentari riferiscono che il movimento di sinistra Vetevendosje aderirebbe all’iniziativa, lasciando l’Assemblea senza il quorum per continuare i lavori. Diverso è invece il discorso per la formazione del governo.

Kosovo-elezioniSecondo una recente decisione della Corte costituzionale, la presidente della Repubblica Atifete Jahjaga che ha già promesso di portare il Kosovo nella UE, deve incaricare il partito di Thaci, in quanto formazione politica che ha ottenuto più voti alle ultime consultazione. La coalizione Ldk-Aak-Nisma, che teoricamente ha più seggi parlamentari del Pdk, non è stata riconosciuta dalla Corte costituzionale. La presidente della Repubblica, secondo i giudici, non può rifiutarsi di incaricare un candidato “nominato dal partito politico o dalla coalizione” che ha la maggioranza “assoluta o relativa” nell’Assemblea parlamentare. Nel caso in cui Thaci non dovesse ottenere i voti necessari per formare il nuovo esecutivo, la presidente “incarica un altro candidato dopo le consultazioni con i partiti o le coalizioni (registrati in osservanza della Legge sulle elezioni generali) che soddisfano i requisiti menzionati”. Non è escluso, conclude la Corte, che il Capo dello Stato “decida di dare al partito o alla coalizione iniziale l’opportunità di proporre un altro candidato”.

Quest’ultima ipotesi, però, non sembra tenere conto del fatto che la presidente, sempre secondo i giudici, “deve valutare qual è il partito o coalizione che ha la maggiore possibilità di proporre un candidato premier in grado di ottenere i voti necessari in Assemblea per la costituzione di un nuovo governo”. I giudici sono stati chiamati ad esaminare l’articolo 84 (competenze del presidente) e l’articolo 95 (elezioni del governo) della carta fondamentale kosovara. L’articolo 95.1 afferma che “dopo le elezioni, la presidente della repubblica (Atifete Jahjaga, ndr) propone all’assemblea un candidato premier, d’accordo con i partiti politici o la coalizione che ha ottenuto la maggioranza dei seggi necessari per formare il governo”

Tuttavia, non era chiaro se per “coalizione” si intendessero solo le alleanze pre-elettorali, come sosteneva il Pdk, o anche le coalizioni post-elettorali, come nel caso dell’alleanza guidata dalla Ldk. Secondo l’articolo 95.4, inoltre, “se la composizione di governo proposta non riceve la necessaria maggioranza dei voti, il Presidente della Repubblica nomina un altro candidato con la stessa procedura entro dieci giorni”. Il Partito democratico sostiene che anche il secondo candidato debba provenire dalle sue file, un fatto che condannerebbe probabilmente il Paese alle elezioni anticipate.

Sara Pasquot

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