domenica, 24 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

LA CREDIBILITÁ DEL PAESE
PASSA PER LE RIFORME
Pubblicato il 25-07-2014


Nencini-Psi

Alitalia, economia, riforme istituzionali. Questi i temi affrontanti dal segretario del Psi Riccardo Nencini intervenuto questa mattina a “Omnibus”, trasmissione de “La7”. Parlando della questione Alitalia il viceministro ai Trasporti ha detto che “Etihad sta spingendo per chiudere il più rapidamente possibile la vicenda Alitalia. Rimane il problema degli esuberi. Non condivido – ha detto – le posizioni pan-sindacali che non guardano all’obiettivo finale. In campo c’è un investimento molto grande di Etihad, intorno al miliardo e 200 milioni di Euro per i prossimi anni. La mia opinione e che si debba spingere e il ministro Lupi, lo sta facendo bene, affinché si chiuda il più rapidamente possibile. Il ministro sta discutendo con Poste Italiane. È più facile discutere con loro che con i sindacati. Bisogna fare un appello al movimento sindacale perché non ci sono altre alternative praticabili oggi”.

Secondo tema le riforme.  “L’Italia – ha ricordato Nencini – si è sorretta su tre pilastri istituzionali: organi interamente elettivi, Carta Costituzionale che si fonda sul bicameralismo perfetto e il sistema delle province di derivazione francese. Se si smontano questi tre pilastri, e lo stiamo facendo, conviene allora ridefinire la cornice istituzionale in cui l’Italia si muove. Questa è la priorità. Serve un vestito che sia comprensibile da parte degli italiani perché attraverso una riforma istituzionale integrale, passa anche la possibilità da una parte della certezza e della credibilità delle istituzioni territoriali e della nuova costituzione, dall’altra di tutta una serie di procedure che riguardano la semplificazione e quindi di interesse particolare per il mondo dell’impresa. Inoltre – ha continuato – non può che esserci una relazione con la nuova legge elettorale. Se si ha una sola Camera di fatto, dove si concentrano tutti i poteri, è difficile pensare che quella Camera non abbia una base elettiva aperta. E ci sono soltanto due modi: o collegi molto piccoli nei quali per gli elettori è facile riconoscere gli antagonisti in campo oppure un sistema proporzionale dove c’è il voto di preferenza. Tertium non datur”.

Dopo l’estate si preannuncia un autunno caldo. “C’è da ricostruire una legge di stabilità – ha detto Nencini – siamo nel cuore del Semestre Europeo e quindi ci sono impegni che l’Europa può assumere verso l’Italia. Insomma ci sono troppi realisti, più del re, e non fanno un buon servizio. Né agli italiani ne al re”. Sulle riforme e sul clima di scontro al Senato Nencini ha poi aggiunto che “il tema dei ‘frenatori’ al Senato va letto mettendo l’attenzione su due punti. Possiamo discutere e criticare il contingentamento dei tempi, però nel contingentamento i capigruppo hanno definito che si voterà l’atto finale l’8 di agosto. Non siamo ancora alla fine di luglio quindi è un contingentamento molto flessibile che consente una discussione molto larga. Secondo: eviterei di trarre degli esempi pescandoli una volta dalla Francia, una volta dalla Germania o dalla Spagna. Ogni paese ha la sua identità, le sue radici, anche di natura istituzionale e storica, che non possono essere trasformate e non hanno un uguale altrove”. “Quando si parlava di riforma del titolo V, assegnando alle Regioni ulteriori poteri di natura federale – ha continuato – il Senato avrebbe potuto essere elettivo di primo grado, ora che invece nella riforma del titolo V si torna a ricentralizzare una serie di funzioni, possiamo discutere nuovamente di un Senato non eletto direttamente dai cittadini”.

Sulla spesa pubblica e di come questa debba essere rimodulata o rivista e soprattutto se c’è la volontà politica di intervenire, Nencini ha detto che “la spesa pubblica è fatta di tanti pezzi. C’è un pezzo di spesa pubblica che è intoccabile. Ed è quello dei servizi primari alla persona. Eviterei di mettervi mano perché siamo già all’osso. Lo sanno bene gli amministratori locali. Siamo a un livello che non è mai stato così basso dall’inizio del 2003-2004, quindi da una decina di anni. Non possiamo scendere al di sotto.  Poi c’è un intervento sulle istituzioni medie e piccole e ci sono dei tagli dei quali stiamo discutendo. Il Senato per ultimo, le Provincie cosa di fatto già avvenuta. Ma soprattutto vorrei ricordare quattro fonti possibili di interventi. Una diversa  organizzazione di spesa – ha continuato Nencini – per i fondi europei. Noi abbiamo un deficit nella capacità di spendere straordinariamente alto. O c’è una cabina di regia del Governo che assiste le regioni, e non solo quelle del Sud, a spendere di più e meglio, o rischiamo di perdere i fondi di coesione 2014-2020. Secondo: tassare di più il gioco d’azzardo. Da li possono venire dai due ai tre miliardi. La mole è imponente si parla dai 90 ai 100 miliardi sul tavolo con un intervento che può essere davvero ragguardevole. Terzo il cofinanziamento con i fondi comunitari e in ultimo l’applicazione obbligatoria dei costi standard. Sta avvenendo nella Sanità, può avvenire nel trasporto pubblico locale e può avvenire in ogni pezzo della pubblica amministrazione dove ancora la spesa storica la fa da padrone”. Altro tema toccato è quello dei debiti della pubblica amministrazione. “Per ora le promesse – ha concluso – sono stati impegni. Io spero che la salita Firenze-Monte Senario la faccia Bruno Vespa, ed è una bella camminata” ha detto ricordando la scommessa tra il conduttore e il premier nel salotto di Porta a Porta.

Redazione Avanti!

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Commenti all'articolo
    • Hai perfettamente ragione. Sottoscrivo pienamente la tua affermazione. Con la chiusura ad oligopolio dei partiti. I partiti non permettono che vi si acceda dalla società civile con persone legittimate dal popolo stesso. Ho l’impressione che i partiti, tutti, gestiscano il loro potere chiudendosi in un recinto autoreferenziale, con un premio interno che non rappresenta, spesso, il desiderio di ciò che vuole la gente”.

  1. Sono molti i temi che danno credibilità ad un Paese, primo fra tutti credo sia la credibilità della propria classe dirigente, il secondo tutti debbono mettersi in testa di essere più onesti con se stessi e verso gli altri, il terzo è lo studio e la capacità di fare proposte per dare risposte ai problemi della società, quarto è avere un contatto costante con il territorio espressione della volontà popolare, quinto non dimenticarsi mai che sono gli interessi generali che debbono prevalere nei confronti delle lobbjs e delle corporazioni.

  2. Ho seguito il Compagno Segretario alla trasmissione ed è stato abbastanza valido, salvo non dire apertamente che l’Italicum B.R. è inaccettabile perchè “cancella i piccoli Partiti-ricatatori”, utilizzandone i voti per il Premio di maggioranza e il ballottaggio senza il minimo riconoscimento Parlamentare. Anche sul contingentamento, già discutibile su una riforma costituzionale (assurdamente proposta dal Governo), perchè assegna i tempi (80 ore) in base alla consistenza dei Gruppi e quindi penalizza l’opposizione specie SEL. Ci vuole capacità di mediazione vera che manca a Renzi e ai renziani.

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