mercoledì, 15 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

La disoccupazione non cala
La Camusso sferza il Governo
Pubblicato il 01-07-2014


Lavoro Prima MaggioIl 2014 rischia di essere un anno pesantissimo per il livello dell’occupazione italiana, in declino ormai da tredici anni. Intere aree produttive del Paese, dai distretti industriali del nord-est alle grandi e medie imprese manifatturiere del centro-nord, non vedranno realizzate le speranze di una seria riforma del lavoro più volte annunciata dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Il Mezzogiorno, come al solito, sarà completamente abbandonato a sé stesso.

“Le riforme vanno fatte anche per rinnovare l’arco istituzionale, certo!” commenta la segretaria generale della CGIL Susanna Camusso. “Ma la vera riforma se si vuole di nuovo andare avanti è quella che riguarda l’occupazione e il lavoro! Le promesse del Governo non ci rassicurano.”

Susanna Camusso ha continuato a esternare i propri dubbi sull’operato e le intenzioni del Governo. Infatti, per la segretaria generale della CGIL, accettare l’attuale proposta di legge di stabilità significa portare i lavoratori a non percepire per un anno l’indennità di disoccupazione. La motivazione è semplice: al 30 giugno 2014 non si è ancora riusciti a versare le indennità del 2013. Inoltre la Camusso chiede sicurezze per la cassa integrazione e la mobilità in deroga almeno fino a quando non entreranno in vigore i nuovi ammortizzatori sociali. Quest’ultimi debbono essere legati anche ai piani e alle prospettive di ripresa delle imprese. Le aziende stanno licenziando non per il gusto di licenziare, ma perché le Regioni respingono le domande di accesso alla CIG.

Perciò il 2014 sarà un anno in cui potrebbero rivelarsi fatali alcune problematiche ancora irrisolte quali la crescente disoccupazione e l’inefficacia degli ammortizzatori sociali attualmente in vigore. Risultato? Il calo di potere d’acquisto delle famiglie, già ai minimi storici, con un altro e ben più pesante crollo dei consumi. Ma se si acquista di meno, le industrie, e tutto il sistema dell’indotto, sono costrette a diminuire i posti di lavoro a fronte di una scarsa domanda di beni e servizi. Ecco allora che si assisterà ad un’impennata vertiginosa della disoccupazione. La segretaria generale della CGIL Camusso e il presidente di Confindustria Squinzi hanno parlato di situazione allarmante per quanto riguarda il tasso di disoccupazione: 13,6% su scala nazionale e mentre si sale fino al 46% se si prende in considerazione la fascia 15-24 anni.

Sia gli imprenditori sia i rappresentanti dei diritti del lavoratori chiedono una cosa sola: crescita e lavoro.

Manuele Franzoso

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Commenti all'articolo
  1. 2013 12,2%; 2014 12,8%; 2015 12,5%; 2016 12,2%; 2017 11,6%; 2018 11,0%.
    Non sto dando i numeri, i numeri li hanno dati quelli del governo. Per la precisione il Presidente del Consiglio e il Ministro per l’Economia.
    Quelli che ho riportato – ve ne sono altri, ma questi sono più pertinenti rispetto all’articolo di Franzoso – sono i valori di stima per il tasso di disoccupazione da qui a cinque anni, così come sono stati scritti nel DEF. Purtroppo Renzi non ha presentato nessuna slide, nessun foglio Excel, e non ha fatto nessuna battuta spiritosa su questi dati. Forse perché non si prestano molto ai soliti frizzi e lazzi del nostro. Infatti, se l’11% vi sembra poco, potete sempre moltiplicare per due il valore generale, per avere il tasso di disoccupazione nel Mezzogiorno; e per quattro per ricavare il tasso di disoccupazione giovanile.
    Comunque possiamo stare sereni. Il dato sulla disoccupazione a Giugno è fermo al 12,6 – contro il 12,8 previsto nel DEF per il 2014. Vero è che le Idi di Marzo sono arrivate, ma non sono ancora passate: per arrivare a Dicembre c’è tempo. Ma se siamo fortunati, il Governo ha sbagliato i conti…

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