domenica, 24 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

LA GHIGLIOTTINA
TAGLIA IL SENATO
Pubblicato il 24-07-2014


Senato-Ghigliottina

Una giornata convulsa a Palazzo Madama. Alla fine la maggioranza ha scelto l’opzione più drastica: il contingentamento dei tempi del dibattito in aula, altrimenti detto “tagliola”, e il voto sul ddl riforme entro l’8 agosto. E comunque vada a finire il lungo percorso di revisione previsto dalla Costituzione, sarà referendum come ha detto con un “cinquettio” il Ministro Boschi ritwittato poi anche da Matteo Renzi.
I tempi complessivi ammonteranno a 115 ore. Di queste 8 saranno riservate per la presidenza e i relatori, 80 per le votazioni e 20 ripartiti tra i gruppi. In mattinata, dopo la votazione dei primi emendamenti, sono stati sospesi i lavori dell’Aula e convocata d’urgenza la capigruppo. Il presidente Piero Grasso ha così accolto la richiesta di sospensione presentata dal presidente dei deputati del Pd Luigi Zanda che nel suo intervento era stato molto critico sulla lentezza delle votazioni sugli emendamenti. Dure e immediate le reazioni di chi voleva un dibattito più ampio: “decisione grave ed irresponsabile” le parole più usate. Insomma una giornata complicata, tesa, dove sono volate parole pensanti, con il capogruppo Pd, Luigi Zanda che alla fine perde la pazienza e, contrariamente a quanto ricordato pochi minuti prima (“non ho mai alzato la voce in Aula”), alla fine del suo intervento alza il tono di voce e anche i contenuti non sono da meno, fino a dire: “Non dovevamo arrivare al contingemntamento dei tempi, ma si è arrivati a questo” per l’ostruzionismo dell’opposizione “che non ha voluto ritirare gli emendamenti” nonostante” i 6 appelli a discutere. Il Movimento 5 Stelle, Sel e la Lega sono saliti al Quirinale per un incontro con Napolitano.

Questa la conclusione di una giornata convulsa a Palazzo Madama, dedicata al disegno di legge Boschi di riforma costituzionale. Forse si è persa una occasione: quella di un dibattito serio e costruttivo. Evidentemente i contrari alla riforma non hanno saputo far nulla di meglio che sommergere il Senato di emendamenti con il solo effetto boomerang di rendere inevitabile il cadere della ghigliottina. Sarebbe stato più proficuo, con un minimo di lungimiranza in più, stabilire alcuni punti chiave e su questi concentrarsi.

L’aria della ghigliottina si respirava già in mattinata dopo la sospensione dei lavori. “Debbo constatare anche questa mattina l’andamento dei lavori dell’Aula – aveva detto Zanda -. Siamo qui da un’ora e mezza e sono stati votati cinque emendamenti. Ieri abbiamo fatto appello perché venissero ridotti gli emendamenti. Molti di questi possono essere riassunti e trattati senza dilungarci in successive discussioni”. A ruota Maurizio Sacconi dell’Ncd: “O vengono ridotti drasticamente gli emendamenti entro il nove agosto o viene utilizzato l’articolo 55 del regolamento che regola i tempi di discussioni. In ogni caso la maggioranza è determinato a ottenere il voto sul ddl prima della pausa estiva”. Poco dopo era arrivata la dichiarazione del Ministro per le Riforme Boschi che aveva detto come il governo sia “disponibile a migliorare il testo, ma non a stravolgerlo. Non è serio fare ostruzionismo in questo modo, ne va della dignità anche di questa istituzione. Noi abbiamo chiesto – aveva spiegato Boschi – il ritiro di un numero sostanzioso di emendamenti, perché 7.800 emendamenti impediscono un approfondimento di merito. Se ci sarà – aveva aggiunto il ministro – siamo disponibili ad un approfondimento nel merito, ma questo approfondimento non è possibile mentre prosegue l’ostruzionismo”.

Per discutere della posizione che il Psi assumerà nel dibattito sulle riforme, si è oggi riunita la Segreteria Nazionale del Partito. Dalla riunione, che si è svolta nella sede della direzione a Roma, alla presenza del Segretario Riccardo Nencini, è emerso che “i parlamentari socialisti voteranno a favore della Riforma del Senato così come proposto dal Governo”. Tra le proposte passate a larga maggioranza – con tre voti contrari – è stata approvata la decisione di mantenere gli emendamenti presentati su un “nuovo sistema di elezione dei membri del CSM” e quella di “associare il voto dei parlamentari europei per l’elezione del Capo dello Stato”. Per quanto riguarda il dibattito sull’immunità dei Senatori nella riforma, “va adottata – secondo i dirigenti del Psi – la normativa in vigore presso il Parlamento europeo”. Posizione non condivisa da Bobo Craxi che in una nota ha dichiarato: “Si è aperto un dissenso politico nel Psi circa la condotta da mantenere sulla questione dell’elezione diretta del Senato della Repubblica. Insieme ad altri dirigenti e al senatore Buemi – ha dichiarato Craxi – abbiamo mantenuto coerente la posizione dei socialisti intorno alla natura di investitura popolare della seconda Camera, pur con funzioni profondamente modificate. Esse – ha proseguito l’esponente socialista – non possono che prevedere un mandato popolare pieno ed esplicito, dunque con senatori eletti e non successivamente nominati. Il segretario – ha aggiunto – ha invece ritenuto di considerare, sbagliando, una posizione di quest’ultimo tipo, confliggente con il nostro sostegno al Governo e la nostra stessa partecipazione alla maggioranza. Principi di questa fatta risalgono alla natura democratica di una forza politica. E un Senato elettivo rafforza la democrazia e la politica in Italia, mentre altri sistemi la indeboliscono e isteriliscono. Mi auguro – ha concluso Craxi – che il compagno Buemi mantenga salda coerenza nella sua battaglia parlamentare, in attesa di un chiarimento politico più ampio nel Psi, oggi vistosamente spaccato”.

A Bobo Craxi risponde direttamente Enrico Buemi con una precisazione:  “Pur manifestando posizioni più articolate sulla discussione generale al Senato – ha detto Buemi – alla riunione della segreteria ho votato a favore della proposta del Segretario circa la condotta da assumere nel dibattito sulle riforme costituzionali”. Sulla stessa linea il  Capogruppo del Psi alla Camera Marco Di Lello:  “Noi socialisti abbiamo il riformismo nel Dna e non saremo noi a frenare il cambiamento di cui l’Italia ha bisogno. Questo ha deciso oggi a larghissima maggioranza la segreteria del Psi e questo faranno i parlamentari socialisti”.

Daniele Unfer

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Commenti all'articolo
  1. Oramai siamo alla “monarchia democratica”! il popolo non eleggerà nessun rappresentante. I cosiddetti Partiti di conseguenza si adeguano. Saranno i soliti pochi padroni e padroncini a decidere chi nominare. Ovviamente il dissenso viene eliminato con il ricatto (vedi voto anticipato) oppure non ti candidano chi rompe. E la chiamano RIFORMA….. per favore! nel DNA socialista c’è ben altro. Mi sembra che oramai, abbiamo meno dignità del Partito dei Contadini ai tempi di Lenin e Stalin! Almeno un pochino di onestà, ditelo che volete confluire nel PD, cosi finiamo questa lenta agonia!

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