martedì, 19 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

“La luce, il vento,
la tradizione”: a NY
va in scena la Puglia
Pubblicato il 29-07-2014


Dal set LA LUCE, IL VENTO, LA TRADIZIONE - Ph. Carlos Solito©“Il vento è l’ingrediente segreto, è il vento della storia, della sapidità mediterranea”. Ma anche il vento della tradizione che si tramanda di generazione in generazione”. Queste le parole che Carlos Solito utilizza per spiegare il suo ultimo spot pubblicitario dal titolo “La luce, il vento, la tradizione”. Presentato ufficialmente il mese scorso, a New York, in occasione della sessantesima edizione della prestigiosa manifestazione Fancy Food (tra i più importanti eventi fieristici di food and drink di tutto il mondo, ndr) il video racconta la Puglia rurale al fine di promuovere e diffondere – sulla scena americana – i brand della primaria azienda italiana nel campo delle semole, grano, farine commestibili e prodotti da forno (https://www.youtube.com/watch?v=O-JoQj-PoTY&hd=1)

LO SPOT – Lo spot narra un viaggio, quello di un bambino (Mattia D’Ippolito, tarantino di 9 anni) che, inseguendo il vento, parte da uno dei simboli di Puglia, Castel del Monte (Patrimonio Mondiale dell’Umanità che campeggia sul centesimo di euro), in pieno Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Le musiche che accompagnano le immagini – composte dal pianista e concertista internazionale Ciro Gerardo Petraroli, pugliese anche lui, – contribuiscono all’immersione in un Sud Italia lontano dalle rotte e dalle logiche comuni ai più. Un Sud Italia che esiste da sempre, immortale: quello fatto di piccoli luoghi, grandi silenzi. Con la tipica luce del Mediterraneo, quasi fosse un set di Tornatore o Salvatores (in “Io non ho paura”) lo spot propone – in chiave cinematografica – un Meridione dai forti carichi di neorealismo, “il nostro ingrediente principe, come la farina per il pane, per il Mezzogiorno e l’Italia tutta”, afferma Solito.

IL REGISTA – Prolifico scrittore, giornalista, fotografo e filmaker pugliese, Solito – 36 anni – propone un’altra volta la lettura di un Sud Italia unico. “Raccontare la Puglia, raccontare il mio Sud, è qualcosa che mi da’ senso – afferma – e il perché sta nel fatto che per farlo devo mettere in moto i sensi, farli muovere come un ingranaggio perfetto, come un orologio che batte un tempo lento. Anzi – aggiunge Solito – come un orologio che batte un tempo senza logica perché la bellezza è eterna. E il nostro Sud, la nostra Puglia, è piena di bellezza che, faccio entrare in scena Kant, è o non è una forma di pensiero?”

Silvia Sequi

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