giovedì, 21 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

L’amore tra Renzi e Berlusca…
Pubblicato il 04-07-2014


Pier Silvio dice che Renzi è il più bravo, dopo papà naturalmente. E papà questo lo ha sempre pensato, da quando Matteo si presentò ad Arcore, da sindaco di Firenze, sfidando i veti dei suoi. E soprattutto da quando Matteo lo ha inviato al Nazareno a concordare le riforme istituzionali. Penso che anche Barbara, tra un Balotelli che resta e un Kakà che va, e soprattuto Marina, che invece resta a Madiaset, facendo la fine di Telemaco, la pensino così.

Non c’è mai stato in Italia un bipolarismo così amorevole. Così denso di scambi di affettuosi riconoscimenti. Se pensiamo che fino a poco fa, invece, la nostra contrapposizione era fondata sull’odio, sul mancato riconoscimento democratico dell’avversario, non c’è che dire, si è fatto un gran bel passo in avanti. Non tutti nel Pd la pensano come Renzi e continuano a ritenere Berlusconi un intoccabile, come non tutti in Forza Italia la pensano come la famiglia Berlusconi e ritengono Renzi o solo un illuso o solo un pericolo. Ma oggi nessuno nel Pd ha la forza di contestare Renzi dopo il trionfo alle europee e nessuno da vent’anni può contestare Berlusconi nel partito da lui fondato e di sua personale proprietà.

Oddio, qualche crepa si annuncia proprio sulla questione dei finanziamenti all’interno di Forza Italia. Pare che si siano messi in testa di far pagare i debiti, almeno in parte, ai parlamentari, che si sono ribellati. Se undicimila euro vi sembran pochi venite voi a lavorar… E anche nel Pd pare tutt’altro che chiusa la dissidenza sulla riforma del Senato. Ma Renzi e Berlusconi reggeranno ancora. Spero invece non regga l’Italicum, una legge pessima e antidemocratica che piace ad entrambi. Il figlio degenere della loro unione.

L’Italicum produce tre paradossi: la minoranza assoluta, il furto del voto e i nominati corti. Non approfondisco ancora il significato di questi tre slogan. Resta la consapevolezza che anche il nuovo clima che si è opportunamente creato tra gli antagonisti possa produrre qualche imbroglio. Proprio come l’amore, che a volte genera piacere, ma a volte provoca anche nefandezze. Forse la famiglia Berlusconi non lo sa. Ma la legge truffa del 1953 era, al paragone dell’Italicum, una legge onestissima. E perfino la legge Acerbo del 1953 poteva generare meno sconquassi, visto che si vinceva con almeno il 25 e con l’Italicum si rischia di vincere in coalizione anche solo col venti. Si riuniscano ancora Berlusconi e Renzi e a prova del loro amore partoriscano una legge diversa. In fondo basta un solo nuovo atto di amore, ma per la democrazia.

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Commenti all'articolo
  1. Spero solo che Renzi sia coseguente a quello che dice, in merito all’Italicum e cioè di sottoporre al giudizio preventivo della Consulta la nuova legge. Infatti ci sono molti dubbi di costituzionalità che ricordano il famigerato porcellum. Se tale valutazione la facesse lui per primo, ascoltando i molti contrari a quel sistema, non finirebbe nelle fauci di Grillo che non aspetta altro. Berlusconi è ancora convinto che un intruppamento di tutta la destra con lui ancora al comando, lo possa far andare al ballotaggio, ma credo che faccia i conti senza l’oste cioè Grillo e non consideri il suo declino fatale.

  2. Direttore, i riferimenti agli anni 50 fanno immagine, ma falsano la realtà. La situazione politica, quella culturale, economica non sono nemmeno paragonabili.
    La difesa di modelli partecipativi che, in teoria, sembrano garantire maggiore democrazia, ma in pratica hanno determinato ingovernabilità, fanno si che si scivoli verso forme di autoritarismo gerarchico, che perpetua se stesso. Mi spiego, il potere è in mano alle gerarchie burocratiche perché la politica è debole e inefficace.
    Se si continua in questo modo la soluzione dei problemi sarà impossibile e si arriverà a forme di ribellione o autoritarismo.
    C’è qualcuno che pensa sia possibile annullare o ridurre a dimensioni accettabili il debito pubblico italiano? Ci vorrebbero 50 anni riducendolo di 40 miliardi l’anno.

    • intanto complimenti a Del Bue per gli articoli sempre interessanti. Condivido che la politica è debole penso a causa di sistemi ereditati dalla guerra fredda (in Italia condotta in modo diverso che in altri paesi ) e che non sono stati dismessi alla fine del blocco comunista. Dove sia locato il potere è una questione complessa. il potere dovrebbe essere presso i partiti ma se sono indebitati forse il potere è in gran parte presso i creditori ( banche , poteri economici vari ). Cosa significa “La difesa di modelli partecipativi che, in teoria, sembrano garantire maggiore democrazia, ma in pratica hanno determinato ingovernabilità,”?
      sono interessato a capire perché ritengo la democrazia, critica e partecipata, il futuro; soprattutto nei partiti dove c’è poca democrazia reale.

      • La democrazia è, per se stessa, fonte e luogo della critica. E’ ugualmente connessa alla democrazia il valore della decisione a “maggioranza”.
        Il problema dell’Italia è che questo valore non viene accettato. Nell’immediato passato la soluzione al problema è stata individuata nella compartecipazione. Cioè decidiamo assieme, maggioranza e opposizione, con pure i sindacati e le cosiddette forze sociali. Decisione saggia se le soluzioni prese avessero o tenessero conto dell’obbiettivo che si intendeva raggiungere. Decisione malsana se, come spesso è accaduto, ne usciva un pasticcio che complicava maggiormente le cose. Metodo però, inattuabile oggi, perché, la TAV insegna, non c’è mediazione che tenga. Le “forze sociali” e quanti desiderano mantenersi questo tipo di elettorato, sono sempre in contestazione.

        Nei partiti la democrazia e la possibilità che la critica sia ascoltata, è poca. Ma, purtroppo, nelle associazioni, nella cosiddetta società civile, la DEMOCRAZIA e l’espressione critica sono, spesso delle illustri sconosciute.

        Lo dico avendo una lunga esperienza e militanza in diverse associazioni e conoscendone da vicino parecchie altre.

        Il dato positivo della crescita numerica delle associazioni è spesso dovuto alla scarsa possibilità di poter esprimere liberamente le proprie idee e competere per cambiare o integrare gli organismi direttivi.
        La vicenda delle cariche all’interno delle società sportive è emblematica.

        Come uscire da questa situazione? Con colpi di maggioranza espressa da una minoranza elettorale? Con l’estensione del metodo partecipativo. Con un comportamento educativo dei leader e, maggiormente dei media?
        Quest’ultima opzione è forse la più necessaria e la meno dispersiva e costosa.
        Vogliamo proporre gli stati generali dei media affinché, tutti si adeguino ad un comportamento più corretto?

  3. Berlusconi da sempre ha prima pensato alle proprie aziende ed all’arricchimento personale e poi al Paese Italia, ed anche oggi pensa con maggiore preoccupazione al suo patrimonio in quanto vede profilarsi pericoli di sequestri di beni e limitazioni delle proprie libertà personali, ecco perchè si aggrappa con tutte le forze al potere di Renzi che avendo ben intuito la debolezza del Berlusconi se lo porta a spasso e lo utilizza per raggiungere i propri obiettivi. La fine di questo imbroglio che danneggia il nostro Paese può essere risolto da una persona il Presidente Napolitano, che potrebbe concedergli la grazia con determinate condizioni e poi dimettersi per finalmente liberare l’Italia.

  4. caro Del Bue, ecco qui un riformista di sinistra (ex PCI) antirenziano (e storicamente antiberlusconiano). Per cosa si lotta allora? Per l’umanesimo socialista (nato ben prima di craxi) e per una democrazia partecipata. Il renzi 1.0 è da rottamare. il renzi 2.0 qualche cosa di buon sta facendo sulla scia di qualsiasi governo riformatore (forse che Bersani o Nencini non avrebbero dato gli 8o euro o non investirebbero sulle scuole?). Ma il fiorentino resta uno spregiudicato papa boy e l’inciucio dell’Italicum lo conferma. Se Nencini non avesse fatto l’accordo (fallimentare) col PD renziano il 25 maggio avrei votato PSI (Invece ho dovuto votare Tsipras come altri socialisti). Vogliamo finalmente rilanciare assieme ai dissidenti PD, a SEL, ai liberal senza patria ecc ? Tanto prima o dopo si voterà e il PD renziano non farà prigionieri..

  5. Io credo che di chiacchiere ne stiamo facendo fin troppe. È ora di scendere in piazza. Renzi e Berlusconi sono il prodotto tossico di un’Italia anestetizzata da troppo tempo e perciò incapace di reagire.

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