domenica, 16 dicembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

L’associazione Acta
sostiene Afrodite K nella
sua disobbedienza fiscale
Pubblicato il 22-07-2014


Fregosi-AfroditeKLa scorsa primavera ha dichiarato la disobbedienza fiscale pubblica: l’Inps le ha chiesto un acconto, che non ha pagato, perché non ha la possibilità di farlo. Ed è diventata “una questione di principio” come la definisce Daniela Fregosi, 46 anni, maremmana, consulente formativa aziendale e malata di tumore al seno. “Noi ‘partite Iva’ siamo pazienti oncologici di serie B, e per noi gli articoli 3, 32, 38 e 53 della Costituzione sono opzionali (quelli sull’uguaglianza dei cittadini, il diritto all’assistenza sociale e alla tutela della salute, ndr)” dichiara all’Avanti!. “Se sei un paziente oncologico – prosegue la donna – ti devi poter curare, e lo Stato dovrebbe agevolarti, aiutandoti economicamente o detassandoti. Anche perché se ti ammali di cancro, o ti curi o non mangi. E i soldi all’Inps li devi versare anche se non hai lavorato nemmeno un giorno”

La donna ha inoltre lanciato una petizione online Change.org, indirizzata al presidente del Consiglio e al ministro del Lavoro, firmata già da 47 mila persone. Oltre all’appoggio dalle associazioni di carattere sociale, l’associazione di categoria Acta (Associazione Consulenti Terziario Avanzato, ndr) ha deciso di sostenere la sua azione di disobbedienza fiscale che ha lo scopo di ottenere una reale tutela della malattia per tutti i lavoratori autonomi, promuovendo una campagna di crowdfunding. Inoltre, lo scorso novembre Daniela Fregosi ha deciso non solo di scrivere, ma anche di aprire un blog online in cui è Afrodite K, nome che richiama Afrodite A, eroina di un cartone animato dai seni a razzo, cui ha sostituito la lettera K che – nel linguaggo medico – sta per carcinoma. Nel suo spazio Fregosi non si limita a raccontare la sua esperienza personale con la malattia, ma ha raccolto informazioni in merito alle tutele e agli ammortizzatori sociali di cui un lavoratore autonomo dovrebbe aver diritto, ma che, nella realtà sono davvero pochi.

LA STORIA DI DANIELA E LA SUA BATTAGLIA – Aiutata in primo luogo dalla famiglia, ha ricevuto il sostegno economico anche da persone sconosciute che seguono il suo blog, diventato un sito di servizio e orientamento per tutti coloro che si trovano nella sua stessa situazione o che vogliono avere informazioni in merito, per esempio giornalisti free lance, commercianti, liberi professionisti, artigiani. Daniela ha scoperto che il popolo delle “partite Iva” è molto frammentato: per esempio chi ha un negozio, e si ammala, non ha un minimo di tutela, alcuna indennità di malattia.

IL CROWDFUNDING E ACTA – I soldi raccolti serviranno a pagare le spese legali e coprire i rischi di mora che la donna si sta assumendo attraverso il suo gesto. Eventuali soldi in più saranno utilizzati per garantire un servizio informativo ai lavoratori autonomi ammalati. Acta è l’associazione dei freelance italiani, ovvero di tutti i professionisti indipendenti con partita IVA, ma non solo: si tratta di un’associazione di rappresentanza costituita da un gruppo di professionisti i cui clienti sono in prevalenza imprese o enti pubblici. Scopo dell’associazione è dare voce al mondo dei freelance italiani, che offrono servizi e prestazioni altamente professionali, ma che non sono adeguatamente riconosciuti come tali dallo Stato. Ciò che viene richiesto è dunque una maggiore equità fiscale e contributiva.

 Silvia Sequi

 

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento