lunedì, 22 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

L’assoluzione di Berlusconi
Pubblicato il 18-07-2014


Personalmente sono lieto dell’assoluzione di Berlusconi in sede di Appello sul caso Ruby. La prima sentenza lo aveva condannato a sette anni di galera per il doppio reato di concussione e di prostituzione minorile, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. L’appello ha ribaltato la sentenza di primo grado assolvendolo dal reato di concussione perché “il fatto non sussiste” e da quella di “prostituzione minorile” perché il fatto non costituisce reato, in quanto Berlusconi non conosceva l’età di Ruby.

In questo processo si è voluto mischiare questione morale e questione giudiziaria. Ed è inaccettabile sul piano morale che il presidente del Consiglio passi le sue notti con un gruppo di ragazze come in un harem africano e alla presenza di attempati signori si esibisca in giochi erotici chiamati bunga-bunga, con signorine travestite da infermiere e da poliziotte. Tutto questo può far rizzare i capelli, qua e là provocare anche un certo senso di invidia, o più signorilmente suscitare un moto di compatimento. Ma che tutto questo venga tramutato in un caso giudiziario, dove le vere beneficiarie di questo trambusto vengono concepite come vittime, questo no. Non mi ha mai convinto.

Assai discutibile anche il comportamento di Berlusconi che telefona personalmente a un commissario di polizia per far rilasciare la ragazza accusata di furto e la affida a una consigliera regionale che a sua volta la consegna a una prostituta. Qui piu del compatimento un simile comportamento suscita incredulità, nipote o no del povero Mubarak. Ma anche questo non può essere considerato reato. Di concussione poi. Il vero trionfatore di questo processo è l’avvocato Coppi. Ghedini non si è nemmeno presentato in aula perché anche lui indagato. Che l’assenza sia stata produttiva?

Adesso Berlusconi, intanto l’accusa ha novanta giorni per ricorrere in Cassazione, continuerà ad accusare la magistratura italiana dei peggiori misfatti? Dirà ancora che è dominata dalle toghe rosse, che il disegno è quello di farlo fuori? Pensiamo di no. Magari apprezzerà i giudici che lo hanno assolto e continuerà ad accusare quelli che lo hanno condannato. Come al contrario fanno i giustizialisti alla Travaglio che apprezzano le condanne e condannano le assoluzioni. Soprattutto di Berlusconi.

Ma la giustizia deve essere giusta. E siccome anche noi pensiamo che spesso non lo sia, e intendiamo la riforma della giustizia come un’occasione per colpire i partiti dei magistrati, come pare intenda fare lo stesso Renzi, e la inaccettabile commistione tra magistratura inquirente e giudicante, rispettiamo questa sentenza, come sempre chiosa il Pd, ma andiamo più in là perché la condividiamo anche. Si sa, siamo un po’ impiccioni, contrariamente ai pidini…

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Commenti all'articolo
  1. Caro Del Bue, leggere il tuo strepitoso commento mi ha fatto capire perché il Psi è costretto a vivacchiare alla corte del padronato della sinistra. Non sento una tua disamina sulla Magistratura, seria, doverosa, ma leggo un anatema tratto dalla pennicciola della De Gregorio, robetta da bassa cucina. Cosa doveva aspettarmi da un politico che contribuì a regalare alla Magistratura poteri extracostituzionali – come il nuovo codice di p.p. e come la Legge Vassalli per la responsabilità dei magistrati- forse per invocarne una successiva condiscendenza per i propri reati? Nemmeno ti passa per l’anticamera del cervello scrutare bene dentro quelle motivazioni, quando si parla di ” inesistenza” o di ” non aver commesso il fatto” e di disvelare che quel processo, stando a questa sentenza, nemmeno doveva iniziare. Dunque, Del Bue, perché invece è iniziato? Si chiama ” schiavitù”, si chiama ” sudditanza”, si chiama ” sindrome di Stoccolma”, l’essere felicemente al guinzaglio del padrone che ti sfama. Non per niente negli anni 85/86 il Psi avrebbe potuto ritagliarsi un futuro radioso, respingere fuori dal proscenio politico sia la Dc che il Pci. Ma ne uccide più la gola, che la spada! Cativo sangue non mente mai. E tutto questo, per inciso, dando per scontato che a me di Berlusconi me ne frega meno di niente.

    • Caro Del Bue, che tu non capisca mi pare la logica conseguenza di quello che tu hai scritto. Mi duole che tu non veda al di là del nasino tuo, Forse non ci sei abituato a chi ” chiede giustizia” essendo pronubo a chi vuole vendetta o solo eliminare l’opposizione. Perciò, caro Mauro, non t’allargare a cercare di irridere la mia critica, cerca di studiartela e vediamo se , prima o poi, trovi argomenti veri – non induzione all’irrisione – per replicarmi con la cortesia con la quale io ti ho scritto. Saluti

  2. Giuro che non capisco il senso di questa critica. Pensavo a un appunto per aver preso le difese, in questo caso, di Berlusconi. Invece la critica verte sul contrario. Con la strepitosa chiusura che di Berlusconi al nostro amico gliene frega meno di niente. Vabbè prendo atto.

  3. La realtà è molto più semplice: fumus persecutionis. Per dirla alla veneta: daghe a chel can parché el morsega!
    Succede a tutti coloro che si mettono contro il potere, che non è, come ben sappiamo il governo, il parlamento. mai poteri forti sempre nascosti – il famoso GRANDE VECCHIO ì avrebbe deto Bettino Craxi – che non ammettono mai di essere dimenticati o peggio, combattuti. Come socialisti dovremmo saperlo, visto che – lo hai scritto tu Mauro qualche giorno fa – siamo etichettati e messi nella condizione di non poter emergere in politica se non come vassalli, distruggendo non solo gli uomini ma anche la GRANDE IDEA.
    La barzelletta della “frode fiscale” di Berlusconi, che può essere vera certamente (absit iniuria verbis), ma che va a colpire il maggior contribuente italiano. fa da ridere, o per lo meno sorridere. Nessuno si sarebbe permesso di fare ciò a Gianni Agnelli, come ora a De Benedetti, al quale si preferisce non infierire e se del caso aiutare, anche se è stato la disagrazia dell’industria italiana.
    Ma la domanda vera è: c’è stata la denuncia circostanziata di qualche cittadino che si firma con nome e cognome, o è, come par di intendere un’iniziativa “spontanea” di magistrati inquirenti, il che sarebbe tutto dire, considerato quanti sono i casi di denuncia circostanziata che non sono presi in considerazione dalòle procure o che una volta aperto il procedimento vengono lasciati ammuffire nelle segrete stanze?

  4. non mi dilungo, esistono fatti e circostanze a carico di Berlusconi che oggi la Magistratura assolve perché non costituiscono reato. Prendiamo atto della sentenza e del fatto che le riforme costituzionali possano continuare mentre :::: Omero dormitat.

  5. Come dici bene, direttore, i comportamenti di Berlusconi nella sua “vita privata”, mi hanno sempre suscitato un sentimento di compatimento e di incredulità. Mi pareva impossibile che l’uomo non avesse, come si suol dire, il senso della misura. Ma questo è quanto e se avesse il buon gusto di togliersi di torno, allora forse, si riuscirà a ragionare sui temi della giustizia senza apparire pro o contro Berlusconi.

    Non capisco invece la critica che fai a Renzi sul tema della riforma della giustizia. Forse mi sarà sfuggito qualcosa, ma non mi pare che sia il suo atteggiamento ma l’interpretazione che ne danno alcuni giornali che la fanno apparire contro i giudici.
    Purtroppo qualsiasi proposta che modifichi l’attuale sistema è letta, dai giudici, come un attacco al loro potere.

  6. Mi pare che ancora una volta il Direttore abbia colto l’essenza del problema, così come lo percepisce il comune (buon) sentire.
    Nel male e nel bene la magistratura ha rivelato come mai la profonda frattura che la attraversa e la delegittima di fronte al Paese. Da qui la necessità che Renzi e Orlando pongano al più presto mano alla riforma della giustizia e di chi la amministra. Per il resto continuo ad essere dell’opinione che vorrei Berlusconi pensionato piuttosto che incarcerato.

  7. La mia considerazione e che questa sentenza avvalora la tesi che in certi tipi di decisioni della magistratura ha una parte preponderante la politica e la tempistica con cui vengono emesse certe sentenze, questo per me è il vero pericolo che esiste nel Paese Italia. La riforma delle riforme è quella della giustizia che invece mi sembra essere messa un pò da parte.

  8. “mentre gli asini litigano i mastelli si sfasciano” gli accordi delle P2, dei vari titoli da riformare…! secondo me stanno sempre più rendendo l’Italia terra di conquista e campo di battaglia ,se tra queste riforme non si comincia dalla rivalsa conto i giudici ed una rivisione dei codici per renderli efficaci e risolutivi . un fraterno saluto il Grofano forestiero Rosso

  9. Sostanzialmente concordo con l’articolo.
    La cosa che mi rattrista è che sono venti anni (solo?) che i problemi del paese e del popolo italiano si riducono alla distruzione delle istituzioni repubblicane e mettere il morso (o la mordacchia) alla magistratura quando si sa i veri problemi sono altri: lavoro, economia, spending revew (o eliminazione degli sprechi e privilegi), scuola e università pubbliche efficienti e produttive forse allora il PIL (o GDP) aumenterà e le famiglie italiane saranno meno costrette ad andare a pranzo alla caritas (facendo pagare le tasse anche al vaticano).

  10. Questa sentenza mi fa riflettere in quali condizioni si trova la giustizia e quindi auspicherei con tutto il cuore che la politica abbia la forza e la volontà di fare una riforma seria e definitiva al fine di restituire credibilità alla stessa e certezza del diritto a tutti i cittadini. Come si fa in prima istanza emettere una sentenza di sette anni e l’interdizione dei pubblici uffici ed in appello addirittura emettere una sentenza di assoluzione quasi totale ? La conclusione quindi è: o è stata una sentenza politica prima o lo è adesso visto il ruolo di costituente che ha assunto adesso ( per volontà di Renzi) Berlusconi.

  11. Aggiungo, perché non sono solito censurare i commenti, che questo signore Gaetano Immè avrebbe anche bisogno di una bella lezione di storia sul Psi, oltre che di educazione, che sono disponibile a fornire gratuitamente,

    • Mauro non perdere tempo, come dice il proverbio non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire , di rimando non c’è peggior commentatore di chi commenta altre per non commentare se stesso.
      Saluti M.M

  12. Io non so chi sia questo Gaetano Imme, ma certo affermare di aver scritto con cortesia parlando di schiavitù, d’essere succube e pronubo, di non aver capito nulla, di essere al guinzaglio del padrone (quale?), e di non vedere al di là del mio nasino, mi sembra davvero originale. La mia risposta finisce qui. Io parlo volentieri se capisco di cosa e con chi. Per le esercitazioni di tipo psichiatrico rimando ad altri luoghi.

  13. Politica ed etica non sono concetti antitetici, concordo sul fatto di scindere i due aspetti, sul piano processuale, ma preferirei che le riforme della Costituzione fossero trattate con chi ha un rispetto per le donne diverso da quello dimostrato dal sig, Berlusconi. E poi … se era convinto che fosse maggiorenne, perché ne ha chiesto l’affidamento?

  14. Il Sig. Berlusconi è stato assolto in virtù di una legge che ha modificato il concetto su cui si basa il reato di concussione, legge approvata in itinere e che ha portato vantaggi oltre che al nostro ex Presidente, anche a Penati.
    Senza tanti giri, non pare essere la solita legge ad personam?
    di più si può logicamente pensare che Berlusconi non sapesse dell’ età della ragazza se la telefonata fatta aveva
    come scopo quello di non fare finire la ragazza in comunità come prescrive la normativa nel caso di un minore sorpreso a fare cose disdicevoli? Non lasciamo da parte la logica, se no va a finire che la colpa di tutto e del padre di Ruby a cui si può ascrivere il reato di culpa in educando.
    Ho comunque paura di una riforma che come si dice assoggetterà la magistratura al potere politico

  15. In questo paese c’è qualcosa che non quadra, e non credo che Coppi sia il nuovo Perry Mason….Con tutto il rispetto per il Professore, non è possibile che si passi da una condanna a 7 anni ad una assoluzione…sic et simpliciter…C’è qualcosa che non torna…

  16. Leggo solo ora le tue repliche, tue caro Del Bue e degli amici Gaboardi, LP, Molinari, Minardi, Vinciguerra, Gilardi, alle mie doglianze sul tuo articolo sull’assoluzione in secondo grado di Berlusconi sul processo Ruby. Per la sua massima parte quel tuo scritto a me pare un’omelia di un parroco di campagna che ammonisce il gregge dei suoi pii fedeli esibendo al loro spicciolo e pretesco ludibrio la vita, bollata come dissoluta, di un impenitente peccatore. E’ l’atteggiamento catonesco del barbaro davanti al raffinato, del talebano e del clericale davanti al libertino laico. Infarcita, l’omelia, anche di falsità, perché Berlusconi – traggo dagli atti giudiziari del caso – non ha telefonato mai personalmente ad alcun funzionario. Ma quello che più mi ha colpito è la ripugnante impudenza di chi, come te, oggi si erge a Catone morale di Berlusconi dopo aver passato una vita ad assistere, silente, untuoso, servile e genuflesso, alle ben note e plurime “disinvolte iniziative” – per restare nel civile – sia sessuali che finanziarie che venivano perpetrare con impenitente assiduità da Bettino Craxi. Al vostro “ gergo da caserma” ( “ diamogli una bella lezione “, “ ma chi è questo Gaetano Immè”, “ ma che ci crede dei cretini?”, ecc) che mi ricorda tanto quello dei marines americani o quello di quel tal Di Pietro che, pur vestito da Magistrato, urlava “ Sissignore, io a quello lo sfascio, signore” rivolto a Borrelli, replico che se qualche termine che ho usato ti e vi ha indignato ne sono felice, perché, lo dico con estrema franchezza, non posso avere alcuna “ comunanza” con la vostra ipocrisia. Aggiungo che considero Craxi un grande politico, ma un politico fallito. Un partito che negli anni metà ottanta aveva scorticato al Pci ed alla Dc vasti consensi e che s’attagliava a cifre intorno al 15/18% di consensi , che poteva dunque aspirare , con la sua grandiosa difesa dell’autonomia della politica interna ed estera, ad emarginare sia la Dc che il Pci e cambiare il corso della nostra storia che non è riuscito a nulla, è un partito ed un leader fallito. Con la morte nel cuore, ma resta un fallito. Naturalmente resto in ansiosa e trepidante attesa della “ gran bella lezione di storia del Psi” che qualcuno di voi voglia impartirmi. Cordiali saluti. Gaetano Immè

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