sabato, 20 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

L’importanza della sicurezza
dell’ambiente
Pubblicato il 10-07-2014


Italia-sicura-franeIl premier Matteo Renzi ha affidato alla struttura di missione “Italia Sicura” il compito di fare regia e coordinare le strutture dello Stato che dal 1945 ad oggi sono rimaste ostaggio della burocrazia senza produrre i benefici strutturali necessari ad evitare danni o risarcimenti da frane ed alluvioni. Come è noto ben 6.633 Comuni italiani sono allocati in aree a rischio idrogeologico. Lo Stato paga 3,5 miliardi di euro l’anno per emergenze ambientali.

Si affida ai Ministeri, Regioni, Protezione Civile, Enti locali, Genio Civile, Consorzi di Bonifica. Da oltre 15 anni i suddetti Enti Pubblici non sono riusciti a trasformare in cantieri i 2,4 miliardi di euro stanziati e non spesi dall’anno 1998, nonché 1,6 miliardi di euro concessi con delibera del CIPE nel 2012. Un totale di 4 miliardi di euro disponibili per “Italia Sicura” che vanno subito cantierizzati. Occorre un salto di qualità per la protezione del territorio e la prevenzione anziché interventi in fase di emergenza. Non guasta citare l’auspicio di Erasmo D’Angelis, coordinatore di Italia Sicura:

“E’ il momento di accelerare interventi e investimenti per la sicurezza dell’ambiente. Inoltre per la mancata depurazione di scarichi urbani le opere previste vanno realizzate entro l’imminente 2015 se si vuole sperare che la Commissione Europea cancelli le pesanti sanzioni economiche richieste al nostro Paese se inadempiente”. Giunge a proposito lo “strillo” di Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati. Egli sostiene l’esigenza non più prorogabile per garantire al Paese maggiore sicurezza di cittadini e ambiente realizzando gli interventi di “Italia Sicura” i quali sono anche una straordinaria occasione per produrre occupazione legata al territorio.

Esondazione-Seveso-MilanoIntanto a Milano per l’ennesima esondazione del Seveso, la seconda in due settimane, la quattordicesima in quattro anni, la numero 109, più o meno grave, dal 1976 in avanti; le strade sono diventate torrenti, interi quartieri sono stati investiti dalla furia degli allagamenti. Assurdo il rimpallo di accuse tra il sindaco Giuliano Pisapia e Roberto Maroni sulle responsabilità dell’esondazione del Seveso. Costoro vorrebbero ottenere fondi statali per risarcire chi è finito sott’acqua nella notte tra lunedì e martedì e fino alle 10,50 di martedì 8 luglio 2014. Ritengo invece più corretto riversare i costi risarcitori su tutti gli amministratori pubblici inerti che si sono avvicendati su gli scranni di Milano nei trascorsi 30 anni di vita meneghina.

Manfredi Villani

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Commenti all'articolo
  1. Apprezzo l’analisi e approvo la proposta, che tende a far pagare i responsabili delle sciagure. Deve pagare chi ha considerato la natura solo una cosa da consumare o come strumento per speculare. Caro Manfredi leggi la mia “PARLA LA NATURA”. Speriamo che i tromboni attuali siano portatore di un’altra mentalità. Lo scienziato diceva: -Il problema nonpuò essere risolto dalla mentalità che l’ha creato.

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